13 dic 2019

GLI ULTIMI MOMENTI DEGLI ACERI

Con la temperatura piuttosto mite, quest'anno i colori autunnali degli aceri si sono mantenuti belli per un periodo più lungo al solito.
Così all'inizio di dicembre abbiamo visitato un tempio buddista Yokokuji che si trova in montagna che si estende tra Osaka e Kyoto.
Recentemente questo tempio è diventato popolare per le decorazioni "instagrammabili" come queste bacinelle decorate con le foglie di acero di vari colori. 
L'origine del tempio risale a 1200 anni fa, ed è dedicato al Kannon, la divinità di misericordia.

Perché forse si trova in montagna che non si può raggiungere con i mezzi pubblici ma solo con la macchina (dal centro di Osaka ci vuole meno di un'ora), per fortuna i visitatori non erano molto numerosi.
La vista da questa sala che è aperta al pubblico solo nei giorni predeterminati, era meravigliosa.
Sopratutto la parte più interna del tempio era bellissima.
A dire il vero, a me non piace la cosa non tradizionale come queste bacinelle decorate con i fiori e le foglie, perché mi sembra che avessero perso la funzione originale di offrire l'acqua per purificarsi ai visitatori, però davanti a questa bellezza non ho potuto resistere alle tentazioni di fotografarle...

Non solo queste cose decorate ma tutto il tempio era bellissimo e piacevole, e ci siamo trovati benissimo.

Anche l'autunno prolungato è già passato e ora si è indaffarati per l'avvicinarsi della dine dell'anno e del Capodanno...

30 nov 2019

KOTOIN IN AUTUNNO

Dopo un po' di anni sono tornato a visitare il tempio Kotoin a Kyoto.
È un posto famoso per la bellezza degli aceri, ma forse perché si trova in una zona un po' lontana dal centro, è molto meno affollata di turisti rispetto agli altri posti.
Era un po' presto per il pieno periodo dei aceri rossi, ma mi piace quella sfumatura di colori, da verde a rosso.
Mi sembra che gli alberi di acero sono diminuiti. Forse il tifone che ha colpito la nostra zona l'anno scorso ha abbattuto...
Qui non mi sono annoiata mai di ammirare questa visita tranquillamente.
Ogni periodo ha un suo fascino, come la primavera con i fiori del ciliegio, l'estate con il verde rigoglioso, e l'inverno senza colori, ma amo l'autunno con questi colori e quest'atmosfera languida...
Questo sentiero davanti al tempio ha un'aria meravigliosa, mi sembra di essere entrata nel paese delle meraviglie.
Da tanto tempo non ho passeggiato a Kyoto, perché Kyoto ha gli stessi problemi che hanno Venezia e tante altre città turistiche, è sempre affollata di turisti ed è molto cambiata. Ma stavolta ho scoperto che ci sono ancora i posti dove si può godere la bellezza con calma... ci tornerò a poco a poco.

In estate →https://imonologhi.blogspot.com/2014/09/kotoin.html

Gli aceri →https://imonologhi.blogspot.com/2010/11/lultimo-minuto.html
                   https://imonologhi.blogspot.com/2012/11/magia-dei-colori.html
                   https://imonologhi.blogspot.com/2013/11/momijigari.html
                   https://imonologhi.blogspot.com/2016/11/giardini-con-i-colori-caldi.html
                   https://imonologhi.blogspot.com/2016/12/ancora-gli-aceri.html
                   https://imonologhi.blogspot.com/2017/11/giardini-dautunno.html
 

14 nov 2019

AUTUNNO

Finalmente è arrivata la stagione mite e serena dopo l'anomalo ottobre. Poiché il tempo si è mantenuto bello e caldo, non me ne sono accorto, ma le foglie degli alberi hanno già cominciato a cambiare colore anche qui vicino a casa mia.
Mi piacciono questi colori delle foglie del ciliegio. Questa sfumatura di rosso, di colore rosa e di arancione è inesprimibile...
Così i ciliegi mi allietano la vista non solo in primavera ma anche in autunno. Quel giorno in cui ho passeggiato sotto i fiori del ciliegio mi sembra ieri, ma ora mancano solo un mese e mezza alla fine dell'anno. Mamma mia...
Non mi annoierò mai di ammirare le foglie brillanti alla luce del sole. Sembrano quasi trasparenti.
Soddisfatta la vista, ora tocca al palato. Ho gustato una delizia d'autunno, la torta di castagne...

