20/ott/2014

TEMPIO DI IMAMIYA E I DOLCI ANTICHI

Il tempio scintoista Imamiya si trova a nord della città di Kyoto.
Fu fondata nel 994, ed è molto popolare tra le ragazze nubili che vogliono sposare un uomo ricchissimo.
Si crede che questo tempio esaudisce questo tipo di desiderio.
L'origine di questa credenza è questa donna, Otama detto Keishoin(1627-1705). 
Nacque come figlia di un erbivendolo di questa zona, ma il terzo shogun Iemitsu Tokugawa si innamorò di lei, e lei diventò la sua concubina.
E partorì Tsunayoshi che sarebbe diventato il quinto shogun e come madre dello shogun, ascese al più alto rango.
Ma lei non dimenticava mai il suo paese natio, e contribuì alla ricostruzione di questo tempio che allora andava in rovina… 

Ora le ragazze vogliono avere un po' della sua fortuna visitando questo tempio che ha un legame con lei.
Nel tempio regnava il silenzio ed era piacevole passeggiare...
Ma il mio vero motivo della visita di questo tempio si trova oltre questa porta laterale...
Ecco, il mio vero motivo della visita è questi dolci, l'aburimochi. 
Gli spiedini di piccoli mochi (pasta di riso cotto a vapore e pestato) coperti di farina di soia tostata,
e arrostiti alla brace e spalmati di salsa dolce di miso (pasta di soia fermentata) bianco. 
La ricetta veniva tramandata di generazione in generazione gelosamente in famiglia. 

Davanti al tempio ci sono due locali che si trovano uno di fronte all'altro.
Uno fu fondato circa mille anni fa. 
E l'altro ha una storia di circa 400 anni.
E' difficile sceglierne uno, ma i dolci sono uguali.
Erano semplici, ma buonissimi…e sopratutto per me era straordinario assaggiare i dolci identici di quelli di 1000 anni fa...

14/ott/2014

LUNA ROSSA

L’8 ottobre siamo incantati da un’eclissi totale di Luna.
Anche dalla mia terrazza mi sono goduta pienamente di un fenomeno molto magico e suggestivo che è avvenuto dopo tre anni in Giappone, grazie anche al cielo sereno.
Un’eclissi di Luna avviene quando la Terra si trova tra il Sole e la Luna, e l’ombra generata dalla Terra viene proiettata sulla Luna. 
E la Luna anche durante le eclissi totali non scompare mai del tutto, i raggi solari incurvati dall'atmosfera della Terra riescono ad arrivare fino alla superficie della Luna, conferendogli una suggestiva tinta rossa. 
La luna si è oscurato piano piano per via della ombra della Terra alle 18:15 (ora giapponese) ed al momento di minor visibilità, dalle 19:25 alle 20:25, la Luna si è colorato di rosso per via della rifrazione dei raggi solari che interagiscono con l’atmosfera terrestre. E alle 21:35 è tornata la luna normale...
Anche la luna "mezza rossa e mezza gialla" era bellissima, anche se un po' inquietante...
Ho anche trovato una bellissima foto sul giornale. 
Invece questi dolci sono di Festa di Luna dell'8 settembre.

A ripensarci bene, in questo periodo ho ammirato la luna per varie volte. Quella di Festa di Luna, la superluna che è apparsa più grande del 14% del 9 settembre (per la terza volta in quest'anno) e stavolta la luna rossa. Tutte erano bellissime...

E dopo il passaggio di un tifone molto potente, stamattina l'aria è cambiata molto. Il tifone ha portato via l'ultimo scorcio di caldo e ora l'autunno si è inoltrato ancora... 

VACANZE IN GIALLO


E’ un raccolto dei piccoli gialli divertenti. Non sapevo gli autori tranne Marco Malvaldi, ma ho scelto questo libro per scoprire qualche nuovo autore. 
Ciascun racconto ha ciascun gusto, ma tutti i personaggi sono divertenti, spiritosi e amabili.
Alcune storie sono davvero divertenti e leggere, e altre sono per me un po' tristi e pesanti come Il lato fragile di Gaetano Savatteri.
E mi sono affezionata soprattutto a Petra di Alicia Giménez-Bartlett e a Rocco Schiavone di Antonio Manzini. Leggerò sicuramente questa serie, ma anche altre.
E io ripenso alle mie vacanze con i gelati...

06/ott/2014

PRIMO RISTORANTE DI SOBA

Qui c’era il “sunaba”.
C’è scritto così su questo monumento che si trova in un parco abbastanza vicino al centro di Osaka.
Ma in questo caso, il "sunaba" non significa la buca della sabbia dove i bambini giocano come oggi, ma i depositi per le materiali da costruzione...

