20 lug 2016

VIAGGIO NEL TEMPO IN UN TEMPIO

L'altro giorno siamo uscite a passeggiare a Kyoto e abbiamo trascorso tanto tempo nel Ninnaji, un tempio buddista costruito nel 888 a Kyoto. E' il mio posto preferito. Ogni volta che arrivo qui, rimango sopraffatta da questa porta imponente.
Dentro questa porta Nio, una coppia di statue dei guardiani sorvegliano l'entrata.
Era una giornata afosa... da noi il grado di umidità sale spesso fino al 95 %... è un carattere del nostro estate.
E' sempre il verde che ci rilassa...
Il bello di questo tempio è questi giardini.
Regna una calma totale...
E qui abbiamo chiacchierato, chiacchierato e chiacchierato... ma non so quanto tempo siamo rimaste qui.
Sembra che il tempo si fermasse. Guardando questa vista non so in quale epoca siamo...
I palazzi sono collegati da questi corridoi che danno una impressione elegante.
La porta vista dalla parte interiore. Qui siamo in un altro tempo, ma oltrepassata quella porta ritorniamo al nostro tempo, moderno e frenetico...
E abbiamo concluso la passeggiata con un parfait al tè verde e ci siamo rinfrescate...

ANIMA E CUORE

E' uno dei capolavori di Soseki Natsume, pubblicato in Giappone nel 1914.
Il romanzo è diviso in tre parti dal titolo "Il masetro ed io", "I miei genitori ed io" e "Il maestro e il suo testamento morale". Le prime due parti sono narrate da "io" in prima persona, mentre l'ultima parte è composta dalla lettera del maestro.

Il romanzo è ambientato alla fine dell'epoca Meiji (all'inizio del '900). "Io", il giovane studente incontrò "il maestro" a Kamakura, un paese balneare durante le vacanze estive. E iniziò a frequentarlo ed a visitare la sua casa anche dopo il ritorno a Tokyo. Il maestro, distaccato e non amava parlare di sé, viveva con la sua moglie in una condizione di quasi isolamento. Ogni mese visitava la tomba di un suo amico. Il maestro gli diceva ripetutamente le cose enigmatiche e istruttive. E quando "io" dovette tornare al paese natale perché il suo padre era in gravi condizioni di salute, il maestro si raccomandò di discutere delle questioni dell'eredità prima della scomparsa del genitore.
Ritornato a Tokyo, "io" chiese insistentemente al maestro di raccontare del suo passato e il maestro gli promise di rivelarlo in un momento giusto. Poi di nuovo "io" tornò al paese natale dopo la laurea.

A casa degli genitori, "io" trascorse un periodo di tempo con la famiglia. Intanto le condizioni del padre si aggravarono e non gli permisero di tornare a Tokyo. "Io" scrisse le lettere al maestro, ma non ne ricevette la risposta per molto tempo. E quando le condizioni di salute del padre si aggravarono drammaticamente, arrivò una lunga lettera dal maestro. "Io" che ebbe intuito che fosse il suo testamento morale, partì istintivamente per Tokyo.

In questa lettera il maestro raccontò il suo passato. Il pessimismo e la sfiducia nei confronti delle altre persone che nacquero dalla disputa sull'eredità famigliare, della quale era defraudato dallo zio. E l'autoripugnanza che nacque dall'egoismo che portò il suo amico di cuore al suicidio. Poi il motivo del suicidio del maestro stesso.

Provo simpatia per "il maestro". Mi sembra di capire la sua solitudine, il suo pessimismo e la sua sfiducia verso gli altri.
Quando l'avevo letto per la prima volta (forse quando avevo 16-17 anni), ero rimasta colpita molto dal rapporto tra "io", il suo amico, e la sua moglie. Forse non capivo molto la quintessenza di questa storia. Ma ora, dopo tanti anni, rimango impressionata molto dalla vita del maestro. Sono presa da una emozione se penso agli anni che ho passato...

E' un libro bellissimo da non perdere...
Un momento di riposo con un dolce e un bicchiere di tè verde ghiacciante mi rende beata. Lo cerco sempre, anche mi manca il tempo...
Una polpetta di kudzu (farina di radice di kudzu, una pianta originaria del Giappone) farcita di marmellata di fagioli rossi è gommosa e molto squisita.

05 lug 2016

ZENZERO SOTTACETO

Il tempo continua a volare ed eccolo è arrivato Luglio.
In questi giorni fa molto caldo, anzi così è afoso che non si respira. Come se la stagione delle piogge se ne sia già andata.

