16 set 2020

KAKUNODATE E AKITA

Da Morioka ci siamo spostati a Kakunodate in provincia di Akita.
Questa città fu fondata a sud del castello (ora non esiste più) nel 1620.
Si estende da nord a sud ed è divisa in due quartieri, quello più vicino al castello è dei samurai e l'altro è degli artigiani e commercianti.
Lungo la strada principale si allineano le case dei samurai. I recinti neri di assi di legno e i ciliegi penduli sono impressionanti e donano grazia e solennità al quartiere.
Alcune case sono aperte ai pubblici.
Da tanto tempo volevo visitare questo quartiere che conserva intatta l'atmosfera dell'era di samurai.
Era bellissimo quel verde dei 400 alberi di ciliegio, ma in primavera sarà più bello con i fiori di ciliegio che adornano tutto questo quartiere.
Quel giorno ha sempre piovuto, ma quando siamo arrivati all'improvviso il cielo si è schiarito e il sole ha fatto il capolino.
I colori del cielo, le montagne, il verde degli alberi... anche i paesaggi visti durante il viaggio sono indimenticabili...
Ad Akita ci sono tante cose buone. Per esempio questa pasta "Inaniwa udon",
e il Kiritanpo nabe con le polpette di pasta di riso cotto arrostite alla brace in brodo di pollo Hinai.

Akita dista più di 1000 km da Osaka e mi era poco familiare. Stavolta l'abbiamo visitato per la prima volta e abbiamo scoperto tante novità.
Ci sono tante cose interessanti, la gente è cordiale e si siamo trovati benissimo. Vorrei tornarci presto, magari in primavera... 
Il castello di Osaka in basso a destra.
Le vacanze sono belle, ma ogni volta che si vede sotto gli occhi la città di Osaka, mi sento sollevata.
È un piacere per me prendere il tè con i dolci tipici dei posti visitati...

3 set 2020

TONO, HANAMAKI E MORIOKA

A nord-est del Giappone, in provincia di Iwate, c'è una cittadina Tono. È famoso per "I racconti di Tono" di un folclorista Kunio Yanagita (1875-1962) che è una raccolta dei racconti folcloristici e delle leggende che sono stati tramandati di generazione in generazione in questa regione. Sono i racconti dei fenomeni misteriosi e irreali come i kamikakushi (misteriosa e improvvisa scomparsa delle persone) e i mayoiga (le case fantasma nelle montagne), dei spettri o spiriti giapponesi come i tengu e i kappa, i zashiki-warashi, e delle antiche cerimonie e riti annuali.

I racconti e le leggende riportati in questa raccolta sono stati narrati da Kizen Sasaki che era un narratore che viveva a Tono, e sono scritti in modo semplice come Yanagita stesso spiega nella prefazione, "ho riportato fedelmente le storie, così come le ho sentite, senza aggiungere frasi o parole".
Così alcuni racconti sono troppo irreali o un po' crudeli e terribili, ma in un'epoca in cui la scienza era ancora indietro, i fenomeni inspiegabili avrebbero creato queste creature fantastiche. È interessante anche sapere i costumi e la credenza di quell'epoca lontana e di una regione remota.

All'inizio di agosto abbiamo visitato questa regione ed abbiamo fatto un giro per vedere di persona i posti narrati in questa raccolta. È stata una bella esperienza scoprire questa regione molto lontana da Osaka dove abito e conoscevo poco.
Tra i spiriti raccontati in questa raccolta i più popolari sono i kappa. Sono le creature fantastiche che hanno la pelle squamosa dal colore verde (raramente rossa), la depressione piena d'acqua in cima alla testa, e una corazza simile a quella di una tartaruga. Fanno sempre gli scherzi ma spesso innocenti.
Molti kappa vivono nei fiumi come questo.
Il cetriolo è il cibo preferito di kappa per cui viene usato come l'esca (per scherzo)...
Con quest'atmosfera mi sembrava che i kappa esistessero veramente...
Vicino a questo ruscello, c'è un antico tempio buddista.
Ho trovato pure una coppia dei kappa di pietra che hanno la concavità in cima alla testa. In genere all'ingresso dei templi scintoisti viene posta una coppia di leoni-cani in pietra, ma questa cosa l'ho vista per la prima volta.
Vicino al "ruscello di kappa" c'è un parco dedicato alla cultura e alle leggende locali che ospita il Museo alla memoria di Kizen Sasaki. Qui si può vedere tanti documenti storici e anche una copia della prima edizione de "I racconti di Tono".
Qui viene conservata una fattoria caratteristica di questa regione, a forma di "L" (si chiama magariya in giapponese) costruita verso il 1750. È una delle magariya più antiche e questa forma rende esplicito il ruolo di prim'ordine che avevano i cavalli nella cultura locale. 
La fattoria conserva antiche attrezzature agricole e casalinghe.
Sempre in provincia di Iwate, a 50 km da Tono, si trova Hanamaki, la patria di Kenji Miyazawa, uno dei più famosi poeti e autori di racconti per i bambini.
Qui ci sono numerosi musei e parchi memoriali di Kenji, ma stavolta abbiamo visitato solo un museo e un parco.
Dalla terrazza del Museo memoriale di Kenji Miyazawa si può godere della vista della città di Hanamaki in lontananza.
Accanto al museo, c'è un ristorante. Il suo nome è proprio "Un ristorante con molte richieste", tratto dal titolo di uno dei suoi racconti.
Kenji battezzò questo posto "Costa inglese" scrivendo che "mi sembra passeggiare lungo la costa inglese". Purtroppo quel giorno il livello dell'acqua era alta e non si vedevano le rocce sedimentarie e non aveva l'aspetto che Kenji riferii...