Quando nel settembre del 1583 Hideyoshi Toyotomi (un samurai giapponese che riunificò il Giappone) iniziò a costruire il castello di Osaka, in tutta la città furono costituiti tanti depositi per le materiali da costruzione, come le rocce e le sabbie.
E ci arrivarono anche gli operai da tutto il Giappone e in seguito ci furono voluti i posti dove mangiavano… così furono aperti i ristoranti di soba (spaghetti di grano saraceno) proprio qui.

Anche un documento pubblicato nel 1849 lo testimonia. C'è scritto che l’anno successivo dell’inizio della costruzione del castello, cioè nel 1584 furono aperti i primi ristoranti di soba ad Osaka.

Quelli più antichi si chiamavano Izumiya e Tsunokuniya, e furono più antichi del Giappone come i ristoranti specializzati in soba.
Ma iniziarono a chiamare questi ristoranti non con i nomi ma semplicemente “sunaba” dove si trovavano questi ristoranti e che significa il deposito per le materiali. E questa parola “sunaba” iniziò ad indicare i ristoranti di soba...
Nel Settsu Meisyo Zue (un tipo di guida turistica) che fu pubblicato nel 1799, è raccontato uno di questi ristoranti di soba, con i bellissimi disegni.

“Qui c’è un ristorante di soba. Visto che è la specialità di Namba, ogni giorno centinaia di persone arrivano anche da lontano...”
Nel ristorante ci sono i tavoli, alcuni divorano gli spagehtti in fretta e altri li mangiano composti. Sembra sia molto animato.

Invece in cucina, si vedono quelli che impastano i soba, quello che mette la pasta nelle scatole, quelli che la fanno bollire, quelli che mettono la legna nei forni, e persino quello che tira su acqua dal pozzo.

In Giappone gli soba esistevano già nell 8° secolo. Secondo un antico documento, nel 723 c’era l’ordine che esortò la coltivazione di grano saraceno.
Anticamente mangiava i chicchi cotti nella zuppa, o le polpette di pasta di grano saraceno, e nel 16° secolo che si iniziò a mangiare gli spaghetti di grano saraceno come oggi.
Si mangiavano soprattutto nei templi buddisti o durante la cerimonia del tè.
Come i posti dove fu nato il piatto di spaghetti di soba, sono famosi Nagano o Yamanashi.
I soba freddi.
I soba nella zuppa calda.

Purtroppo i ristoranti di soba che si chiamano "sunaba" non esistono più ad Osaka.
Verso la fine del 19° secolo, ad Osaka gli udon (spaghetti di farina) acquistarono popolarità e i "sunaba" piano piano si sparirono. Ma per me è stata una grande sorpresa che il primo ristorante di soba fu aperto qui, proprio ad Osaka dove gli udon sono più popolari, non a Tokyo dove i soba sono più popolai o a Nagano dove fu nato il piatto di spaghetti di soba…

LA CASA NEL BOSCO

L’idea è interessante, scrivere un libro a quattro mani.
Per questa iniziativa due fratelli, Gianrico e Francesco ricordano la loro infanzia e adolescenza.
Gli episodi che tutti noi abbiamo in un angolo del cuore, a volte amari a volte dolci, ci provocano la nostalgia. L’ho letto piacevolmente di getto. Ma essendo una appassionata di serie Guerrieri, e avendo letto tutti i libri di Gianrico, mi aspettavo di più…
Che bello, l'altro giorno ho trovato i cantucci di Mattei in un negozio di Osaka!
Sono buonissimi, sono andata a comprarli a Prato qualche volta...

29/set/2014

KOTOIN

A nord di città di Kyoto c'è il tempio Kotoin, uno dei sub templi di Daitokuji. 
Fu costruito nel 1602 da un samurai, Hosokawa Tadaoki per suo padre, e diventò il tempio della famiglia Hosokawa, con la tomba di famiglia di generazione in generazione. 
Questo tempio è famoso per questo giardino che si chiama "giardino di aceri". 
Il giardino tutto coperto di muschio con pochi aceri. 
E’ semplice, rustico e fresco. Mi piace molto. 
Gli aceri hanno già iniziato a cambiare colore un po’… quanto è bello quando gli aceri saranno diventati tutti rossi, su uno sfondo verde di muschio… 
Anche questa parte del giardino, tutta verde è bellissima.
Ci sono anche le bellissime sale da cerimonia del tè.
La bacinella di pietra che amava molto Tadaoki. La portava dappertutto, anche a Tokyo e a Kumamoto, 
In questo tempio c’è la tomba di Tadaoki e la sua moglie Garasha (Gracia). 
Dormono insieme... uno accanto all'altra.

La vita di Garasha era molto difficile, ma ora (spero che) riposa serenamente qui, con suo marito.

