6 dic 2017

PASSEGGIATA TRA I COLORI CALDI

Faceva bel tempo e non mi restava che andare a passeggiare.
Era un pomeriggio luminoso e piacevole.
Ho continuato a camminare senza meta ma dovunque questi colori caldi mi hanno incantata.
Vorrei che questi colori rimanessero intatti per un po', ma di giorno in giorno cambiano e forse adesso le foglie saranno tutte cadute... in questo mondo niente è immortale.
Il parco commemorativo dell'Expo del 1970 è immenso, ha una superficie di 264 ettari. Circa 50 anni fa qui si svolse quest'evento per 183 giorni.
I paesi espositori furono 77 e i visitatori furono 64,218,770 di cui 1.7 milioni furono stranieri. Al padiglione degli Stati Uniti fu esposto anche "la roccia lunare" che l'Apollo 12 aveva riportato.
Era un'evento simbolico del Giappone risollevato dalla situazione disastrosa della seconda dopoguerra e divenuto il secondo potenza economica del mondo.
Cerco di immaginare l'affollamento e l'animazione di questo posto con tanti padiglioni... ma non ci riesco. L'epoca in cui non sono ancora nata, la città di Osaka era piena di energia e si poteva credere che tutto sarebbe continuato a progredire.
Il tema dell'Expo70' fu "Progresso è Armonia per l'Umanità".
I tanti apparecchi che furono esposti in quest'occasione come il telefono senza fili, il marciapiede mobile, il bidet elettronico, la videochiamata, il LAN (local area network), l'orologio radiocontrollato e la macchina elettrica sono stati commercializzati e si sono diffusi nel mondo, e alcuni sono addirittura caduti in disuso.
Forse il futuro che la gente aveva sognato in quell'epoca è stato realizzato o l'abbiamo già scavalcato... ma siamo davvero progrediti oppure anzi siamo regrediti?
E come sarà il nostro futuro? Ci subentrano i robot o l'AI (l'intelligenza artificiale)?
E dopo quasi mezzo secolo, la città di Osaka si è candidata per ospitare di nuovo l'Expo del 2025. Ma come facciamo se i turisti aumentano di più? Io ci sono contraria a questo tipo di politica...
In un pomeriggio d'autunno inoltrato ho camminato e camminato con i pensieri insignificanti e incoerenti.
Faceva bel tempo, ma faceva freddo. Mi sentivo le orecchie congelate.  

STORIA DEL TEATRO GIAPPONESE

E' un libro ben scritto che spiega il teatro giapponese tradizionale. Dal rito allo spettacolo, sono descritte la sua transizione e la sua evoluzione cronologicamente e in modo molto preciso. 
Le semplici danze che erano esibite durante i riti e le celebrazioni per richiamare la divinità o per auspicare la prosperità del raccolto, iniziarono a essere esibite nella corte imperiale e nei templi scintoisti, e alla fine diventarono i programmi dei spettacoli. Queste danze semplici, collegandosi con gli strumenti musicali come i tamburi, i flauti e i liuti, con il tempo hanno iniziato ad avere le battute e le sceneggiature e si sono sempre raffinate e si sono ramificate.
E la musica e le danze sacre che tutt'ora vengono eseguite nei templi scintoisti e nella corte imperiale mi interessano sempre più, andrò a vederle da qualche parte...
Il no è una forma di teatro tradizionale giapponese, caratterizzato dalla lentezza dei movimenti e dall'uso delle maschere. Le scene vengono rappresentate dagli attori su un palcoscenico in legno di cipresso (hinoki) e accompagnate dalla musica, e le battute sono solitamente cantate dai cantori.
Il Kyogen è una forma di teatro comico giapponese, si è sviluppato insieme con il no.
Il bunraku è il teatro dei burattini, rappresentato da tre parti; la manipolazione dei burattini, la recitazione del testo e l'esecuzione della musica. Si è fiorito proprio qui ad Osaka dove si trova il teatro nazionale riservato a quest'arte.
Il Kabuki è un genere teatrale rappresentato dagli attori tutti maschi con il trucco caratteristico e i costumi sfarzosi. 
Un momento di riposo ai soliti posti miei preferiti...
Quando arriva il dicembre, all'improvviso mi trovo affaccendata in mille cose da fare...

