05 lug 2015

INTRODUZIONE ALLA STORIA DELLA POESIA GIAPPONESE

Come il titolo, questo libro ci invita al mondo delle poesie giapponesi. Dal Manyoshu, la raccolta delle poesie di Ⅷ secolo ai waka, una forma poetica giapponese in 31 sillabe divise in cinque frasi di 5-7-5-7-7 sillabe e ai haiku, quella in 12 sillabe in tre frasi di 5-7-5 sillabe in periodo Edo (1603-1868), seguendo ogni fase dello sviluppo delle poesie giapponesi ci spiega come le poesie giapponesi sono chiaramente.
E' un piccolo libro, ma ben strutturato e bellissimo.
Qui in Giappone siamo ancora in piena stagione delle piogge. Ma a volte il cielo si schiarisce e ci rallegra... 

25 giu 2015

SARASOJU

I fiori di Sarasoju (camelie estive) sono proprio in piena fioritura.
Il Torinin è un tempio noto per il giardino di fiori di sarasoju. E' aperto al pubblico solo dal 15 al 30 Giugno di ogni anno.
I sarasoju erano gli alberi che si trovavano nel giardino del Budda e che alla sua morte, per il dispiacere sbocciarono all'improvviso tutti insieme, diventarono bianchi come gru e morirono. Per cui sono considerati i fiori legati al buddismo.
E perché sono i fiori di un giorno solo che sbocciano la mattina e cadono la sera, simbolizzano la fugacità della vita nostra.

Per noi giapponesi questi fiori sono molto popolari perché sono citati nell'inizio famosissimo di un romanzo epico giapponese del XIV C., Heike monogatari.
Le frasi che impariamo a memoria alla scuola sono...

"Il rintocco della campana di Gion, risuona di evanescenza e di instabilità di tutte le cose.
Il colore dei fiori di sarasoju, esprime una logica secondo cui le persone potenti inevitabilmente decadono.
La gloria di quelli che sono presuntuosi non dura a lungo, è come un sogno in una notte di primavera.
Quelli che sono vigorosi si estinguono alla fine, è come una polvere di fronte al vento..."
Sono in piena fioritura.
I fiori di colore bianco e giallo sono bellissimi in se stessi.
Ma anche caduti sul muschio del giardino, hanno una bellezza indescrivibile...
Il rosario buddista ricavato dal legno di sarasoju.
Non solo, nel tempio c'erano tanti tipi di fiori.
Le gardenie.
Un fiore di loto in boccio.
Lungo la via d'acceso al tempio i fiori di Ortensia erano in piena fioritura.
Il portone del tempio Myoshinji.
All'interno di questo portone, oltre ai vari palazzi del tempio, ci sono più di 40 templi subalterni. E anche il Torinin è uno di questi.
Come se l'intero quartiere è un tempio...
Il sermone di un monaco buddista era bellissimo...
Ai visitatori sono serviti una tazza di maccha (tè verde in polvere) e un dolce. Il dolce ha la forma di fiore di sarasoju. Prima l'ho assaggiato con gli occhi e poi con la bocca...

LA REGOLA DELL'EQUILIBRIO

Eccolo, Guido Guerrieri di nuovo. Se non sbaglio, è il quinto romanzo nella serie dell'avvocato Guerrieri.
Stavolta affronta una scelta difficile, per conciliare la deontologia professionale e l'etica personale, e il lavoro di legare e il naturale senso di giustizia...

Mi sono immersa totalmente nel mondo di Guerrieri per non perdere niente, immaginando le vie e i quartieri di Bari e leggendo con cura parola per parola, frase per frase...

Sono innamorata di Guerrieri, da quando ho letto il primo libro. Se esistesse realmente...
E vorrei la libreria notturna, "Osteria del caffellatte" anche vicino a casa mia...
Non potevo saltare il dolce di Giugno "Minazuki"neanche quest'anno. E' un tipo di gelatina ma molto gommoso.
Uno dei meriti dei dolci giapponesi è che ci fa sentire la stagione...


11 giu 2015

UNA PASSEGGIATA A KYOTO

Con l'arrivo di Giugno, è arrivata la stagione delle piogge.
E' un periodo abbastanza noioso che dura circa un mese, ma senza il caldo anomale che ci ha sofferto per tutto il Maggio mi sembra che si sta meglio...