Qui si può vedere →
https://www.kanko-hanamaki.ne.jp/spot/article.php?p=136#
Sempre a Hanamaki, c'è anche il Museo memoriale di Inazo Nitobe (1862-1933), l'autore del "Bushido" in cui spiega il spirito giapponese.
In questo museo sono esposti vari documenti e materiali della famiglia Nitobe che si occupò dell'istruzione dei samurai e dello sfruttamento delle risaie in questa regione.
Il "Bushido" è uno dei miei più preferiti libri per cui questo museo era molto interessante per me.

Di Bushido →
Il capoluogo della provincia di Iwate è la città di Morioka e qui rimane ancora l'edificio dell'ex casa editrice che pubblicò una raccolta dei racconti per i bambini di Kenji. Adesso è diventato un negozio degli articoli artigianali.
In centro di Morioka ci sono tanti negozi degli articoli artigianali ed è divertente fare un giro dando un'occhiata a questi oggetti.
I bollitori di ghisa sono uno dei prodotti tipici di questa regione.
E non solo...abbiamo assaggiato anche vari cibi tipici di questa parte...

21 ago 2020

MUSEO DEDICATO A NAMIKAWA YASUYUKI

La stagione delle piogge di quest'anno è stata molto lunga e qui ad Osaka se n'è andata solo alla fine di Luglio, ma poi subito è arrivato il caldo torrido da record ed il sole cocente continua a bruciarci come se volesse compensare la sua lunga assenza.
Durante le vacanze estive abbiamo viaggiato un po' nella parte settentrionale del Giappone e un po' all'isola Shikoku ed ora sto riprendendo il ritmo della vita consueto...

Ho finalmente messo in ordine le foto di quando ho visitato un museo di Kyoto un mese fa. Ora mi sembra che fosse un secolo fa...
Il museo dedicato a Namikawa Yasuyuki, un'artista del Shippoyaki (cloisonnè) si trova a est di Kyoto. Non solo mostra le sue opere, ma anche conserva la sua residenza, le botteghe e il giardino.
Yasuyuki Namikawa fu nato in una famiglia di samurai e servì il principe Kuninomiya Asahiko. Dopo essere diventato disoccupato come tutti i samurai in occasione della Restaurazione di Meiji (1868), iniziò ad occuparsi di quest'arte. Lavorò duramente per migliorare le tecniche e dopo molte difficoltà ed avversità realizzò le sue proprie opere.

E i suoi sforzi furono ripagati dai premi, come quello di bronzo dell'Expo di Kyoto nel 1875, quello di bronzo dell'Expo di Filadelfia nel 1876, ed quello d'oro dell'Expo di Parigi nel 1878.

Purtroppo in quell'epoca le opere artigianali erano prodotte per ottenere valuta estera ed erano esportate all'estero, per cui i giapponesi raramente avevano l'occasione di vederle.