28 ott 2019

TIFONE

Ancora un tifone.
Il tifone Hagibis che noi chiamiamo n.19 più potente mai registrato negli ultimi cinquanta anni si è abbattuto sul centro-nord Giappone il 12 ottobre e ha causato più di ottanta vittime e ingenti danni.

Sin da quando era nato sul mare meridionale in lontananza, eravamo avvertiti dei pericoli e ci preparavamo a questa emergenza. E il giorno in cui era previsto l'arrivo del tifone, per precauzione, i voli sono stati cancellati, i treni sono stati sospesi e i negozi erano chiusi. Siamo stati raccomandati di non uscire fuori e di chiuderci a casa anche qui ad Osaka, lontana dalla parte verso cui il tifone si stava avvicinando.

Poiché l'anno scorso avevo provato sulla propria pelle il furore del tifone, non potevo prenderlo come una cosa accaduta nel luogo lontano, guardando la tv che comunicava solo e sempre il percorso del tifone, mi preoccupavo molto. Speravo che deviasse dal percorso previsto o che se ne andasse il più presto possibile.

È indicibile quel tempo inquieto e opprimente in cui aspettiamo il tifone che si sta avvicinando.
Ci sono i casi in cui siamo prontissimi, ma il tifone devia dal percorso previsto e pensiamo che la precauzione sia stata troppo eccessiva. Ma purtroppo, questo n.19 superava di molto la nostra previsione.

Si scatenò infuriando, provocando l'acquazzone e le frane, falciando gli alberi, straripando i fiumi e sommergendo le città. Le aree urbane come Tokyo e Yokohama che sono protette da varie infrastrutture come le dighe gigantesche, i bacini idrici che prendono l'acqua straripata dal fiume vicino e il canale di scarico sotterraneo che è una struttura idrica per la diversione delle acque alluvionali e per controllare i livelli d'acqua dei fiumi vicini, ma nelle province più vicine alle montagne e al mare, i fiumi straripati e le frane hanno provocato tante vittime e tanti danni.

Vedere le immagini dei disastri è deprimente. Vedere le cose costruite nei molti anni ma distrutte in un momento come le case sepolte da terra franata, le rotaie contorte, le auto galleggiate nell'acqua, i campi e le risaie immerse dall'acqua e dal fango, le persone abbattute che non sanno più che fare mi stringe il cuore.

Stavolta tante aree si sono salvate grazie alle dighe e altre infrastrutture ma ci sono anche le persone che sono contrarie a questo tipo di progetti, pensando che siano inutili, o volendo difendere la natura e il panorama. Infatti non si sa quando arrivano o non i disastri come questo (non c'è nulla di meglio che non arrivano) e forse queste strutture non serviranno per sempre. Ma una volta arrivata l'emergenza, ci pentiamo di non essere preparati.

Per esempio, una volta un progetto di costruire un super-argine di un fiume Tama, in periferia di Tokyo era stato annullato a causa dell'obiezione degli abitanti, e stavolta questa aria è stata inondata dall'acqua del fiume straripato.
Mentre in provincia di Gunma per costruire una diga, i bellissimi villaggi erano stati sommersi dall'acqua, tanti abitanti erano stati costretti a trasferirsi ad altrove, e l'impatto ambientale forse non era stato poco. Ma stavolta ha funzionato perfettamente e ha salvato tanta area.

A causa del cambiamento climatico i tifoni che si nutrono dell'acqua marina tiepida sono diventati sempre più potenti e violenti e prendono i percorsi diversi da quelli di una volta. Anche le piogge sono diventate sempre più torrenziali. E le infrastrutture attuali non bastano per prevenire i danni causati dalla furia della natura. Ma allora tra i soldi limitati del bilancio nazionale, quanti si possono attribuire alle costruzioni delle infrastrutturali che servono solo una volta ogni cinquanta anni? E da dove inizia a costruirle? È una questione molto difficile. Non so niente proprio.

Mi viene di lamentarmi per il fatto che il Giappone si trova sul percorso dei tifoni. Ma basta restare con le mani in mano senza fare niente sapendo che i tifoni diventano sempre più potenti e arrivano più spesso...?

A causa dei tifoni ripetuti, quasi non me ne sono accorta del mutamento stagionale, ma siamo già arrivati alla fine di ottobre!
Secondo l'Halloween, il 31 ottobre è la fine dell'autunno. Qui d'inverno non si sente neanche l'ombra, ma spero che la stagione dei tifoni siano già passata...

10 ott 2019

Il DIARIO DELLA BICICLETTA E ALTRI RACCONTI

In questo libro di Natsume Soseki, sono racchiusi tre piccoli racconti, meno conosciuti rispetto ai suoi capolavori come "Anima" e "Il signorino".

