5 feb 2024

IL MIO PRIMO GIORNO IN GIAPPONE / GIAPPONE

Il 4 aprile 1890 Lafcadio Hern (Yakumo Koizumi) sbarcò a Yokohama in Giappone e salì subito su un risciò per farsi portare in giro per le vie della città. Ecco è il suo primo giorno in Giappone.

L'aria del mattino fresca e limpida, il cielo straordinariamente traslucido, il risciò accogliente, il blu scuro affascinante dei drappeggi dei negozi e degli abbigliamenti popolari, e gli sguardi e gli sorrisi soavi e bonari della gente... pensò di aver scoperto "il mondo elfico" o "il regno delle fate".

E ricevette "la prima vera sensazione di essere in Oriente, in quell'Estremo Oriente di cui aveva letto tanto, che aveva tanto sognato". Dalle parole di Hern rimasto affascinato e incantato da tutte le cose che ha visto traspariscono le meraviglie e le eccitazioni.

Il Giappone appena aperto agli stranieri dopo circa 300 anni di isolamento per la volontà politica di evitare le influenze estere, era ancora rimasto nell'medioevo e incontaminato, ma aveva tanta possibilità in futuro. Quando penso a questo periodo, non posso a fare a meno di provare invidia. È davvero splendente mentre adesso stiamo vivendo in un paese in declino che vive solo con l'eredità che i nostri nonni hanno costruito e mantenuto a fatica.

Hern, noto anche con lo pseudonimo di Koizumi Yakumo (27 giugno 1850-26 settembre 1904), è stato un giornalista, scrittore e iamatologo irlandese, famoso per  le sue raccolte di leggende giapponesi e storie di fantasmi, decise di rimanere in Giappone proprio il primo giorno in Giappone. Un anno dopo sposò la figlia dell'ex samurai di Matsue, venne neutralizzato giapponese e visse in Giappone per 14 anni fino alla morte nel 1904.
Anche in questo libro composto di 9 saggi Hern racconta le sue esperienze in Giappone. Fra questi è molto interessante "Il capoluogo della provincia dei Dei" in cui racconta i giorni vissuti a Matsue.
I paesaggi sono descritti come fossero i quadri, e soprattutto la scena della preghiera mattutina è impressionante come se vedesse un film.

"E ora, dalla riva del fiume che lambisce il giardino, ecco giungere un batter di mani -uno, due, tre, quattro colpi- ma gli arbusti nascondono chi batte alla vista. Al contempo però, sulla riva opposta dell'Oshimagawa (fiume), vedo uomini e donne scendere i gradini di pietra delle banchine, ciascuno con un piccolo asciugamano azzurro infilato nella cintola. Si lavano faccia e mani e si sciacquano la bocca, le consuete abluzioni prima della preghiera shintoista. Quindi si voltano verso il sole e battono le mani quattro volte e pregano. Dal lungo, altro ponte bianco provengono altri battimani, come un'eco, e altri ancora da lontane imbarcazioni, sulle quali vedo pescatori dalle membra nude, in piedi, con la fronte china verso l'est dorato. Ora i battimani si moltiplicano, diventano una raffica quasi continua di colpi. Perché tutta la popolazione sta salutando il sole che sorge..."

È una scena serena e pacifica, e mi sembra di sentire quei battimani...
Finalmente mi sono liberata dalle stampelle anche se non posso ancora camminare come prima. Da noi ci togliamo le scarpe all'ingresso della casa per cui ci vogliono le due paia di stampelle, un paio per fuori e l'altro per dentro. Sono molto grata a queste stampelle che mi hanno aiutato tanto in questi due mesi...
Il dolce che rappresenta "Otafuku" che significa "fortuna".
Il dolce che rappresenta Oni (demone).

Il 3 febbraio si festeggia la festa di Setsubun.
È il giorno che precede l'inizio della primavera che rappresentava l'inizio dell'anno secondo il calendario lunare . 
E all'ultimo giorno dell'anno, per iniziare serenamente un nuovo anno sbarazzandosi dei mali accumulati in un anno e cacciando via gli spiriti malvagi che si credeva nascere ai cambiamenti delle stagioni, si celebrano i vari riti.
Purtroppo quest'anno non ho potuto visitare i templi per assistere i riti, ma a casa abbiamo mangiato i cibi e i dolci tipici di questa festa augurandoci la salute e la felicità...