In un giorno di fine Maggio, ho passeggiato a Kyoto. Ancora faceva caldo e faceva bel tempo.
Prima ho visitato un tempio buddista Syokokuji, che fu costruito nel 1382 e fa parte ai cosiddetti "Kyoto Gozan " (letteralmente "cinque montagne") che sono i cinque templi Zen più importanti di Kyoto.
In questo periodo il Hatto, la sala dove si tenevano i sermoni, era aperto al pubblico. Fu costruito nel 1605 ed è più antico Hatto esistente in Giappone.
Ho copiato questa foto da http://www.kyoto-np.co.jp/
Sul soffitto del Hatto, c'è un grandissimo drago che si chiama "Nakiryu" che significa "drago che ruggisce", disegnato da un noto artista Kano Mitsunobu. E se ti batti le mani stando sotto la testa di drago, le mani vibrano in modo particolare, producendo i suoni caratteristici.
Sembra proprio che il drago ruggisce. E' un fenomeno molto misterioso, ma quello che produce questi suoni è una parte del soffitto che è curvata di circa 10 centimetri. Era un congegno per far riecheggiare la voce del predicatore e farla arrivare ai tanti discepoli in una grande sala.
E nel Hojo dove i monaci vivevano, ho visto un disegno di Kannon (divinità di misericordia) scritto da solo le parole della sutra.
All'apparente è un disegno normale.
Ma visto da vicino,
Ho copiato queste tre foto dal sito ufficiale del tempio.
tutte le linee sono fatte di caratteri. La sua minuziosità è davvero sorprendente.
Questo Hojo si affaccia su un bellissimo giardino.
Poi sono entrata nella stanza da bagno che fu costruita nel 1400 e ricostruita nel 1596.
Ho copiato questa foto dal wikipedia.
Dietro questa parete in fondo, c'è una grande caldaia. E in questa stanza piena di vapore, si lavava il corpo prendendo l'acqua calda con questo mestolo.
Il tempio è pieno di verde fresco su cui la luce del sole risplendeva. Era proprio una giornata bellissima e piacevole.
Poi ho visitato il museo internazionale di manga di Kyoto.
Fu aperto nel 2006 riutilizzando i palazzi vecchi di una scuola elementare chiusa e conserva circa i 300 mila manga giapponesi e stranieri. Ho trovato anche un scaffale riservato per i manga in italiano.
E il museo ha due funzioni principali, quella del museo e quella della biblioteca.
Purtroppo all'interno è vietato fotografare a parte in questi due punti, ma ci sono varie sale per l'esposizione, quelle dove si può leggere liberalmente, inoltre c'è un angolo "la bottega dei manga" dove si possono provare a fare i manga con i computer.
Anche quel giorno era affollato da tanti, ragazzi e adulti, giapponesi e stranieri.
Nel cortile i ragazzi leggevano i manga sdraiati. Era una vista molto rilassante.
La stagione delle piogge è appena arrivata, ma le vetrine dei negozi hanno già l'atmosfera propria estiva. Beate le ragazze che escono con i yukata così bellissimi (kimono estivo di cotone)!

L'AMICA GENIALE

Sicuramente non è di mio gusto, ma a volte mi viene voglia di leggere qualcosa di scorrevole, in cui potrei immergermi totalmente e che mi fa dimenticare tutte le seccature della vita quotidiana.

La storia gira intorno alle due ragazze, Lila e Elena che sono cresciute in un quartiere popolare di Napoli negli anni Cinquanta. La loro amicizia tra i sentimenti buoni e cattivi, la gelosia e l'ammirazione, cambia continuamente, ma rivaleggiandosi, influenzandosi reciprocamente, e alleandosi, ce l'hanno messa tutta per vivere quell'epoca e lottare per sfuggire alla miseria.

E per me è stato molto interessante sapere come era la vita della gente di quell'epoca in quel posto, come sono arrivati i cambiamenti con l'auto e la televisore e come è stata cambiata la loro vita.

All'inizio mi sembrava un po' noioso e un po' pesante, ma più andavo avanti più mi attirava la storia molto densa. Leggerò anche i tre volumi successivi, forse... 
Adoro molto questa bevanda, di tè verde in polvere, zucchero e ghiaccio frullati tutti insieme... è molto rinfrescante...

