23 gen 2015

RAFANI BIANCHI ESSICCATI

Tra le conserve alimentari, mi piacciono sopratutto i rafani bianchi tagliati a listerelle sottili ed essiccati.
I rafani bianchi che sono raccolti in autunno e in inverno vengono tagliati a listerelle sottili ed essiccati sotto il sole. Non solo sono comodi per conservare lungo, ma anche hanno il gusto più denso che si condensa sotto il sole e alimentato dal vento freddo e secco. Poi sono ricchi di calcio, fibre alimentari e ferro, e sono più nutrienti di quelli freschi.
Prima vengono messi in acqua.
Insieme con gli aghe (tofu fritti) li ho cotti con il brodo (delle alghe e del tonno secco), lo zucchero e la salsa di soia.
Sono salutari e buoni, li preparo molto spesso, ma forse i giovani non li mangiano o non li sanno...
Continua a fare freddo. Mi piace la mattina d'inverno, anche se è molto difficile uscire dal letto caldo...
L'aria gelida mi fa rabbrividire, ma nel frattempo mi accende l'interruttore dell'anima per iniziare la giornata...
Concludo con questo dolce, che si intitola "il sonnellino della primavera".
Rappresenta la pecora (segno zodiacale di questo'anno) che sonnecchia placidamente avvolta dai raggi caldi del sole della primavera.

Dopo un mese dal solstizio d'inverno la giornata si è allungata un po'. La primavera si sta avvicinando a poco a poco... vorrei essere avvolta anch'io dai raggi del sole della primavera presto...

14 gen 2015

TAIWAN ANCORA

A nord di Taipei, in Taiwan, tra le montagne c'è una stazione ferroviaria Shifen, famosa per le lanterne volanti.
Sui due lati del binario si susseguono i negozi l'uno dopo l'altro.
E quando qualcuno grida, forse "il treno sta arrivando!", tutti noi ci mettiamo di lato. Ed passa il treno rasente ai due lati un attimo dopo che il binario è sgomberato da tutti gli oggetti sparsi. Ma che brividi!
Poi subito si torna sui binari...
Le lanterne sono fatte di carta oleata di riso.
Scegliamo il colore, scriviamo i desideri sui quattro lati della lanterna.
E quando viene dato fuoco al fascio di carta annesso all'interno, la lanterna inizia a gonfiarsi. Poi appena gonfiata pienamente, lasciamo andarla nel cielo.
La lanterna si solleva dal proprio calore,
E in un momento volano via nel cielo limpido.
Nel cielo volavano tante lanterne come le minuscole mongolfiere.
Ai negozi ai lati del binario, si vendono così le lanterne di carta.
Si sceglie il colore. Ogni colore ha un significato, per esempio il giallo significa il denaro, l'azzurro il commercio, la viola lo studio, e la rosa l'amore... e ci sono anche quelle pluricolorate.
Abbiamo scelto il rosso che significa il salute per la mia suocera. E ci abbiamo scritto il nostro desiderio.
Anche la nostra lanterna è volata via... portando addosso il nostro desiderio...
Poi siamo arrivati a Jiufen, la bellissima cittadina montana. E' diventata famosa per il film "Città dolente" che è stato girato qui e ha vinto il Leone d'Oro nel 1989.

E' diventata ulteriormente famosa per la voce che il centro storico fu scelto come il modello di ambientazione del film di Miyazaki, "La città incantata".
Mi sembra che Yubaba si affacciasse da una di queste finestre, o Chihiro apparisse tra le vie da un momento all'altro anche se lo Studio Giburi smentisce ufficialmente queste voci.
Abbiamo visitato questo posto per la seconda volta, ma per la prima volta ci siamo entrati per prendere un tè.  Questo è il servizio da tè tipico taiwanese che è molto diverso da quello giapponese.
Il tè viene accompagnato dai vari dolci.
Abbiamo preso il tè buonissimo, guardando il panorama che si faceva buio piano piano...
Mi piace proprio questo momento, un attimo prima che il sole tramonti completamente...
Stavolta abbiamo viaggiato con la mia suocera e l'abbiamo portata ai vari posti nostri preferiti, come questa, l'ex tomba di Akashi Motojiro che rispetto molto.

Di Akashi Motojiro e della storia ⇒ http://imonologhi.blogspot.jp/2011/08/passeggiata-taipei.html

I palazzi di stile giapponese, gli anziani che parlano giapponese, i tassisti che ascoltano gli enka, le ballate giapponese... In Taiwan rimangono tanti aspetti giapponesi e ci provocano la nostalgia...

Per me e mio marito non c'era nessuna novità, ma con la mia suocera abbiamo trascorso le vacanze indimenticabili.