Ma quello che mi ha attirato di più è quel viale di ingresso. 
Tutto colorato di verde, è magico e meraviglioso. 

Poi questa zona, a nord del centro, è molto tranquilla. Ora che i turisti cinesi e coreani chiassosi che si ammassano nei templi più famosi, si deve arrivare fin qui per godere con calma dell’atmosfera originale e tranquilla...

E POI

E' uno dei capolavori di Soseki Natsume che fu pubblicato nel 1909, e fa parte della sua cosiddetta "prima trilogia" con "Sansiro" e "La porta".

Il protagonista, Daisuke si è laureato ma non vuole lavorare né sposarsi, e conduce una vita spensierata e agiata, mantenuta dal suo padre e fratello. Considera lavorare per i soldi come “l’esperienza inferiore” e lo disprezza. Vive circondato dagli oggetti belli che lui ama. Non fa niente altro che leggere e riflettere. Ma la sua vita placida da fannullone crolla improvvisamente, quando Hiraoka, il suo amico dai tempi delle scuole medie ricompare a Tokyo con sua moglie. 

La sua moglie, Michiyo è la sorella di un amico comune e Daisuke era innamorato di lei. Quando si sono sposati, Daisuke ha fatto da mediatore soffocando il proprio amore. Michiyo ha perso un bambino appena nato, soffre di cuore e c’è del gelo nel rapporto con suo marito. Inoltre erano in difficoltà economica e Daisuke inizia ad aiutarli. Vedendola ripetutamente, il suo amore per lei si è riacceso. D’altronde, il padre di Daisuke gli propone l’ennesimo matrimonio combinato che ha sempre rifiutato. Ma stavolta il padre insistette…

Hiraoka che sta mettendocela tutta per trovare lavoro e deride Daisuke che non lavora e solo guarda il mondo esterno da un posto sicuro. E Daisuke gli ripete che non lavora perché il mondo è cattivo. 

Era l’inizio del ventesimo secolo, in Giappone l’epoca di Meiji, del grande rinnovamento, la società giapponese oscillava tra la tradizione e la modernità. La gente lavorava per soddisfare i desideri materiali e si sfiniva sia fisicamente che moralmente, sostiene Daisuke. Come vivere? Vivere bene o vivere rimanendo se stessi? La gente iniziò a chiedersi. Era un’epoca piena di speranza, ma nel frattempo difficile da vivere. E’ interessante anche provare l’entusiasmo e il fermento tipici di quest’epoca che avanza freneticamente. 

Non me ne ero accorta quando l’avevo letto per la prima volta (quando ero studentessa), ma ora che l’ho riletto, sono rimasta sorpresa dalla somiglianza tra Daisuke e me…
I dolci di questa stagione. Un fiore di cosmea e quelli di campanula, bellissimi e buonissimi.
Anche i cielo è proprio autunnale con i cirrocumuli...

Di Sanshiro ⇒ http://imonologhi.blogspot.jp/2014/03/sanshiro.html

22/set/2014

CIVITÀ DI BAGNOREGIO, TUSCANIA E BORSENA

Durante il soggiorno a Viterbo abbiamo visitato anche i paesi nei dintorni.
A Bolsena ci è capitato di vedere questo bellissimo "spettacolo". Le donne, dalle bambine alle anziane, facevano il bucato cantando...
Ho anche girato questa scena con lo smartphon, e ogni volta che sento quel canto magico mi torna in mente quel bellissimo giorno...
Ho trovato le parole di questa filastrocca, anche se qualche parte è diversa.
http://www.splash.it/tempo_libero/bambini/filastrocche/la_filastrocca_della_signora.htm
Avevo già visto questa vista sull'internet per varie volte, ma vederla di persona era un'altra cosa...
Civita di Bagnoregio conosciuta come "la città che muore" era veramente meravigliosa.
Faceva molto caldo, ma abbiamo passeggiato così rapiti che non ci accorgevamo del tempo che passava...
Poi Tuscania.
Dopo la passeggiata in centro,
siamo arrivati alla bellissima chiesa di San Pietro.
La chiesa che viene servita come la scenografia di tanti film.
Sopratutto la cripta era bellissima.
E i mosaici cosmateschi erano caratteristici...
La vista della città di Tuscania. Come se il tempo si sia fermato al Medioevo...
Poi abbiamo visitato la chiesa di Santa Maria Maggiore.
Anche l'interno tutto affrescato era meraviglioso... Ho visitato tante chiese in questo viaggio, ma questa mi è piaciuta di più...
Sono partita tutta sfinita per questa vacanza e non volevo muovermi tanto ma riposarmi da qualche parte. Invece ci siamo spostati qua e là... Fisicamente è stato un po' duro, ma l'anima e gli occhi si sono saziati a sufficienza...