In questo museo conserva circa le 130 sue opere tra le poche opere rimaste in Giappone.
Il shippoyaki è il cloisonnè che è chiamato anche lustro di Bisanzio, e si tratta di un'arte pittorica su metallo come oro, argento, lame, bronzo e ferro.
I fili metallici vengono fissati sulla superficie di metallo creando dei contorni che formano delle celle. Poi ci viene applicata una vasta gamma di colori data dalla polverizzazione di svariati metalli, misti a fibre di vetro, e i pannelli vengono esposti ad alte temperature nei forni, in modo che i polveri fondino con essi, levigati e lucidati, ottenendo i colori intensi e la patina traslucida del risultato finale.
Ho copiato le foto delle sue opere da Wikipedia.
Le sue opere sono piccole, con i minuscoli motivi e i precisi lavorazioni. Le caratteristiche delle sue opere sono una vasta gamma dei colori su fondo nero, e la trasparenza dei colori. In questo museo non sono esposte tante, ma ogni pezzo è elegante e meraviglioso.

Quando ero piccola, mia nonna creava per hobby i fermagli e i pendenti con questa tecnica che aveva imparato frequentando un corso. Quei fermagli e pendenti erano lucidissimi e bellissimi di cui allora mi ero incuriosita molto.

Col passare del tempo li avevo dimenticati completamente ma stavolta inaspettatamente mi sono tornati in mente quei giorni lontani lontani…
Non solo le opere, ma anche il giardino e la residenza erano bellissimi.
Il giardino progettato da un noto giardiniere Ogawa Jihei e la residenza costruita 100 anni fa ci trasmettono l'atmosfera di quell'epoca.
A dire il vero, ho trascorso più tempo nel giardino che nelle sale per esposizioni delle opere...
È un piccolo museo, ma vale la pena di visitarlo…

29 lug 2020

NIENTE CAFFÈ PER SPINOZA

Quando appena l'ho iniziato a leggere, subito mi sono accorta della somiglianza della struttura di questo romanzo (pubblicato nel 2019) con quella di un altro bellissimo romanzo giapponese, "Hakase no aishita sushiki" (pubblicato nel 2003 in Giappone, pubblicato in inglese nel 2009 e pubblicato in italiano con il titolo "La formula del professore" nel 2010). In tutti i due romanzi un anziano professore e una giovane badante si ricambiano l'amicizia. Poi anche ci sono altri punti comuni come "la cognata del professore", "l'incidente stradale in passato" e "la casa di riposo" e sono davvero simili.
Così all'inizio mi sono trovata in imbarazzo, ma a mano a mano che andavo avanti nella lettura, ho dimenticato quell'imbarazzo senza accorgermene.

La protagonista, Maria Vittoria da un po’ di tempo non andava d'accordo con suo marito. E quando ha perso il lavoro, all'inizio non si preoccupava più di tanto perché suo marito guadagnava abbastanza, poteva stare tranquilla, e aspettare che le cose girassero meglio. Ma era imbarazzante per lei che d'un tratto si è ritrovata a chiedergli i soldi per le spese, e da lì a fare per la fila per un posto di badante il passo è stato breve. Così quando all'ufficio di collocamento le hanno proposto di fare da cameriera e lettrice a un vecchio professore di filosofia che aveva perso la vista, ha accettato senza pensarci due volte.

Il professore la accoglie nella sua camera piena di vento e di luce e tra i due subito nasce un rapporto vero, affettuoso e complice. Lei gli riordina la casa, gli cucina e gli legge i filosofi e lui le insegna che nei libri si possono trovare le idee giuste per riordinare la vita.

Vanno avanti così aiutandosi a vicenda, ma il professore, consapevole della sua salute, piano piano si prepara a raggiungere la meta, cioè la morte mentre Maria Vittoria piano piano riprende in mano la sua vita…

Ogni tanto il Professore le chiede di leggere le massime dei grandi filosofi, ma li conosce a menadito, glielo chiede per rinfrescargli la memoria. E sa sempre come ritrovare le verità dei grandi pensatori nelle piccole faccende di economia domestica e Maria Vittoria scopre che la filosofia può essere utile nella vita di tutti i giorni...

Gli amici che ogni giorno vengono a fargli compagnia, i vecchi studenti, la cognata e la figlia unica che lo amano in modo proprio, la casa inondata dalla luce, la città di Livorno… tutti sono descritti così bene che mi par di vederli realmente con i miei occhi. Il professore che piano piano si indebolisce è così tenero che mi stringe il cuore. Soprattutto una scena in cui il professore e Maria Vittoria festeggia la decisione di lei è bellissima e mi rimane dentro anche adesso.

È un libro triste, ma commovente e bellissimo. Leggendo le ultime pagine non ho potuto contenere le lacrime.