02 giu 2015

TAIWAN 2 HATTA YOICHI

Ho conosciuto Hatta Yoichi (1886-1942), un ingegnere giapponese che contribuì all'ingegneria idraulica e di conseguenza, allo sviluppo dell'agricoltura del Taiwan durante l'epoca giapponese, solo quando ho iniziato a visitare il Taiwan.
E mi sono incuriosita di lui che in Taiwan è conosciuto e rispettato per aver trasformato la grande pianura Chiannan sterile (450000 ettari) in un grande granaio di Taiwan costruendo una diga allora molto avanzata e un sistema d'irrigazione, ma in Giappone è quasi sconosciuto.
Più mi sono informata sui documenti e sui libri, più mi è venuta la voglia di visitare di persona il bacino idrico Wushantou costruito da lui...

E questa volta che ci siamo fermati a sud parte di Taiwan, finalmente mi è capitata l'occasione di visitarla.
Per arrivarci, abbiamo preso un rapido dalla stazione di Kaoshun alla stazione di Taichon, e un regionale fino alla stazione di Longtian e poi il taxi.
Il bacino idrico fu costruito nel 1930 e ha una superficie di 1000 ettari. Allora solo con questo bacino poteva irrigare i 150000 ettari di terreni sterili.
E' molto grande e solo una parte del bacino è aperta al pubblico come il parco commemorativo.
Anche le abitazioni degli ingegneri giapponesi ricostruite sono aperte al pubblico.
Per noi giapponesi sono molto nostalgiche come se abbiamo fatto un time slip.
Era l'inizio di Maggio, quindi in occasione della festa dei bambini (festa giapponese, il 5 maggio), erano appesi ad un'asta i manicotti di stoffa a forma di carpa.
Non mi aspettavo di vederli qui in Taiwan.
Anche l'interno della casa è fedele all'originale e mi sembrava di sentire l'aria di chi abitava in questa casa.
Il giardino che amava Hatta Yoichi. Il laghetto centrale ha la forma del Taiwan per cui si può sapere quanto lui amava questo paese.
In questo parco ci sono anche la sala per esposizioni e la sala commemorativa, e vengono presentati la vita e i meriti di Hatta Yoichi.
Con antichi documenti e foto si può sapere quanto era difficile questo lavoro senza precedenti. Infatti per costruire questa diga il governo giapponese investì 3.7 miliardi di euro (valuta attuale) e ci vollero 10 anni di lavoro. Mi sembra incredibile che un uomo di solo 34 anni realizzò questo lavoro...

In Taiwan, anche negli altri musei sono presentati, i fatti come erano, realmente e fedelmente. Anche la storia dell'epoca giapponese sicuramente non gradevole ai taiwanesi è mostrata senza correggerla né deformarla. Anche per questo sono molto riconoscente verso questo paese.
Sulla collina che domina il bacino c'è la statua di Hatta Yoichi.
Dopo la guerra, all'epoca di partito nazionale, in Taiwan era vietato venerare i giapponesi. Tante cose, palazzi e statue dell'epoca giapponese furono distrutti.
I contadini delle vicinanze che temevano la distruzione di questa statua la nascosero in un posto segreto rischiando la vita, e solo nel 1981 è stata riportata in questo posto originale.

In Taiwan che si soffriva la siccità in inverno e l'inondazione in estate, i contadini non potevano sottrarsi alla povertà per quanto coltivavano la terra. Ma con questo sistema di irrigazione la produzione del riso fu aumentato di 4 volte. Con la produzione della canna da zucchero, gli procurava tanta ricchezza.

Anche quel giorno la statua e la tomba erano ricoperte di fiori. Ne sono rimasta commossa. Ma non solo la ricchezza e la prosperità procurata da lui, ma anche la sua personalità che fece ogni sforzo per migliorare i condizioni di operai, mise piede volentieri nei luoghi pericolosi e commemorava i defunti sul lavoro sia giapponesi che taiwanesi senza discriminazione, provocano la simpatia e la venerazione dei taiwanesi anche adesso...
Dalla stazione alla diga, a perdita d'occhio si estendeva la terra verde, la terra che la diga continua a irrigare anche adesso.

Hatta Yoichi, fu morto a maggio del 1942. La nave con cui si recava nelle Filippine per le ricerche dei terreni fu attaccata dai siluri americani e fu affondata. Aveva 58 anni.
E sua moglie, nel suo immenso dolore, si suicidò gettandosi nella diga proprio costruita da suo marito.
Mi stringe il cuore se penso alla fatica di chi visse una epoca difficile.

Mi vergognavo che non sapevo quest'ingegnere giapponese che in Taiwan tutti apprendono alle scuole. E' strano scoprire una parte della nostra storia attraverso il Taiwan. Ogni volta che visito il Taiwan, apprendo tante cose oscurate in Giappone. Forse anche per questo continuo a visitare il Taiwan...