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26 lug 2021

FESTA DI GION

Insieme alla fine della stagione delle piogge, il glande caldo è arrivato e non allenta la sua morsa neanche per un attimo... 

Sono appena rientrata dalle vacanze nella regione nord-est del Giappone. Siamo partiti per cercare le temperature un po' più vivibili, ma anche in questa regione faceva caldissimo lo stesso...
Volevo pubblicare questo posto prima di partire per le vacanze, ma non avevo tempo... ma il mese di luglio è la stagione della festa di Gion che ha una lunga storia di più di 1000 anni.
Mi piacciono le ragazze con lo yukata (il kimono estivo), l'abito tradizionale giapponese.
Ecco, il Naginataboko che è un carro in testa alla processione.
Si vedono tre carri alla via Shijo. Con i carri la città di Kyoto si è animata.
Purtroppo anche quest'anno la sfilata dei carri non è stata eseguita (solo i dirigenti di ogni quartiere hanno sfilato in corteo), ma 11 carri su 23 sono stati costruiti per non dimenticare i procedimenti del montaggio che sono stati tramandati di generazione in generazione.
Non solo, anche i konchikichin, la musica caratteristica di questa festa si è esibita qua e là per la città. 
È stato bello vedere le persone felici e allegre dopo due anni. 
Ognuno dei carri ha una sua caratteristica,  e questo carro ha una gigante mantide sul tetto.
Gli uomini salgono a bordo dei carri dalle scale laterali e suonano i konchikichin composti di flauti, tamburi e kane (strumenti tradizionali)...
I tappeti, gli affreschi e le sculture che coprono i carri sono le opere d'arte che si possono ammirare solamente una volta all'anno.
È stato bellissimo fare un giro ammirando quei tesori e ascoltando i konchikichin... la città era piena d'energia e sono stata contagiata dalla sua allegria...
Un dolce avvolto in una foglia di bambù con un amuleto di questa festa... un profumo della foglia è buonissimo...
Durante le nostre vacanze, le Olimpiadi sono iniziate. Non mi interessavano le Olimpiadi, ma ho visto un po' la cerimonia di apertura alla tv nella stanza dell'albergo. Ero stanca di morire e l'ho vista sonnecchiando, ma è stato bello vedere gli atleti felici e allegri (sono rimasta un po' sorpresa dalle divise dell'Italia)... spero che si concludano senza problemi.

23 gen 2021

PICCOLI RACCONTI DI UN'INFINITA GIORNATA DI PRIMAVERA

È una raccolta dei 25 piccoli racconti di Natsume Soseki che apparvero a puntate su un giornale dal 14 gennaio al 14 marzo del 1909.

Questi racconti sono disparati sia nel contenuto che nello stile, dagli avvenimenti quotidiani ai ricordi di quando era bambino, o di quando aveva vissuto in Inghilterra. Non sono niente di speciale, a volte semplici, a volte surreali, ma lo stile di Soseki è così bellissimo che mi viene voglia di continuare a leggere per sempre.
Rispetto ai suoi capolavori come "Il signorino", "Io sono gatto" e "Il cuore delle cose", questi racconti sono davvero piccoli e semplici, ma tra le righe si intravedono la sua dolcezza, la sua ironia, la sua amarezza e la sua nostalgia, e si può scoprire la sua parte umana. È stata una lettura piacevole.
Quest'anno è iniziato con il grande freddo che sembra non vuole andarsene. Il famigerato freddo di Kyoto davvero punge la pelle e penetra nelle ossa.

La fine settimana scorsa si è tenuto l'esame di rendimento uniforme amministrato a livello nazionale che devono sostenere quelli che vogliono chiedere l'ammissione alle università pubbliche o nazionali.
Quest'anno 535.000 studenti ci hanno partecipato che poi devono affrontare gli esami somministrati dall'università a cui desiderano iscriversi.
E a febbraio inizia la stagione degli esami d'ammissione (in Giappone l'anno scolastico inizia ad aprile e finisce a marzo). 

L'anno scorso, da marzo a maggio tutte le scuole erano chiuse e anche questi studenti avrebbero avuto tanti disagi nel prepararsi agli esami. Auguro bona fortuna a tutti.
L'altro giorno, quando ho visitato il tempio scintoista Kitano Tenmangu a Kyoto che è dedicato alla divinità dello studio, c'erano tanti visitatori, forse i genitori o i nonni degli studenti che affronteranno gli esami.
In questo tempio ci sono tanti "nadeushi", le statue di bue che i visitatori accarezzano pregando la divinità di realizzare il proprio desiderio.