Invece "La formula del professore" è una storia di un'amicizia tra il professore, genio della matematica, ma a causa di un incidente incapace di ricordare qualsiasi cosa per più di 80 minuti, e la giovane badante che è madre single di un bambino di 10 anni. Questo libro ha vinto i premi, ha avuto un gran successo nella vendita, e da cui è stato tratto pure un film nel 2006.
Anche "Niente caffè per Spinosa" ha vinto il premio letterario di Massarosa del 2019.

Mi sembra interessante che questi due libri hanno una simile struttura e sono entrambi commoventi e bellissimi, ma hanno i gusti così diversi. E mi piacciono tutti i due ugualmente.
Con tanta fatica sono riuscita a ritrovare questo libro in fondo della nostra libreria.
Dalla data di questa foto ho saputo che avevo letto questo libro a maggio. Mi sembra fosse ieri e nel frattempo fosse lontano...
Riavviati i campionati a giugno, da tre settimane negli stadi del baseball e del calcio sono tornati anche i tifosi, anche se in numeri limitati e con misure di sicurezza, e così tutto lo sport in Giappone sta per recuperare la normalità.
Da metà di giugno anche gli allenamenti del Kendo (un'arte marziale giapponese) sono stati riavviati secondo le istruzioni rilasciate dalla Federazione giapponese del Kendo.
E l'altro giorno mi è capitato di assistere ad un circolo in cui mio marito ha insegnato il kendo agli studenti stranieri dell'Università di Osaka.
Quella volta c'erano gli svedesi, i bulgari, gli iraniani, i turchi... e anche un ragazzo italiano che in Italia l'aveva praticato, e sia quelli che già lo praticano che quelli che hanno toccato la spada per la prima volta, tutti si sono impegnati negli allenamenti con zelo e con molta serietà. La loro curiosità e la loro freschezza erano bellissime e mi hanno ricordato qualcosa che avevo già perso... è stata una bella occasione anche per me.

Da noi le scuole (materne, elementari, medie, licei) sono state riaperte dal primo giugno, e dipende dalle regioni ma in media le vacanze estive (in genere 40 giorni) sono ridotte a solo due settimane, cioè anche ad agosto i bambini e i ragazzi continuano ad andare alla scuola per recuperare i ritardi di tre mesi.
Invece alle Università, non so perché ma le lezioni sono ancora online per cui gli studenti si lamentano molto. E quegli studenti stranieri mi hanno chiesto: "Qui è sempre stato tranquillo, ma perché hanno preso tutte queste misure eccessive?"
Mi dispiace per loro che avevano tante cose in programma ma hanno perso tante occasioni. E sto pesando di organizzare qualcosa per loro...

14 lug 2020

QUARTIERE HIGASHIYAMA DI KYOTO

A est di Kyoto c'è un quartiere incantevole Higashiyama in cui ci sono tanti templi buddisti e scintoisti, i vicoli suggestivi e le case di stile tradizionale.
Il quartiere si estende ai piedi delle montagne, ed i sentieri salgono e scendono.
Scendendo il sentiero del foto di sopra, arriviamo ad un tempio buddista, l'Entokuin.
Fu fondato nel 1605 da Nene, la moglie di Hideyoshi Toyotomi, uno dei tre riunificatori del paese dell'era Sengoku(XV-XVI secolo). Dopo la morte del marito, Nene trasferì qui un palazzo e un giardino dal castello di Fushimi che abitava ed era pieno di ricordi del marito, e qui trascorse serenamente gli ultimi 19 anni della sua vita.
È famoso per questo bellissimo giardino di secco, il Hokutei (giardino del nord). È uno dei capolavori dell'epoca Momoyama(XVI secolo).
Le numerose grandi rocce, in totale 370 che sono abbondantemente collocate in tutto il giardino, erano arrivate da tutto il Giappone.
Attraversando una via intitolata a Nene,
arriviamo al tempio scintoista Yasaka, il simbolo di Kyoto.
Le corde per suonare i sonagli sono ritirate per non essere toccate... in cambio sono stati installati i sensori che suonano non appena ci si avvicinano le mani.
In genere, per tutto il mese di Luglio, in questo tempio scintoista si svolge la festa di Gion che è una delle feste più famose giapponesi, e dura più di 1150 anni, ma quest'anno è stata annullata la maggior parte della festa tranne i riti religiosi. È triste l'estate senza questa festa...
Stavolta mi sono rinfrescata con un gelato al tè verde...