"Il diario della bicicletta" è un saggio in cui viene raccontata un'esperienza di aver imparato a prendere la bicicletta a Londra, dove studiò a spese dello Stato dal 1900 al 1902 finché non rientrò in Giappone a causa dell'aggravante esaurimento nervoso.

Durante il soggiorno a Londra, per la difficoltà di stabilire i rapporti con gli inglesi, o di abituarsi alla vita e cultura molto diverse da quelle giapponesi, soffrì dell'esaurimento nervoso. Mentre si aggravava la crisi psichica, consigliato dalla padrone della pensione, decise di imparare a prendere la bicicletta, per uscire fuori e muoversi un po'. 
Ma cadde ripetutamente, si scontrò con gli altri, fu calciato dal cavallo e fu deriso dai curiosi... Soseki narra la sua fatica fisica e psichica in modo autolesionistico e umoristico.

Questo racconto, scritto dopo il rientro in Giappone fu dedicato ad un'amicizia con Masaoka Shiki, un poeta e giornalista molto famoso.
Da Londora Soseki scrisse al suo intimo amico Shiki tante lettere in cui raccontò la sua vita a Londora, e che consolarono molto Shiki che era costretto a letto ammalato.

Un giorno Shiki che sentiva che la sua fine era prossima, scrisse a Soseki una lettera in cui chiese: "Se è possibile, scrivimi ancora un'altra lettera finché io sia in vita".
Ma Soseki che soffriva dell'esaurimento nervoso, non riuscì a scrivergliela e Shiki morì a 34 anni senza ricevere la risposta.

Tormentato dal fatto di non aver potuto esaudire l'ultima richiesta dell'amico, dopo il rientro in Giappone scrisse questo "Il diario della bicicletta", anche se non c'era più Shiki. 

Quando leggo questo "Il diario della bicicletta", mi sento oppressa dalla malinconia di cui Soseki soffrì a Londora nella solitudine, ma ancora più commossa dalla loro amicizia.

In autunno del 1902, ogni giorno Soseki faceva esercizi di bicicletta a Londra, quindi quando Shiki esalò l'ultimo respiro il 19 settembre, Soseki era alle prese con la bicicletta cadendo ripetutamente, senza saperne nulla della morte dell'amico.

Quando ricevette la notizia per posta alla fine di novembre, erano già passati due mesi. La notte fonda compose i cinque versi dedicati a lui di cui ne cito uno qui.

"Tamukubeki/senko mo nakute/kure no aki (Non ho gli incensi da offrirgli alla fine d'autunno)".
Inaspettatamente commossa, con il tè e i dolci miei preferiti ho indugiato nei vari pensieri...

23 set 2019

LA VERSIONE DI FENOGLIO

Il tempo vola e siamo già arrivati a metà settembre. Il caldo che sembrava interminabile è cessato finalmente e si sente l'aria autunnale un po' dappertutto.

Ora le giornate si sono accorciate e si fa buio presto, e la mattina e la sera le temperature sono scese.
L'altro giorno (il 13 settembre era la festa della luna piena), quando ammiravo la luna perfettamente rotonda dalla mia veranda, inaspettatamente ho sentito il canto di grilli.

L'estate è arrivato e se n'è andato senza che me ne accorgessi. È volato via letteralmente. Ma all'inizio di questo mese abbiamo avuto una piccola vacanza in Taiwan e ho potuto dedicarmi alla lettura a sazietà.
Il nuovo libro di Carofiglio è interessante e scorrevole come tutti i suoi libri.
Niente di speciale, da un incontro casuale di un vecchio carabiniere e il ragazzo ventenne nasce l'amicizia e il vecchio inizia a raccontare le sue esperienze investigative.
Mi piacciono i libri di Carofiglio perché sono semplici ma pieni di umanità e si descrivono bene i sottili moti d'anima e i caratteri dei personaggi.
Mi è piaciuto molto anche questo libro. Ma mi manca Guido Guerrieri...
In un giorno molto molto caldo ho letto questo libro mangiando un parfait bellissimo e buonissimo...

21 ago 2019

LA RAGAZZA DEL CONVENIENCE STORE

Questo romanzo è stato pubblicato nel 2016 e ha ricevuto un premio Akutagawa che è il più prestigioso fra i premi letterari giapponesi.