Sono rimasta meravigliata, ma a queste statue di bue sono stati effettuati i trattamenti antivirus e antibatterici (c'erano anche i disinfettanti).
Poi nel lavabo, il luogo di abluzione di mani e bocca, ci sono stati i fiori. In questo tempo di Coronavirus, per impedire ai visitatori l'uso del lavabo alcuni templi ci mettono i fiori.
Altri templi chiudono i rubinetti dell'acqua e svuotano il lavabo, ma invece dei lavabi vuoti, quelli con i fiori così belli trasmettono il conforto e la serenità ai visitatori...

Nel corso del tempo gli usi e i costumi cambiano a causa degli avvenimenti. Fra 100 anni i lavabi di tutti i templi diventeranno i vasi da fiori...? ma non voglio crederci.
I fiori di ume (pruno) erano già in fioritura, in gran anticipo!
In questo periodo dell'anno scoro, arrivò la notizia che a Wuhan in Cina stava accadendo qualcosa di molto terribile e avevo molto paura. Vedevo amaramente i turisti cinesi arrivare in massa.

È passato un anno e in Giappone finora abbiamo avuto 4743 morti di Coronavirus (su 126 milioni di abitanti). Mi dispiace molto, ma alla fine, in un anno del 2020 in Giappone abbiamo avuto circa 16000 morti in meno del 2019 (come avevo previsto). Allora per che cosa hanno limitato le attività economiche? Perché siamo stati consigliati di diminuire i contatti con le altre persone? Non bastava bloccare l'entrata degli stranieri e non erano necessari gli smart working e le chiusure delle scuole per tre mesi?

Tutti strumentalizzano tutto, anche gli virus, i giornali e telegiornali esagerano e distolgono la verità, le aziende si approfittano di quest'occasione come sciacalli. Da noi i danni causati dalle reazioni eccessive sono molto più grandi di quelli causati dai virus stessi. 

Come descriverebbe questi giorni se ancora Soseki Natsume sia in vita...

29 ago 2018

YAMAGATA 2

Nella parte meridionale della prefettura di Yamagata si trova il museo commemorativo di Hamada Hirosuke. E' un scrittore giapponese di racconti per bambini, ed è l'autore di "Naita Akaoni" che mi piace molto.

Avevo scritto di questa favola "Naita Akaoni (L'orco rosso che pianze) " già più di 4 anni fa QUI .
E' una storia della amicizia tra i due orchi. L'orco rosso voleva fare l'amicizia con gli uomini e l'orco blu escogitò un piano per esaudire il desiderio dell'amico. Ma poi...
Questo museo fu costruito 30 anni fa alla memoria di Hamada Hirosuke che fu nato nel 1893 in una famiglia di contadini di questa zona. Scrisse più di 1000 racconti e canzoni per bambini nella sua carriera di 50 anni.
Mi è piaciuto sopratutto il giardino dove le statuette degli oggetti e dei personaggi apparsi nei suoi racconti sono sparsi qua e là.
La sua casa natale è stata smontata e ricostruita in un angolo del giardino.
"Ho deciso di partire per un viaggio. Forse un viaggio molto molto lungo. Ma non ti dimenticherò mai. Un giorno, magari potremmo rivederci da qualche parte. Ciao, abbi cura di te. Il tuo eterno amico, l'orco blu."
L'orco rosso lo lesse zitto. Lo lesse ripetutamente. Appoggiati le mani e il viso alla porta, pianse singhiozzando e versando le lacrime…

Da piccola, ogni volta che lessi questa storia e arrivai a questo punto, non potei trattenermi dal piangere.
Questo giardino è veramente bello e mi è piaciuto molto. Era così piacevole che ci siamo fermati qui più a lungo di quanto ci aspettassimo.
A Yamagata ci sono i bellissimi musei archeologici in cui sono esposti i reperti di terracotta di tipo Jomon (di un periodo che va dal 131 a.C. al 4 a.C.) e i Dogu, (le statuette in terra cotta). Questi musei non sono grandi né nuovi, ma sono ben organizzati e ricchi di reperti.
A Yonezawa che si trova nella parte meridionale di Yamagata, abbiamo visitato un tempio scintoista Uesughi.
Questo tempio è dedicato a Uesughi Yozan (1751-1822) che viene apprezzato come un esempio di un buon governatore sopratutto per le sue misure finanziarie.