11 gen 2024

BUON ANNO 2024

Un paio di draghi disegnati sul soffitto del tempio Kenninji a Kyoto (2002 Koizumi Junsaku)
È iniziato il 2024, l'anno del drago. È l'unico animale immaginario tra i dodici segni dello zodiaco orientale. In Giappone la sua figura assomiglia al grosso serpente, ha le ottantuno scaglie sul dorso, le quattro zampe che hanno rispettivamente le cinque dite, un paio di corna, la faccia lunga con un paio di baffi lunghi e le orecchie. È venerato come la divinità dell'acqua.
I disegni di draghi sulle porte scorrevoli del tempio Kenninji a Kyoto (1599 Kaiho Yusho)
Molto spesso viene disegnato sullo soffitto del tempio buddista o sulle porte scorrevoli come un simbolo di buon auspicio o essendo la divinità dell'acqua come la prevenzione contro gli incendi. E la pallina che tiene in mano è il gioiello (Nyoi hoju) che realizza qualsiasi desiderio ed è proprio il "dragon ball" da cui quel famosissimo manga prese spunto.
Anche quest'anno ho visto il primo raggio dell'alba del primo giorno dell'anno. È stato sereno, limpido e persino divino. E mi sono sentita purificata.
Quest'anno il nostro Osechi, i piatti tipici del capodanno è molto sobrio... neanche ho potuto tirare fuori le stoviglie per il capodanno dalla parte più profondo e alto della credenza... 
Al Capodanno abbiamo visitato il tempio scintoista Tomi, il mio posto preferito. Con la decorazione con i pini ed i bambù, l'atmosfera è stata molto bella. Volevo visitarlo ad ogni costo, ma salire le lunghe scalinate con le stampelle è stato molto più penoso e difficile di quanto pensassi.
A sinistra la foto scattata due mesi fa, a destra quella scattata al Capodanno
Al Capodanno anche i komainu (leone-cane di pietra) hanno i bavaglini nuovi di zecca.
Il 7 gennaio si mangia il nanakusagayu (riso in bianco con sette erbe). 
Si crede che le erbe che germogliano in primavera allontanano gli spiriti malefici e prevengono ogni genere di malanni. Ma anche mangiando qualcosa di leggero si deve riposare lo stomaco stanco dopo le feste...
Il dolce Unryu che rappresenta il drago sulla nuvola è proprio adatto a questo Capodanno.

L'anno del drago è più fortunato tra i 12 segni. In quell'anno si accresce l'energia positiva, tutte le cose si vibrano, sono pieni di energia e crescono bene, quindi gli sforzi che abbiamo fatto finora daranno i loro frutti.

Ma purtroppo non so se l'energia si è accresciuta troppo, il primo gennaio, nella regione Noto la terra ha tremato e ha provocato tante vittime (attualmente più di 200) e gravissimi danni. Ancora una regione è stata completamente devastata dai terremoti e dai maremoti. Per di più è successo proprio al Capodanno, la festa più importante quando tutti si riunivano in famiglia.

Poi il giorno dopo, nell'aeroporto Haneda di Tokyo è avvenuto l'incidente aereo tra il volo di linea del Japan Airlines (JAL) e il velivolo della guardia costiera diretto alla zona terremotata per fornire aiuti per i terremotati.
Tutti i 367 passeggeri e i 12 membri dell'equipaggio a bordo del volo JAL sono stati evacuati con successo dall'aereo avvolto dalle fiamme, ma i 5 dei 6 membri dell'equipaggio della guardia costiera hanno perso la vita. È stato un vero e proprio disastro. Se penso a loro mi stringe il cuore...

È desolante vedere le case distrutte, le strade contorte, gli evacuati confusi e afflitti, e anche i voli in fiamme. Mi sento 

Da noi l'inizio dell'anno è stato inquietante e non so immaginare come andrà quest'anno... spero solo che non accadano più le cose terribili...

30 dic 2023

QUI E LÀ IN MANCIURIA E COREA

Dal 2 settembre al 14 ottobre del1909 Natsume Soseki viaggiò in Manciuria e Corea su invito di un vecchio amico diventato presidente della Società ferroviaria giapponese della Manciuria meridionale.
Come l'amico del Presidente della Società ferroviaria, ma anche come uno scrittore famoso dopo i successi di "Io sono un gatto" e "Il signorino", fu ospitato in alberghi lussuosi e trattato con ogni riguardo dalla società ferroviaria.
Incontrò i dirigenti, visitò i cantieri, le fabbriche ed i luoghi dei recenti conflitti con la Cina e la Russia, e tenne le conferenze.

