7 lug 2021

OLIVE KITTERIDGE

È una raccolta di 13 racconti che rappresentano la vita quotidiana delle persone che vivono in una piccola città portuale nel Maine, a nord-est degli Stati Uniti.

Sono Olive Kitteridge, un'insegnante in pensione, dalla lingua pungente, temeraria, nervosa ma delicata ed il suo marito Henry, mite e affabile che è stato farmacista della sua città per molti anni che collegano quei racconti che apparentemente sembrano incoerenti.

Questa coppia mal assortita che passa serenamente la vita in pensione anche se imbarazzata dai due matrimoni del loro unico figlio e dal suo trasferimento nei posti lontani, è presente in tutti i tredici racconti, a volte come protagonisti, a volte come solo i passanti, oppure i comprimari, e mette a fuoco i vicissitudini nascosti dietro la vita quotidiana della gente che apparentemente sembra serena e banale.

Tra i genitori e i figli, tra il marito e la moglie, tra la suocera e la nuora, tra gli amici… nelle relazioni umani ci sono i sentimenti di vari generi, come la gioia, la tristezza, la gelosia, la tenerezza, l'irritazione e il dolore… nutrendo tutti questi sentimenti in fondo al cuore noi siamo vincolati dal passato e minacciati dalla vecchiaia che ci sta sovrastando, ma dobbiamo vivere questa vita.

Nutriamo la speranza, ci disperiamo per il fallimento, e nella vita ci sono alti e bassi, ma dobbiamo andare avanti con calma verso il termine della vita.

Il figlio le volta le spalle e il marito si è ammalato, Olive non ha altro che fare la passeggiata al mattino presto, non sa come ammazzare il tempo ed inizia a pensare al suicidio. La sua vecchiaia è davvero solitaria e spietata. Nell'ultimo capitolo si vede vagamente una speranza, ma in questo libro viene raccontata senza riserve la vecchiaia che arriva a tutti, la realtà crudele che da giovane non si immagina. Me ne sono impressionata molto.
Il Minazuki è un dolce tradizionale, fatto di pasta di riso al vapore che rappresenta i pezzi di ghiaccio che venivano conservati nella ghiacciaia e poi consumati dagli aristocratici nell'epoca Heian (794-1192). E sopra ci sono i fagioli rossi perché all'epoca si credeva che qualcosa di rosso allontanasse le disgrazie.
Settimana scorsa, il 30 giugno era il giorno in cui nei templi scintoisti si è tenuto il "Nagoshi no harae", cioè un rito annuale della purificazione che risale addirittura all'VIII secolo.
Giunti a metà dell'anno, si purifica dalle impurità e dai peccati che si sono accumulati nel primo semestre dell'anno e si prega per la salute per l'altra metà dell'anno.
Per quest'occasione nei templi scintoisti viene installato un grande anello di "Chi" (un tipo di erba) e ci si attraversa per purificarsi. 
In anticipo di due giorni ho passato dentro l'anello al tempio scintoista Yasaka.  
Purtroppo stava per piovere, e ho visitato il tempio in gran fretta. E infatti, subito dopo ha iniziato a piovere. Comunque sono contenta di aver attraversato l'anello di Chi. 
Con la scusa di ripararmi dalla pioggia, sono entrata in una pasticceria e ho mangiato il kakigori, la granita giapponese... è il mio terzo kakigori di questa stagione. Ora che è arrivata l'afa vera e propria, non posso farne a meno... ma quanti ne mangerò in quest'estate...?

7 commenti:

Vivì ha detto...

Ciao Titti...piacere di conoscerti e di seguirti. Mi ha sempre affascinata la cultura giapponese. Ho scritto un sacco di racconti ambientati nell'antico Giappone. Ti seguo con piacere e interesse. Ciao e buona serata.

Ariano Geta ha detto...

Ripulirsi dai peccati è una bella cosa, sperando che le divinità siano indulgenti con noi...
Visto che si avvicina Tanabata, faccio il maleducato e ti chiedo in anticipo se ci mostrerai qualche foto dei templi coi tanzaku... e immagino che in molti tanzaku la richiesta sarà che finisca questa pandemia...

Mirtillo14 ha detto...

La vecchiaia è una brutta cosa, fa paura anche a me, soprattutto mi fa paura la solitudine della vecchiaia. I dolci che ci presenti, immagino dalle foto, saranno buonisssimi; hanno un aspetto mooolto invitante. Sempre interessanti da leggere, le informazioni sulla cultura giapponese, così diversa dalla nostra. Ciao ! Ti auguro un buon mese di luglio.

White Blossom✿ ha detto...

Ciao Titti, scusami, è un po' che non passo a salutarti. Come stai?
Grazie per farci conoscere sempre libri interessanti, e tradizioni come il Nagoshi no harae. Penso che se fossi in Giappone cercherei di partecipare a questi riti, per riflettere e migliorare, così da vivere al meglio e non pensare al tempo che passa... E gustare tutti questi bei dolci!! Oishi sou!! Un abbraccio.

Simona [Ciccola] ha detto...

Ciao! Come stai? Ho visto la mini-serie di Olive Kitteridge, mi è piaciuta molto.

Titti ha detto...

@ Vivì,
grazie per avermi lasciato un messaggio, spero di leggere i tuoi racconti...

@ Ariano Geta,
purtroppo, il giorno di tanabata da nostra parte ha piovuto molto e non sono uscita di casa... ho cercato qualche foto e ne ho trovato alcune sul sito del tempio Kifune di Kyoto, famoso per questa festa.
https://www.the-kyoto.jp/calendar/july/kifune-tanabata/
Sono troppo piccoli, ma mi sembra che tutti esprimono i propri desideri, l'amore, i progressi del baseball, la pace nella famiglia...

@ Mirtillo 14,
grazie!

@ White Blossom,
grazie!

@ Simona,
sono appena rientrata dalle vacanze e sto benissimo, spero anche tu.

Ariano Geta ha detto...

Grazie mille, bellissime le immagini di Kifune e degli "alberi" coi tanzaku!