16 gen 2018

FELICE ANNO NUOVO

E' arrivato il 2018.

Abbiamo passato le vacanze del Capodanno in Taiwan anche questo anno e rientrati a casa l'abbiamo festeggiato in ritardo e in modo molto sobrio con alcuni piatti tipici.


Il Capodanno è la festa più importante in Giappone, e prepariamo l'osechi, un completo dei vari cibi speciali messi nelle scatole laccate.
Ma visto che ero assente da casa e non potevo prepararli, prima della partenza per Taiwan avevo comprato alcuni cibi preparati e confezionati sotto vuoto. Alcuni di quei cibi sono mangiati solo al Capodanno ed è peccato perdere l'occasione di mangiarli, è meglio di niente, no?

Ho preparato solo l'ozoni (la zuppa) e alcuni piatti sottaceti.
Poi abbiamo visitato un tempio scintoista anche se in ritardo. Era il 5 gennaio, ma era abbastanza affollato dai visitatori.
Davanti al tempio principale, era issata una coppia di freccia che si chiama l'hamaya e che caccia via la disgrazia.
Anche le botte di sake (bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione del riso) offerte dalle fabbricanti alla divinità creavano un'atmosfera tipica del Capodanno.
Poi l'hanabiramochi, un dolce tipico del Capodanno non poteva mancare. L'ho preso con una tazza di tè "obukucha".

L'Obukucha significa il tè di grande fortuna.
Sopratutto nella nostra regione abbiamo l'abitudine di prenderlo per celebrare il nuovo anno. L'origine di questa usanza risale all'epoca Heian (794-1192) ed è considerato una bevanda di buon auspicio.
L'Obukucha non indica un certo tipo del tè verde, ma dipende dai negozi che vendono il tè. Preferisco questa marca perché è un semplice tè verde misto al riso tostato e ha un buon profumo...
Questo è l'anno del cane secondo il calendario astrologico sessagesimale. Al Capodanno anche i dolci hanno i disegni del segno dell'anno, cioè di cane in questo anno.

Così è iniziato questo 2018. Auguro a tutti che anche questo anno sia sereno e pieno di sorrisi!

20 dic 2017

CHUSHINGURA, UCHIIRI DEI 47 RONIN

Quando arriva il 14 Dicembre, dicevamo "Oggi è il giorno di Uchiiri (incursione dei 47 ronin).
Una volta quando è arrivato Dicembre, sicuramente sono mandati in onda i teledrammi e i film di Chushingura (I 47 ronin) e avevamo tante occasioni di conoscere questa storia. Ma di recente non vengono trasmessi più, e temo che ora sia dimenticato quel giorno…
Hokusai
La storia di Chushingura che noi giapponesi amiamo sempre è un programma "Kanadehon chushingura" del Ningyo joruri (teatro dei burattini) o di Kabuki (teatro tradizionale) che fu scritto basandosi su una faccenda realmente accaduta nei primi anni del ⅩⅧ secolo. A partire dalla prima rappresentazione del 1748 ad Osaka che ebbe un grande successo, è stato continuato a essere messo in scena o in onda in tutte le forme di spettacolo fino al nostro tempo. Forse sarebbe il massimo capolavoro tra le storie di vendetta.

La storia inizia con un incidente in cui il signore feudatario di Ako (provincia di Hyogo), Asano Takuminokami tentò di accoltellare con la spada il vassallo diretto dello shogun, Kira Kozukenosuke nel grande corridoio (di pini) del castello di Edo (attuale Tokyo, dello shogun) il 14 marzo del 1701. In realtà lo ferì solo leggermente il fronte ma Asano fu immediatamente condannato a seppuku (squarciarsi il ventre) per questo tentato omicidio mentre Kira, considerato come la vittima, fu dichiarato innocente.

I sudditi di Asano trovarono questo verdetto ingiusto e inaccettabile, e tra loro i 47 sudditi, con Oishi Kuranosuke in testa detti "i quarantasette ronin di Ako", dopo molte peripezie fecero irruzione con le armi in mano nella dimora di Kira (a Tokyo) e lo uccisero il 14 dicembre del 1702. Nella storia viene narrata una serie di faccende fino ai seppuku dei 47 ronin.

Non è chiaro il vero motivo per cui Asano assalì Kira, ma l'ipotesi probabile è che Asano era molestato e vessato da Kira perché ebbe rifiutato di dargli una bustarella.

Dopo il seppuku di Asano dello stesso giorno dell'incidente, il feudo di Asano fu confiscato e la sua casata fu diseredata. E di seguito tutti i suoi uomini diventarono ronin (disoccupati senza padrone).
E quegli ex sudditi cercavano di risollevare la casata, ma la loro petizione non fu accolta. Così decisero definitivamente di vendicarsi dell'onore del loro padrone, e pianificando la vendetta aspettarono per un anno e nove mesi. Per ingannare tutti e fargli credere che ormai la voglia di vendicarsi fu passata, si sciolsero e ognuno andò per la propria strada ma segretamente si tenevano in contatto tra loro per prepararsi per la vendetta. Per un anno e nove mesi, questi ronin vivessero camuffando la propria identità. Qualcuno diventò il cuoco, altro l'artigiano o l'ambulante. Oishi divorziò la moglie e finse di essere ridotto a grande bevitore e giocatore d'azzardo a Ghion di Kyoto.
L'ochaya (luogo di ristoro e trattenimento) di Gion che Oishi frequentò a Kyoto.