E subito dopo il rientro in Giappone, dal 21 ottobre pubblicò a puntate il racconto di questo viaggio sul giornale.

In questo diario di viaggio si intravede il suo lato umano, si sente vividamente l'atmosfera dell'epoca ed anche i ricordi destati dagli incontri con i vecchi amici sono molto interessanti. È stata una lettura scorrevole e piacevole.
A fine novembre, sono caduta inciampando mentre tornavo a casa, e mi sono fratturata la gamba. Sono stata trasportata dall'ambulanza all'ospedale e ci sono stata ricoverata. Quando sono stata dimessa dall'ospedale, all'atrio dell'appartamento mi ha accolto l'albero di Natale.
Per un mese ho avuto bisogno di assoluto riposo e non ho potuto fare niente.
Ho dovuto cancellare tutti i programmi e appuntamenti. Niente aceri, colori autunnali né illuminazioni natalizie.
Ho passato le giornate solo leggendo i libri e guardando fuori dalla finestra... 
Il Natale l'abbiamo festeggiato con la torta buonissima che avevo prenotato prima di essere caduta e che è andato a ritirare mio marito.
Ancora non posso uscire da sola, ma dopo un mese, per la prima volta sono uscita. Mio marito mi ha portato a passeggiare un po' vicino a casa! È stato molto piacevole.
Ora che non posso fare niente, ho riconosciuto la preziosità delle cose normali, naturali e banali. Il ritmo della mia vita è cambiato all'improvviso. Ma forse devo abituarmi a quello lento invece di cercare di riprenderlo, ed in quell'occasione penso di cambiare lo stile di vita un po'... 

Comunque così è passato il Natale e sta arrivando il Capodanno.

Buone feste e Buon Anno!

15 nov 2023

IL ROSMARINO NON CAPISCE L'INVERNO

Mi è piaciuto molto questo libro. È composto da 18 storie di donne tutte diverse, alcune delle quali si intrecciano. Ogni storia sembra indipendente, ma tutte sono legate da una trama comune e nell'ultimo capitolo c'è una sorpresa. Non so se i lettori attenti se ne accorgono subito, ma io me ne sono accorta solo quando sono arrivata all'ultimo capitolo e subito l'ho riletto dall'inizio.
Le protagoniste di questo libro sono donne comuni. Alcune storie sono coinvolgenti e altre sono ordinarie, ma tutte insieme è stata una lettura piacevole.
Lunedì mattina la temperatura è scesa in picchiata come se fosse arrivato l'inverno.
È troppo brusco se penso a qualche giorno prima in cui ad Osaka la temperatura è arrivata ai 27.7 gradi (il nuovo record della temperatura massima per il mese di novembre ad Osaka dopo 46 anni), e i turisti si giravano con la maglietta di mezze maniche...
L'altro giorno ho visitato il Museo nazionale di Nara per la mostra annuale dei tesori del Shosoin, il magazzino dei tesori dell'VIII secolo.

La collezione varia dagli oggetti buddisti, arredi, abiti, accessori, spade, maschere, strumenti musicali ai vari documenti tra pitture, calligrafie, oggetti di legno, di metallo, di vetri, ceramiche, oggetti laccati e stoffe ecc.

La maggior parte della collezione è gli oggetti dell'Imperatore Shomu e dell'imperatrice Komyo. Il 95 percento degli oggetti della collezione è di produzione nazionale, ma ci sono anche gli oggetti provenienti dalla Cina, India, Iran, anche Grecia e Roma! Nell'antichità Nara era proprio il capolinea della Via della Seta.

Dal 1946 ogni anno in autunno si tiene questa mostra che espone 70 oggetti tra 9000 già classificati, e stavolta è stata la 75esima mostra.

Naturalmente gli oggetti finemente lavorati e intarsiati di gioielli sono bellissimi, ma sono rimasta incantata dagli oggetti semplici come i pezzi di seta e le palline di vetro che hanno più di 1300 anni e che sono meravigliosi e molto interessanti...
Del Museo nazionale di Nara, la sala per la collezione delle statue buddiste è eccezionale. 
A Nara mi piace di più l'atmosfera del via Urasando del tempio Todaiji.
Il tempio Todaiji è famoso per la Grande Budda ed è visitata da tanti turisti, ma a questa parte non arrivano i turisti stranieri ed è molto tranquilla. Ho fatto una bellissima passeggiata.
Il panorama dalla terrazza del sala Nigatsudo è splendido. Mi sembra di trovarmi nell'epoca Tenpyo (l'VIII secolo).
In questa sala Hokkedo ci sono le bellissime statue buddiste.