Il protagonista è Keiko, una trentaseienne che lavora in un convenienze store come una commessa part-time. Da 18 anni, anche dopo la laurea, lavora sempre nello stesso negozio dove ha iniziato a lavorare quando era studentessa. Non ha voluto trovare un lavoro fisso, né sposarsi. Non frequenta molto la famiglia né gli amici e non ha relazioni maschili.

Fin da piccola è sempre stata considerata una ragazza strana, sia a scuola che in famiglia, perché si è sempre comportata in modo diverso e i suoi comportamenti hanno creato forte imbarazzo alle persone che la circondano. I suoi familiari e le sue poche amiche d'infanzia sono preoccupati per lei e le consigliano di sistemarsi e mettere su famiglia o trovare un lavoro fisso. Ma lei non può trovare altra soluzione se non un progressivo allontanamento da tutto.

Ma quando ha iniziato a lavorare in questo negozio, qualcosa ha cambiato. Perché lì c'è un manuale che obbliga i commessi a parlare, muoversi, sorridere e rispondere ai clienti e bastava applicare le istruzioni di quel manuale. Applicando alla lettera il manuale e imitando i comportamenti delle altre commesse è diventata una commessa perfetta, e nel frattempo ha imparato l'arte di comportarsi come una persona normale. Si sente finalmente normale e ha pensato di aver trovato finalmente il proprio posto nel mondo. Da allora a furia di lavorare in questo negozio applicando il manuale, ha continuato a fingersi di essere normale e ha vissuto solo nell'universo circoscritto di questo negozio.

La sua vita è andata avanti così per tanti anni. Ma dopo 18 anni qualcosa inizia ad andarle storto. Perché il lavoro al convenience store è poco qualificato, il classico lavoretto di ripiego per gli studenti, le casalinghe e gli stranieri, quando tutti le chiedono perché ostinarsi a lavorare al convenience store, la scusa di essere cagionevole di salute non funziona più, e si rende conto che non è cambiato niente, e di essere tutt'ora etichettata "strana".

Quando si sentiva di trovarsi in un vicolo cieco, ha incontrato un uomo strambo, e la sua vita arriva ad una svolta...

Ma come si può vivere una persona come Keiko, incapace di adeguarsi alle convenzioni sociali in una società formale e conformista come quella giapponese? Innanzitutto che cos'è la normalità? Tutti devono conformarsi alle aspettative della società e della famiglia? E l'alieno come Keiko deve essere eliminato dalla società?Da cosa è condizionato ciò che riteniamo normale? Per quale motivo a volte ci preoccupiamo per quello che pensano gli altri?

Il tema è pesante, ma scorre bene perché la storia si svolge in un convenience store che è familiare e indispensabile a tutti noi. I konbini (l'abbreviazione in lingua giapponese del convenience store) diffusi capillarmente in tutto il Giappone, sono piccoli ma efficienti mini supermercati aperti 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Ricordo bene quando per la prima volta uno fu aperto vicino a casa nostra quando ero bambina. Ora ce ne sono circa 60.000 negozi in tutto il Giappone e quasi in ogni via se ne trova uno, ormai anche a me è diventato indispensabile. Ci entro non solo per comprare qualcosa, ma anche per spedire i pacchi e c'è anche il bancomat.

Al ritorno dalla stazione, se vedo la luce del konbini, non posso passarlo senza entrarci. E finisco per comprare i dolcetti e le bevande o le riviste che non sono indispensabili... Ma quando a notte tardi, non sono più aperti gli altri negozi, è molto utile, e a volte la luce sempre accesa del konbini mi conforta.

L'autrice di questo libro ha veramente lavorato per tanti anni in un convenience store. Quindi è molto dettagliata la descrizione del lavoro in un konbini ed è molto interessante sapere come si svolgono i lavori nei konbini…
Con quest'afa prendo solo i gelati e le bevande ghiacciate... 

4 ago 2019

KYOTO ANIMATION

Appena la stagione delle piogge se n'è andata, è arrivato il gran caldo, e da due settimane non ci abbandona...

In mattinata del 18 luglio in cui quel gran caldo sta per arrivare, il Giappone ha assistito ad un evento molto tragico e disastroso.
Un violento incendio, appiccato da uno squilibrato, ha devastato interamente il primo studio della Kyoto Animation a Uji, nella prefettura di Kyoto in Giappone, causando le 35 vittime e i 33 feriti e distruggendo tutti i materiali originali dei lavori dello studio.

Visto che per quella mattina, era in programma l'intervista della NHK (il servizio pubblico radiotelevisivo giapponese) ai membri di quest'azienda, era disattivato il sistema di sicurezza dell'ingresso da cui quell'uomo che ha 41 anni, si è introdotto, ha sparso la benzina e ci ha appiccato il fuoco.