E così raccolsero le informazioni e gli armi, e intanto decisero di eseguire la vendetta il 14 dicembre.

Quella notte, irruppero nella dimora di Kira e gli tagliarono la testa con la spada che Asano si era squarciato la pancia. Compirono la vendetta alla grande.

Da piccola mi piaceva una scena in cui i 47 ronin che hanno compiuto la vendetta con successo marciano in fila per andare al tempio Sengakuji dove avrebbero offerto la testa di Kira alla tomba di Asano. Tutti sfilano trionfalmente e i cittadini li accorgono con un applauso. Tra questi cittadini i loro famigliari e le loro fidanzate aspettano ansiosi di vedere i propri cari anche solo per un momento. E i ronin trovando i propri cari fra la gente, gli fanno un cenno con gli occhi. Tutti sanno che quei ronin sarebbero arrestati e condannati a fare seppuku (squarciarsi la pancia), quindi sanno che questa è l'ultima occasione di vedersi.
Pur essendo piccola, questa scena era commovente e languida e ogni volta che l'ho vista, mi sono venute le lacrime agli occhi.

Visto che in epoca di Edo (1603-1867), era vietato rappresentare faccende dei samurai (guerrieri) nelle opere letterarie né teatrali, anche questa storia era ambientata in un'altra epoca e i protagonisti erano raffigurati negli altri personaggi storici. Solo dopo il restauro di Meiji (1867), finalmente è diventato possibile rappresentare questa storia citando i veri nomi dei protagonisti.

Poi subito dopo la seconda guerra mondiale, sotto occupazione degli Alleati, era limitata severamente la libertà di parola e di pensiero. Per evitare la tendenza alla vendetta, anche le opere di Chushingura erano vietate di rappresentare né di pubblicare.

Nonostante molte vicissitudini, questa storia è sopravvissuta ed anche adesso continua a commuoverci. Perché in questa storia ci sono tanti elementi che piacciono ai giapponesi, come l'incitamento alle virtù e punizione del vizio, l'estetica di chi muore, la lealtà, la devozione, e la simpatia per il perdente.
Da tanto tempo non mi è capitata di vedere questo film né dramma, ma arrivato il 14 dicembre, anche questo anno ci ho pensato…
Dopo che sono spariti i colori appariscenti d'autunno, anche il fiume Kamo di Kyoto ha assunto l'aspetto completamente invernale.
Su quel fiume Kamo ci sono tanti ponti, ma sicuramente il Sanjo Ohashi è più famoso perché era il punto di partenza o il termine della via Tokaido che collegava Kyoto e Tokyo. Anche alcuni di quei 47 ronin partirono per Tokyo da qui?
Vicino al ponte Sanjo Ohashi, c'è una coppia di statue di Yaji e Kita. 
Sono i due protagonisti del famoso romanzo di Jippensha Ikku, Tokaidochu Hizakurige. Vanno in pellegrinaggio al santuario Ise, e visitano anche Kyoto e Osaka. Partendo da Tokyo e risalendo la via Tokaido, arrivano a qui Kyoto. Durante il viaggio fanno gli scherzi e scatenano disordini dovunque.

Dopodomani il 22 dicembre è il giorno di solstizio d'inverno. E' il giorno più corto dell'anno, e infatti ora si fa buio molto presto.

Quel giorno in Giappone mangiamo le zucche e mettiamo nella vasca da bagno i yuzu (bergamotto giapponese che ha un profumo molto buono e forte).
I yuzu che mi ha regalato l'amico di mio papà. Sono state coltivate senza pesticidi. 
A noi giapponesi piace molto il suo profumo. Viene utilizzato per la cucina e i dolci.
Ho trovato anche un dolce a forma di yuzu...

Poi arriva il Natale e arriva il capodanno. E' incredibile che mancano solo 11 giorni al 2018!