In Taiwan la gente è gentile, si mangia benissimo, ci sono tanti posti da vedere... amo molto questo paese. Spero che più turisti lo visitino.

Un po' di Taiwan⇒
http://imonologhi.blogspot.jp/2014/01/ritorno-taiwan.html
http://imonologhi.blogspot.jp/2013/01/ancora-taiwan.html
http://imonologhi.blogspot.jp/2012/05/sulle-orme-di-un-passato.html
http://imonologhi.blogspot.jp/2009/05/piccola-vacanza-in-taiwan.html

07 gen 2015

NANAKUSA GAYU (RISO IN BIANCO CON LE SETTE ERBE DELLA PRIMABERA)

E' arrivato il 2015 tutto nuovo e fresco.

Dopo le lunghe vacanze (circa 9 giorni per la maggior parte delle persone ma non per me freelance) grazie al calendario favorevole, finalmente si è tornati a lavorare.

E oggi, il 7 gennaio si mangia il nanakusa gayu (riso in bianco con le sette erbe della primavera).
Si crede che le erbe che germogliano in primavera allontanano gli spiriti malefici e prevengono ogni genere di malanni.
Ma in realtà si mangia anche per riposare lo stomaco che era sovraccaricato durante le feste.
Di solito cucino il riso e le erbe con il brodo giapponese (con le alghe e le scaglie di tonno essicato) per farlo più buono, ma quest'anno li ho cucinati solo con il sale rispettando la tradizione.

Penso che abbiano un grande significato le usanze che i nostri antenati continuavano a praticare fedelmente, e praticarlo mi raddrizza la schiena...

L'origine di questa usanza risale all'antichità, e anche nelle "Note del guanciale" di Makura no Soshi si riferisce a questo piatto.
E verso le 14esimo secolo ebbe la forma attuale, e si diffuse anche tra i popoli. Poi all'epoca di Edo (1603-1868) era ormai consuetudine prepararlo e mangiarlo.
Ecco le sette erbe della primavera, seri, nazuna, gogyo, hakobera, hotokenoza, suzuna suzushiro...
Si vendono così in pacco.
E il dolce tipico di capodanno è l'hanabira mochi.
E' fatto di pasta di riso cotto a vapore e pestato ripiena di marmellata di fagioli bianchi, miso bianco (pasta di soia fermentata), e un pezzo di bardana cotta con zucchero (e di carota raramente).
E in questo periodo ho mangiato tanti dolci belli, sopratutto di colore rosso e bianco. Questi sono i monaka a forma di fiore di ume (pruni). Sono ripieni di marmellata di fagioli rossi...

Quest'anno abbiamo passato le vacanze in Taiwan e purtroppo non abbiamo festeggiato il Capodanno in modo tradizionale.
Ma mi piace questa festa più importante per noi giapponesi e mi sembra che sia tutto rinnovato e sia un'occasione per iniziare qualcosa di nuovo, con i nuovi obiettivi e con il cuore pieno di speranza.

Spero che il 2015 sia sereno e ci porti tanta speranza e tanta felicità...

Il Capodanno in passato ⇒
http://imonologhi.blogspot.jp/2014/01/la-prima-visita-al-tempio-dellanno-nuovo.html
http://imonologhi.blogspot.jp/2013/01/capodanno.html
http://imonologhi.blogspot.jp/2009/01/felicissimo-2009_05.html

Osechi, i piatti tipici del Capodanno ⇒
http://imonologhi.blogspot.jp/2010/01/osechi-i-piatti-tipici-del-capodanno.html
http://imonologhi.blogspot.jp/2011/01/buon-2011.html

23 dic 2014

BUON NATALE!

I semi di cima di rapa che ho comprato in Italia durante le vacanze estive e che i miei genitori hanno seminato a settembre, sono cresciuti e le ho raccolte.
E con "questo primo raccolto" ho preparato le orecchiette.
Ne sono contentissima, perché qui in Giappone le cima di rapa sono introvabili e da tanto tempo volevo coltivarle e cucinarle a casa. E ora finalmente il mio desiderio è stato realizzato.
Quando sono appena spuntate.
E piano piano sono cresciute.
E alla fine sono spuntate le infiorescenze. 

E' stato un grande piacere vedere che crescevano e cucinarle cresciute e raccolte con le proprie mani.
Ecco i semi che ho comprato in quest'estate a Roma.

Qui in Giappone oggi, il 23 dicembre è il Genetliaco dell'Imperatore ed è il giorno festivo, mentre il Natale è il giorno lavorativo ed è una festa importata e molto ma molto commerciale.

Mi sembra ridicolo festeggiare il Natale qui in Giappone, e non faccio niente di speciale, ma vorrei trascorrerlo serenamente magari con le orecchiette con le cima di rape pensando al Natale trascorso dagli amici in Italia...