Le fiamme divampate in un attimo d'occhio, esplodendo e emettendo il fumo nerissimo, hanno travolto l'intero edificio di tre piani e l'hanno ridotto in cenere insieme con tutti quanti che si trovavano dentro.

Al momento dell'incendio, all'interno dell'edificio c'erano 74 persone tra cui molti erano giovani e donne. In più, c'erano i noti registi e disegnatori che di solito lavoravano negli altri studi ma quel giorno sono venuti per concedere l'intervista alla NHK.

Mi vergogno molto, ma poiché non vedo i cartoni armati né leggo i fumetti, ho sentito per la prima volta il nome di Kyoto Animation, e non sapevo che nei sobborghi di Kyoto esiste una nota casa di produzione di cartoni animati come questa.

Secondo quello che ho saputo in questi giorni, la Kyoto Animation che ha circa 160 dipendenti, è stata fondata nel 1981 in cui la moglie del fondatore, insieme con le amiche casalinghe vicine ha iniziato ad accettare in subappalto i lavori della colorazione dei disegni dei cartoni animati. È diventata famosa per il loro lavoro accurato, e pian piano ha attrezzato lo studio e ha aumentato i membri. E ha iniziato a prendersi cura di tutte le fase di produzione di cartoni animati, cioè creare i personaggi, progettare e produrre i propri cartoni animati per il cinema e per la televisione.

Nel 2006 ha avuto grande successo con La malinconia di Haruhi Suzumiya, poi Lucky Star nel 2007, K-on! nel 2009, Sound! Euphonium nel 2015, La forma della voce nel 2016, Violet Evergarden nel 2018, ed è considerato una tra le migliore al mondo per il suo eccezionale comparto tecnico.
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Quando in questo settore ancora i molti lavoratori erano precariati per abitudine, questa azienda li ha assunti come i dipendenti regolari, e ha coltivato tanti giovani talenti. In questo senso questa azienda ha contribuito molto al cambiamento del settore.

Non sono ancora chiare le ragioni precise di quel gesto terribile, ma nel momento in cui l'attentatore è stato fermato dai poliziotti, disteso ma ancora cosciente sulla strada vicino allo studio incendiato, ha urlato: "Mi hanno rubato il mio romanzo, per questo l'ho fatto!”, (In seguito hanno scoperto che in passato quell'uomo aveva partecipato ad un concorso per romanzo bandito da quest'azienda, ma a causa della forma impropria dei manoscritti non era promosso nella prima prova dell'esame). Ma anche lui si è ustionato gravemente, è stato portato in ospedale ed è caduto in coma. Poi è stato trasferito in un ospedale specializzato nella prefettura di Osaka dove secondo alcune medie, ha ripreso la coscienza, ma ancora è in cure intensive e non è in grado di essere interrogato.

Anche quella mattina, in quello studio i dipendenti lavoravano serenamente come al solito, ma all'improvviso è accaduto questa cosa e probabilmente sono morti senza neanche sapere che cosa stava accadendo. Sono le persone che amano i cartoni animati e facevano il proprio lavoro seriamente e appassionatamente...

Quando un disastro è accaduto, si riferisce subito il numero delle vittime. Ma dietro questo numero, stanno soffrendo molto più persone. Queste vittime sono marito o moglie di qualcuno, padre o madre di qualcuno, figlio e figlia di qualcuno, amici e fidanzati di qualcuno e se immagino i dolori di questo qualcuno non ho parole e mi stringe il cuore.

Mi dispiace per le vittime e i feriti, mi dispiace che sono persi i giovani talenti e le tecniche innovate e accumulate nel corso degli anni.

Vedere le scene disastrose come questa è deprimente ma vedendole provo una rabbia. La rabbia per quell'ingiustizia. Come poteva accadere una cosa simile? Non so per quale motivo quell'uomo ossessionato aveva nutrito rancore così grande ed è stato spinto a compiere un atto così terribile. Ma qualunque ragione abbia avuto, non può assolutamente essere tollerato un atto irragionevole come questo. Eppure il colpevole è squilibrato e in più è in cura in ospedale... In questi giorni non sapevo come sfogare la mia rabbia e il mio dolore…

Nel frattempo le donazioni arrivate a quest'azienda hanno superato dieci milioni. Il presidente ha dichiarato la sua volontà di creare un parco commemorativo nel posto dove si trovava questo studio.
Ora sto sperando solo che tutte tutte le vittime riposino in pace e tutti i feriti si guariscano il più presto possibile…