Nel parco nazionale di Nara pascolano liberamente i 1200 cervi. Sono molto simpatici.
Una settimana fa, ancora faceva caldo e i colori autunnali erano parziali.
Temevo che le foglie degli aceri sarebbero cadute senza cambiare i colori, ma ora con questo freddo spero che si possa godere della bellissima foliage anche quest'anno. 

8 ott 2023

I MIEI GIORNI ALLA LIBRERIA MORISAKI

A Tokyo c'è il quartiere delle librerie e delle case editrici che si chiama Jinbocho. Nonostante si trovasse a pochi passi dalla metropolitana con i grandi palazzi moderni, quel quartiere è tranquillo con l'atmosfera dei bei tempi antichi.

Proprio in quel quartiere si trova la libreria Morisaki che la famiglia dello zio di Takako, la protagonista ventiquattroenne di questa storia, gestisce da tre generazioni.

Takako che all'improvviso è stata lasciata dal suo fidanzato per sposare un'altra, è distrutta come se tutto fosse stato crollato. È rimasta sprofondata nel dolore, si è licenziata e non usciva di casa.

Proprio in quel momento le ha chiamato lo zio Satoru che non aveva visto tanto tempo, e le ha offerto di trasferirsi al primo piano della libreria in cambio di un aiuto nella vecchia libreria.

Alla libreria Takako arriva a malincuore, ma piano piano si familiarizza con i clienti abituali e i vicini, e nel frattempo riscopre la bellezza di questo luogo pieno di libri e il piacere di leggere, e piano piano recupera la propria vita.

Sono rimasta commossa dallo zio Satoru premuroso e affettuoso che aiuta Takako. Soprattutto è stata impressionante la scena in cui lo zio affronta l'ex fidanzato di Takako per pretendere che le faccia le sue scuse. Pensava che altrimenti Takako non sarebbe potuta andare avanti.

È un libro molto leggero e scorrevole. Non è troppo commovente ma riscalda il cuore.
Penso di vedere l'omonimo film tratto da questo romanzo.
Finalmente se n'è andato il caldo che è ritornato ed era insistente.
Al Kyoto Gyoen, il giardino nazionale che circonda il Palazzo Imperiare i fiori di lagerstroemia erano ancora in fioritura (due settimane fa).
Come il suo nome giapponese "Sarusuberi" significa "la scimmia scivola", la superfice dei suoi tronchi e rami è liscia. E questi fiori si chiamano anche "Hyakujitukou" che significa "il rosso per cento giorni". Infatti dall'estate all'autunno la sua fioritura è molto lunga.
Non so perché ma ultimamente mi sono affezionata molto a questi fiori e ogni volta che li trovo per strada o da qualche parte mi sono fermata ad ammirarli.
 
Anche i fiori di Higanbana (lycoris radiata) erano in fioritura come il suo nome significa "i fiori d'equinozio".
In quest'anno la Festa della luna era il 29 settembre. L'ho ammirata pienamente. Era bellissima.
Ho trovato un dolce appropriato a quella festa. Ha il nome bellissimo,"Tsukiakari" che significa "Luce della luna".

Quei giorni caldissimi sembravano interminabili e temevo che l'estate sarebbe durata fino all'arrivo dell'inverno e l'autunno non sarebbe mai arrivato. Ma all'improvviso la temperatura è scesa e ho dovuto sbrigarmi a fare il cambio di stagione negli armadi ed in camera da letto...

8 set 2023

I PIACERI DELLA LETTERATURA GIAPPONESE

È un libro che raccoglie cinque saggi basati sulle conferenze che Donald Keene tenne alla New York Public Library, al Metropolitan Museum of Art e alla University of California di Los Angeles tra il 1986 e il 1989.

Keene (New York, 6 giugno 1922 – Tokyo, 24 febbraio 2019) è stato un saggista e traduttore statunitense, e uno dei massimi esperti mondiali di letteratura e cultura giapponese.

Dopo 35 anni in cui visse alternativamente a New York e a Tokyo per sei mesi ciascuna, nel 2011 quando quel terremoto colpì il Giappone, decise di naturalizzarsi giapponese e stabilirsi per sempre in Giappone.