6 dic 2017

PASSEGGIATA TRA I COLORI CALDI

Faceva bel tempo e non mi restava che andare a passeggiare.
Era un pomeriggio luminoso e piacevole.
Ho continuato a camminare senza meta ma dovunque questi colori caldi mi hanno incantata.
Vorrei che questi colori rimanessero intatti per un po', ma di giorno in giorno cambiano e forse adesso le foglie saranno tutte cadute... in questo mondo niente è immortale.
Il parco commemorativo dell'Expo del 1970 è immenso, ha una superficie di 264 ettari. Circa 50 anni fa qui si svolse quest'evento per 183 giorni.
I paesi espositori furono 77 e i visitatori furono 64,218,770 di cui 1.7 milioni furono stranieri. Al padiglione degli Stati Uniti fu esposto anche "la roccia lunare" che l'Apollo 12 aveva riportato.
Era un'evento simbolico del Giappone risollevato dalla situazione disastrosa della seconda dopoguerra e divenuto il secondo potenza economica del mondo.
Cerco di immaginare l'affollamento e l'animazione di questo posto con tanti padiglioni... ma non ci riesco. L'epoca in cui non sono ancora nata, la città di Osaka era piena di energia e si poteva credere che tutto sarebbe continuato a progredire.
Il tema dell'Expo70' fu "Progresso è Armonia per l'Umanità".
I tanti apparecchi che furono esposti in quest'occasione come il telefono senza fili, il marciapiede mobile, il bidet elettronico, la videochiamata, il LAN (local area network), l'orologio radiocontrollato e la macchina elettrica sono stati commercializzati e si sono diffusi nel mondo, e alcuni sono addirittura caduti in disuso.
Forse il futuro che la gente aveva sognato in quell'epoca è stato realizzato o l'abbiamo già scavalcato... ma siamo davvero progrediti oppure anzi siamo regrediti?
E come sarà il nostro futuro? Ci subentrano i robot o l'AI (l'intelligenza artificiale)?
E dopo quasi mezzo secolo, la città di Osaka si è candidata per ospitare di nuovo l'Expo del 2025. Ma come facciamo se i turisti aumentano di più? Io ci sono contraria a questo tipo di politica...
In un pomeriggio d'autunno inoltrato ho camminato e camminato con i pensieri insignificanti e incoerenti.
Faceva bel tempo, ma faceva freddo. Mi sentivo le orecchie congelate.  

STORIA DEL TEATRO GIAPPONESE

E' un libro ben scritto che spiega il teatro giapponese tradizionale. Dal rito allo spettacolo, sono descritte la sua transizione e la sua evoluzione cronologicamente e in modo molto preciso. 
Le semplici danze che erano esibite durante i riti e le celebrazioni per richiamare la divinità o per auspicare la prosperità del raccolto, iniziarono a essere esibite nella corte imperiale e nei templi scintoisti, e alla fine diventarono i programmi dei spettacoli. Queste danze semplici, collegandosi con gli strumenti musicali come i tamburi, i flauti e i liuti, con il tempo hanno iniziato ad avere le battute e le sceneggiature e si sono sempre raffinate e si sono ramificate.
E la musica e le danze sacre che tutt'ora vengono eseguite nei templi scintoisti e nella corte imperiale mi interessano sempre più, andrò a vederle da qualche parte...
Il no è una forma di teatro tradizionale giapponese, caratterizzato dalla lentezza dei movimenti e dall'uso delle maschere. Le scene vengono rappresentate dagli attori su un palcoscenico in legno di cipresso (hinoki) e accompagnate dalla musica, e le battute sono solitamente cantate dai cantori.
Il Kyogen è una forma di teatro comico giapponese, si è sviluppato insieme con il no.
Il bunraku è il teatro dei burattini, rappresentato da tre parti; la manipolazione dei burattini, la recitazione del testo e l'esecuzione della musica. Si è fiorito proprio qui ad Osaka dove si trova il teatro nazionale riservato a quest'arte.
Il Kabuki è un genere teatrale rappresentato dagli attori tutti maschi con il trucco caratteristico e i costumi sfarzosi. 
Un momento di riposo ai soliti posti miei preferiti...
Quando arriva il dicembre, all'improvviso mi trovo affaccendata in mille cose da fare...

27 nov 2017

GIARDINI D'AUTUNNO

A caccia di colori autunnali, ho visitato i giardini dei templi buddisti a Kyoto.
Il tempio Tojiin ha un giardino bellissimo con un laghetto al centro.
Girando attorno al laghetto sono rimasta incantata dalle sfumature dei colori di acero.
Visto che è in ricostruzione la sala principale di questo tempio, i visitatori sono molto pochi. Così ho potuto quasi monopolizzare questi colori...
E' un momento in cui mi meraviglio del ciclo della natura. Con tutto questo effetto serra e clima anormale, questi alberi e queste piante non perdono il passo e ci incantano anche quest'anno...
 
In quel giorno ancora non sono stati cambiati interamente i colori delle foglie, ma proprio per questo ho potuto godere le sfumature dei colori, dal verde, giallo, arancione al rosso.
Ma ora tutte le foglie saranno diventate rosse o già cadute...?
Poi ho visitato il tempio Daihoin anche quest'anno. E' il giardino mio preferito.
Una tazza di tè verde (maccha) e un dolce sono compresi al biglietto d'entrata.
C'è stato un continuo viavai di visitatori.
Ma qualche volta mi è capitata di rimanere sola.
Ora le foglie cadute ricopriranno interamente il muschio...
Anche i dolci tradizionali giapponesi hanno l'aspetto autunnale...