27 nov 2017

GIARDINI D'AUTUNNO

A caccia di colori autunnali, ho visitato i giardini dei templi buddisti a Kyoto.
Il tempio Tojiin ha un giardino bellissimo con un laghetto al centro.
Girando attorno al laghetto sono rimasta incantata dalle sfumature dei colori di acero.
Visto che è in ricostruzione la sala principale di questo tempio, i visitatori sono molto pochi. Così ho potuto quasi monopolizzare questi colori...
E' un momento in cui mi meraviglio del ciclo della natura. Con tutto questo effetto serra e clima anormale, questi alberi e queste piante non perdono il passo e ci incantano anche quest'anno...
 
In quel giorno ancora non sono stati cambiati interamente i colori delle foglie, ma proprio per questo ho potuto godere le sfumature dei colori, dal verde, giallo, arancione al rosso.
Ma ora tutte le foglie saranno diventate rosse o già cadute...?
Poi ho visitato il tempio Daihoin anche quest'anno. E' il giardino mio preferito.
Una tazza di tè verde (maccha) e un dolce sono compresi al biglietto d'entrata.
C'è stato un continuo viavai di visitatori.
Ma qualche volta mi è capitata di rimanere sola.
Ora le foglie cadute ricopriranno interamente il muschio...
Anche i dolci tradizionali giapponesi hanno l'aspetto autunnale...

14 nov 2017

TEMPIO SCINTOISTA IZUSHI

Un po' prima abbiamo visitato un tempio scintoista Izushi jinja che si trova a nord della provincia di Hyogo. Da Osaka dista 150 km e per arrivarci ci vogliono 2 ore e mezza con la macchina. 
Dopo il primo Torii che è il portale attraverso il quale si accede ad un santuario shintoista, procediamo la via d'accesso.
Ed arriviamo al secondo Torii.
L'origine di questo tempio è antico, secondo alcuni documenti risale fino al Ⅷ secolo ed è il tempio più importante di questa regione.
Una coppia di leone-cane sorvegliano l'ingresso del tempio.
Nonostante che sia un tempio scintoista importante, è molto semplice e modesto. Sono rimasta impressionata dall'atmosfera che regnava in questo posto. Sembrava che il tempo veramente si fermasse...
Era proprio l'ora del rito serale. Con le preghiere che recitava il sacerdote mi sembrava che l'aria fosse più sacra e più solenne.
All'ingresso sono esposti i resti del Torii antico.
Anche vicino a casa mia le foglie degli alberi si sono colorate. Forse anche quel tempio scintoista Izushi ha cambiato l'aspetto con le foglie rosse e gialle?
Vorrei andare ad ammirare i colori d'autunno da qualache parte...

BUDDISMO E ZEN

Muso Soseki fu un monaco buddista Zen ed uno dei grandi maestri del ⅩⅣ secolo. Era precettore non solo dello shogun (capo dei guerrieri) ma anche dell'imperatore dal quale ricevette il titolo onorifico di Kokushi che significa Maestro nazionale. Così si chiama anche Muso Kokushi.

Questo "Buddismo e Zen" è una raccolta delle sue risposte a domande di Ashikaga Tadayoshi, un fratello minore dello shogun sul Buddismo e sullo Zen.

Le sue parole sono come i gioielli e mi rimangono nel cuore. Ne cito qui un suo pensiero. 

Scopo della vita
In ultima analisi non vi è modo di salvaguardare alcunché in questo mondo; tutto ciò che guadagni può andare perduro, venire distrutto o essere portato via. Per questa ragione, se fai dell'acquisizione e della conservazione di beni o di condizione sociale, il tuo scopo nella vita, questa è la via verso l'ansia e il dolore.
Il giardino del tempio Tenryuji a Kyoto.
Il giardino del tempio Saihoji a Kyoto.
Muso Soseki disegnò anche numerosi giardini Zen, il suo stile è esprimere l'essenza dello Zen approfittando il panorama naturale circostante e attraverso le rocce. 
I fagioli rossi e le castagne canditi rappresi con la gelatina e lo zucchero. Sono croccanti.
Le verdure candite; mais, patate dolce, zucca, fichi e radici di loto.
L'autunno si è già inoltrato e l'inverno è alle porte. E' passato tanto tempo da quando ho mangiato questi dolci dell'autunno...