E per incoraggiare la gente terremotata, tenne le conferenze nella regione colpita.
"È strano, ma nei racconti e nelle poesie antiche giapponesi si descrivono raramente i terremoti né i maremoti. Invece di piangere la crudeltà della natura e abbandonare le rovine, le ricostruirono più belle a più riprese. Ecco questi sono giapponesi." "Tutte le cose sono state distrutte, ma se aveste soltanto il senso estetico nella mente, sicuramente potreste ricostruirle."

In questo libro dall'estetica giapponese alla poesia, narrativa e teatro giapponesi Keen racconta la storia della letteratura giapponese di più di un millennio.

Nel capitolo "L'estetica giapponese", indica quattro caratteristiche del senso estetico dei giapponesi (la suggestività, l'irregolarità, la semplicità e la deteriorabilità) e citando "Ore d'ozio", una raccolta di saggi brevi che il sacerdote Kenko scrisse tra il 1330 e il 1333, approfondisce il tema.

Nei capitoli "La poesia giapponese" e "Gli usi della poesia giapponese", partendo dalla prima poesia giapponese che compose il dio Susanoo nell'era degli dèi nella prefettura di Shimane e che è riportata nel Kojiki (Un racconto di antichi eventi), racconta la varietà di poesie che sono state compose dall'VIII fino al XX secolo, ma soprattutto le poesie di Manyoshu (la raccolta di poesie compilata al 770), ed i waka (le poesie che constano di trentuno sillabe) di Kokinshu (la raccolta di poesie compilata nel 905 da ufficiali di corte. 

Nel capitolo "La narrativa giapponese", analizza l'origine del più antico esempio di genere "monogatari, la Taketori Monogatari (Storia di un tagliabambù) che sia stata scritta nel 910. E racconta gli sviluppi della narrativa giapponese, dalla Ise Monogatari (X secolo), la Storia di Genji (1008), la Storia della famiglia Taira (prima del 1240) fino al Koshoku Ichidai Otoko, il primo romanzo di Saikaku che fu pubblicato nel 1682, la raccolta Ugetsu Monogatari (Racconti di pioggia e di luna, 1776) di Ueda Akinari, il Nanso satomi hakkenden (Cronache degli otto cani) che scrisse Takizawa Bakin impiegando 28 anni dal 1814 al 1842.

Nel capitolo "Il teatro giapponese", spiega il gigaku che è la più antica forma di spettacolo, le danze bugaku, il no che è una particolare forma drammaturgica perfezionata nel XIV secolo, il kabuki che è un genere di dramma svolutosi nel XVII e il Bunraku che il teatro di marionette ed è la più antica forma di intrattenimento teatrale giapponese risalente all'VIII secolo.

Tutti i capitoli sono molto interessanti e più volte sono rimasta sorpresa dal suo punto di vista diversa dalla nostra. È un libro pieno dell'amore dell'autore per la cultura giapponese che vorrei rileggere ripetutamente. Lo consiglio a chi ama la letteratura giapponese, ma spero anche che per chi non lo è questo libro diventi una nuova scoperta.
Una delle poesie più famose di Manyoshu fu composta in questo luogo che nei tempi antichi si chiamava Iware.

Il principe Ōtsu (663 – 686) era un promettente successore di suo padre al trono imperiale, ma fu costretto a suicidarsi dopo che le false accuse di ribellione furono mosse contro di lui dalla sua zia al fine di mettere il proprio figlio al trono.

Prima di morire, compose la poesia d'addio sulla riva di questo stagno.

Momozutau / iware no ike ni / naku kamo wo / kyō nomi mite ya / Kumokakuri nan 
Le anatre selvatiche cantano sulla riva dello stagno di Iware. Oggi le ho viste per l'ultima volta e domani dovrò morire...
Dal V secolo al VI secolo in questa zona Iware in provincia di Nara si trovava il palazzo imperiale. Guardando questo paesaggio rurale e tranquillo, non posso credere che questo luogo fosse il centro dell'origine del Giappone.
Torta di maccha (tè verde)
Non so se sia a causa del caldo eccezionale di quest'estate o sia per l'età che ho, ma in quest'estate stavo poco bene... ora che finalmente le mattine e le sere si sono rinfrescate e si sente l'aria d'autunno, spero che il caldo non torni più...

4 ago 2023

DIARIO AMERICANO DI UNA RAGAZZA GIAPPONESE

È un romanzo a forma di diario scritto in lingua inglese e pubblicato nel 1902 da Yonejiro Noguchi a New York, nei panni di una ragazza giapponese di diciotto anni, Asagao (Miss Morning Glory).