Scegliendo lui stesso la povertà come stile di vita e risollevò l'economia del paese Yonezawa che era sul punto di fallire. Poi ritenendo che l'educazione era importante per il paese, riaprì la scuola che era chiuso a causa dei vincoli finanziari e ci invitò a studiare non solo i samurai ma anche i contadini.

In effetti, in occasione della visita in Giappone di J.F. Kennedy nel 1961, ha citato il nome di Yozan come il personaggio giapponese più rispettato da lui.
La sua poesia più famosa è: 
Puoi realizzare qualsiasi cosa se provi a realizzarlo. Niente sarà realizzato se tu non ci provi. Se qualcosa non è realizzato, perché non ci hai provato (Tutto è possibile finché ci si impegna).

23 mar 2017

MUSEO DI SANTA GIULIA

Sembrava che fosse arrivata la primavera, ma ora pare che abbia indietreggiato un po'.
Ancora si alternano i giorni caldi e quelli freddi. E' proprio come la parola Sankan shion che descrive questo stato, e che significa "tre giorni di freddo e quattro giorni di caldo". Ma così arriva la primavera piano piano.

L'altro giorno ho lavorato con i bresciani e mi è tornato in mente quel bellissimo "Museo di Santa Giulia" che ho visitato l'estate scorso.  Il modo di esposizioni degli oggetti è molto chiaro e dall'età preistorica fino all'epoca attuale ho capito molto bene la storia della città...
E' allestito in un complesso monastico di origine longobarda.
Era un monastero femminile di regola benedettina ed è un luogo di memorie storiche stratificate nel corso dei secoli.
Fu edificato su un'area già occupata in età romana da importanti Domus, comprende la basilica longobarda di San Salvatore e la sua cripta, l'oratorio romanico di Santa Maria in Solario, il Coro delle Monache, la cinquecentesca chiesa di Santa Giulia e i chiostri.
Sono esposti 11.000 pezzi in un'area espositiva di circa 14.000 metri quadrati, e i reperti variano dai celtici come elmi e falere ai ritratti e bronzi romani, le testimonianze longobarde, i corredi funerari e i mosaici e affreschi. Sono davvero tanti.
La chiesa di Santa Maria in Solario fu costruita verso la metà del 7 secolo come oratorio delle monache. Questa volta stellata affrescata era bellissima e mi ha ricordato quella di Ravenna..
La croce di Desiderio con elementi ornamentali di epoca romana e longobarda come le gemme, cammei e paste vitree (in totale 212 pezzi) è davvero magnifica.
Ma il simbolo della città è la Vittoria Alata, il grande bronzo proveniente dal Capitolium, ed è una testimonianza dell'arte antica e della vita di Brixia.
Le domus dell'Ortaglia sono un quartiere romano residenziale, in uso dal 1 al 4 secolo d.C.. Non mi aspettavo di vedere i mosaici e gli affreschi che sembrano analoghi a quelli di Roma e Pompei e ho goduto questa visita pienamente.

La basilica di San Salvatore fu fondata nel 753 d.C. e fu dedicata a San Salvatore. Ero così immersa nel contemplare questi bellissimi affreschi che non mi sono accorta del tempo che passava... 
E la cripta è sempre un posto misterioso...
E oltre quelle finestre sopra si trova il Coro delle Monache.
E' un ambiente affrescato splendidamente.
Ma se penso alle monache di clausura, benedettine del monastero di Santa Giulia che per secoli hanno assistito, non viste, alle funzioni religiose, sembra stringermi il cuore... che cosa aveva pensato guardando le persone libere attraverso questa grata...?
Questa lastra di Pavone mi ha attirato molto. E' delicata, raffinata, ma non sgargiante... un giorno vorrei tornarci per ammirare questi oggetti ad uno ad uno con calma...

Il tempo vola in ritmo vertiginoso e quei giorni estivi diventano sempre più lontani.
Ma non è male fermarsi un po' per ricordarli...