Continua a far molto freddo, ma passato il solstizio d'inverno, il 22 dicembre, ora la giornata ha iniziato ad allungarsi di nuovo e già si avvicina la primavera passo a passo...

Del solstizio d'inverno⇒
http://imonologhi.blogspot.jp/2010/12/solstizio-dinverno.html
http://imonologhi.blogspot.jp/2009/12/solstizio-dinverno.html
Via Midosuji
Municipio di Osaka
Fiume Dojima

Faccio i miei migliori auguri di Buon Natale e di Felice Anno Nuovo a tutti da Osaka!

IL RE DEI GIOCHI

E' la lettura piacevole e scorrevole come sempre.
I quattro vecchietti "detective" del BarLume di Pineta, con il nipote Massimo il "barrista" risolvono il misterioso delitto...
Questi personaggi divertenti, li ho conosciuti da una raccolta di racconti, "Le vacanze in giallo".
Quando l'avevo letto mi ero affezionata subito a loro, e anche in questo ultimo volume con loro mi sono divertita molto.
Sicuramente leggerò anche altri libri già pubblicati di questa serie...
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E i dolci accompagnano la mia lettura come sempre. In questo periodo anche i dolci giapponesi hanno l'aspetto natalizio...

13 dic 2014

CHOJU GIGA, L'ORIGINE DI MANGA

Il Choju jinbutsu giga, una famosa serie di caricature in quattro rotoli, disegnati dai vari artisti tra il 12esimo e il 13esimo secolo, è considerato il primo manga, cioè l'origine di manga.
Contiene varie scene divertenti con gli animali personificati e rispecchia le costumi sociali di allora.

E' più famoso il primo rotolo (kou) e qui lo metto dividendolo in sei parti.
Inizia con la scena in cui gli animali fanno il bagno nel fiume.
Un coniglio e una scimmia fanno il bagno nel fiume.
Un coniglio con un mestolo in mano e una scimmia accarezza il dorso di un’altra scimmia.
Un coniglio cavalca un cervo e una scimmia spruzza acqua su di loro.
Poi segue la scena delle gare di tiro con l’arco tra i conigli e le rane.
Il bersaglio è fatto di una foglie di loto, e vicino una volpe accende la torcia.
Un coniglio tende l’arco fatto di bambù.
I conigli e le rane controllano l’arco e le frecce aspettando il proprio turno.
E segue la scena della preparazione della festa dopo le gare di tiro con l'arco.
I conigli e le rane portano i sake e i bocconcini per la festa, e i due conigli che portano un cassone sulle spalle. Un coniglio e una rana portano un vaso di sake pesante sulle spalle con aria affaticata.
Un coniglio ritardatario arriva di corsa alle gare di tiro con l’arco.
Poi nelle prossime scene,
un coniglio consegna un cervo alla scimmia-monaco.
Una rana tiene un cinghiale per le briglie e un coniglio gli bada.
Una scimmia-colpevole scappa e un coniglio-poliziotto lo seguo.
Una rana si è rovesciata supina (vittima della lite?) e i conigli e la rana la chiama con aria preoccupata.
Una famiglia di volpe si volta per vedere che cosa è accaduto.
 Le due rane che danzano con strumento musicale fatto di bambù.
I due topi che spiano il gatto nascosti dietro un coniglio.
E seguono gli incontri di sumo (lotta).
Un coniglio e una rana fanno un incontro di sumo. La rana morde un orecchio di coniglio e i due conigli li assistono.
Una rana getta un coniglio a terra e lancia il grido di guerra e un coniglio si è rovesciato supino. E le rane li vedono e scoppiano in una risata.
Infine segue una cerimonia di commemorazione buddista.
Una rana-abate con stola e recita un sutra e una rana-statua di divinità. Dietro di rana-abate ci sono un coniglio e un volpe monaci, un colpe-signora si copre il viso con il ventaglio e una scimmia e asciuga le lacrime. Una scimmia-abate si riposa dopo la cerimonia e i conigli e le rane portano i regali.
Le due scimmie portano la scacchiera di go (un tipo di scacchiera) e una busta.
Sono andata a vedere il Choju giga al Museo nazionale di Kyoto (si è tenuta dal 4 ottobre al 24 novembre). Era una di rare occasioni in cui sono stati riuniti tutti i quattro rotoli che di solito solo due rotoli sono custoditi qui e altri due al Museo nazionale di Tokyo. 
Abbiamo aspettato per 80 minuti prima di entrare nel museo mettendosi in lunghissima fila e ancora per trenta minuti prima di entrare nella sala in cui i questi quattro rotoli erano esposti.
Il palazzo principale di museo nazionale di Kyoto fu costruito nel 1895.
Anche la porta principale mi piace molto... è bellissima illuminata dal sole del tramonto...