Yonejiro, poeta, scrittore e saggista che visitò gli Stati Uniti nel 1893 e ci rimase fino al 1904 quando ritornò in Giappone, basandosi sulle proprie esperienze della vita in America scrisse questo libro. Il protagonista Asagao è una ragazza attiva che ama la letteratura inglese e americana, ed insieme con il suo zio visita San Francisco, Chicago e New York. Nel libro raccontò in tono agile e spiritoso la vita quotidiana degli americani, osservò la sua cultura e la sua società consumistica, e le confrontò con quelle giapponesi.

È molto interessante leggere le sue impressioni sinceri. Ad esempio, quando vide che per ricevere gli ospiti la moglie dell'ex console americano a Tokyo allestì un salotto disseminando un bel po' di cianfrusaglie esotiche insieme con i paraventi giapponesi, disse, "È un vero bazar cinese, il trionfo del cattivo gusto, che confusione! Il Giappone non insegna altro che la semplicità, il segreto della sua arte, ma come abbia fatto a vivere nel mio Paese senza impararlo?" E osservò; "Ogni centimetro del salotto trasuda ricchezza. Ma c’è qualcosa di più sgradevole del lusso privo di gusto? Avere quanto basta per vivere è un bene, ostentare il superfluo non è che un’offesa." E concluse che "gli americani acquistino le cose per il piacere di comprare, non perché ne abbiano davvero bisogno".

Anche adesso, dopo più di 100 anni da quando fu scritto questo libro, mi sembra che le cose non siano cambiate tanto. La nostra cultura viene confusa con quella cinese o di altri paesi asiatici come noi non distinguiamo quella italiana da quella spagnola o francese e il consumismo è sempre più radicato (non solo negli Stati Uniti, ma anche  in tutto il mondo). 
È un libro molto interessante. Per inciso, questo Yonejiro è il padre di Isamu Noguchi, scultore noto a livello internazionale.
Un po' prima che Yonejiro Noguchi arrivò negli Stati Uniti, in Giappone, nel 1887 visitò il tempio buddista Syorinji a Sakurai in provincia di Nara, Ernest Fenollosa, filosofo e storico dell'arte orientale americano di origine spagnola.
E qui scoprì una bellissima statua di Kannon realizzata nel VIII secolo che era nascosta dalla vista. Ed era rimasto molto colpito dalla sua bellezza e disse, "Questo deve diventare il primo tesoro d'arte nazionale". E regalò al tempio questa custodia per statua (zushi).

Quello che si vede in centro è la foto della statua di Kannon che ora viene custodita nell'apposito padiglione ed è aperta al pubblico. L'abbiamo vista, ma è piena di grazia fino alle punte delle dita. Anche noi siamo rimasti colpiti dalla sua eleganza.


Nel XIX secolo le statue buddiste giapponesi si trovavano in crisi.
All'inizio dell'epoca Meiji nel 1868, il nuovo governo proclamò lo Scintoismo come religione di stato e iniziò la campagna per separare il buddismo dallo scintoismo.

Fino a quel momento lo Scintoismo e il Buddismo erano intimamente connessi al punto che gli stessi edifici venivano spesso utilizzati sia come santuari scintoisti che come templi buddisti, ma quella proclamazione provocò una vera e propria persecuzione del buddismo.
Fino a quando calmò questa campagna nel 1876 furono distrutte e chiuse oltre 45mila templi buddisti, proprio la metà dei 90mila che esistevano. E furono distrutte e vendute per due prezzi agli stranieri le innumerevoli statue buddiste. 

Proprio in quel periodo Fenollosa che insegnava la filosofia e la economia politica all'Università Imperiale di Tokyo, visitando i templi antichi scoprì tante preziose opere d'arte e si prodigò nel tutelarle e sistematizzare e istituzionalizzare l'arte giapponese.
Oltre dall'eleganza della statua Kannon, sono rimasta colpita dall'atmosfera serena del tempio e dal panorama delle montagne che circondano il tempio. Forse anche Fenollosa ammirò questa vista?

Anche da noi stiamo affrontando l'ondata di gran caldo. Ogni giorno la temperatura supera 35 gradi, e vista l'umidità tipica nostra questo caldo è davvero pericoloso e spesso viene emesso un avviso di colpo di caldo. Non faccio altro che prendere i gelati e i kakigori (granita giapponese)...
Anche il melon cream soda, una bevanda frizzante al gusto di melone con il gelato alla vaniglia è ideale quando fa così caldo e mi ricorda quando ero bambina...