L'altro giorno ho trovato gli zenzeri freschi al supermercato, e ne ho preso uno e l'ho messo sottaceto. Gli zenzeri freschi appariscono sul mercato da maggio ad agosto e contiene l'eucaliptolo, una sostanza organica naturale che aumenta l'appetito e alleviare la stanchezza.
Lo zenzero fresco.
Dopo essere sbucciato, viene tagliato a fette sottilissimi.
Viene "massaggiato" con il sale e viene sbollentato leggermente.
Il condimento è fatto di aceto, zucchero e sale.
Quando viene messo nel condimento, lo zenzero diventa leggermente rosa.
Eccolo pronto. E' buonissimo, mi piace molto. Lo zenzero anche migliora la circolazione sanguigna e riscalda i corpi.
E' proprio adatto all'estate caldo in cui si congela con l'aria condizionata.
La ruota panoramica più grande del Giappone (appena costruita vicino a casa mia ad Osaka) che ha 123 metri di altezza si staglia nel cielo azzurro. E' proprio il cielo estivo.

Quest'anno il caldo è arrivato a maggio in anticipo, e ora con quest'afa soffocante sono già stanca abbastanza... ma Agosto è ancora da venire, con questo passo come sarà...?

12 giu 2016

SHINCHA, TE' VERDE NUOVO

E' passato il mese di maggio molto caldo ed è arrivato giugno. Il clima passa dal caldo secco a quello umido... e se penso a quell'estate umido umido tipico giapponese, mi vengono le vertigini...

E ora è la stagione del tè verde nuovo.
Le foglie del tè verde che vengono raccolte dalla fine di aprile alla metà di maggio vengono classificate come il "tè verde nuovo".

In genere le foglie del tè verde contiene il tannino, la caffeina e la vitamina.
E quelle raccolte in questo periodo che conservano gli elementi nutritivi durante l'inverno e germogliano in primavera sono anche ricche di teanina che è correlata alla glutamina.

E' dolce, fresco e molto profumato, ed essendo di primo raccolto dell'anno, il tè nuovo è molto gradito. Poi la teanina riduce lo stress mentale e fisico e può produrre una sensazione di rilassamento.
Altro giorno per un po' di riposo mi sono fermata in questo negozio del tè verde di Kyoto che ha una storia di 300 anni.
Dietro il banco sono disposti tanti vasi per il tè... e c'è anche un'avviso "shincha".
All'interno del negozio c'è anche la sala da tè dove si può provare una tazza di tè verde.
Naturalmente ho scelto "shincha", cioè il tè verde nuovo. Nella teiere si versa l'acqua calda di 80 gradi e si aspetta per 40 secondi.
Le cameriere ci spiegano come si prepara il tè verde secondo i tipi delle foglie.
Era dolce e fresco... ed il dolce che l'ha accompagnato era a forma di foglia di acero verde.
Quello stendardo del "shincha" (verde, a destra nella foto) davanti al negozio ci fa sentire la stagione...
Ho comprato anche un pacchetto di quel tè verde nuovo e a casa l'ho preparato con l'acqua ghiacciata impiegando più tempo. Con l'acqua fredda la teanina (dolcezza) non viene distrutta e infusa abbondantemente mentre la catechina (amarezza) viene infusa meno, quindi si può preparare un tè verde dolce e saporoso.
Nel giardino di un tempio di Kyoto, i fiori di "amacha" sono in piena fioritura. Sono simili a quelli di ortensia, ma quelle foglie cotte al vapore, essiccate e infuse diventano un tè molto dolce che vengono utilizzate per le cerimonie buddiste.

E' arrivata anche la stagione delle piogge. I fiori di ortensia stanno bene alle piogge, ma quest'anno si prevede che non piove molto... ma come sarà...?

02 giu 2016

LE GALLINE PENSIEROSE

Ancora Malerba che mi piace molto.
In questo libro le galline pensano e parlano come noi, gli esseri umani. Queste galline sono così umane che a volte non riesco a ridere.
E' un libro piccolo, ma contiene le 155 brevissime storielle che sono comiche, ci fanno ridere, ma anche ci lasciano qualche amarezza.
Mi piace l'ironia di Malerba e mi è piaciuto molto anche questo libro.
E' arrivato giugno. Mi sembra che solo il tempo passi e io resti sempre nello stesso punto... comunque mi godo un attimo di riposo con questo buonissimo tiramisù.

VISITA DI OBAMA A HIROSHIMA

Il presidente americano Obama ha visitato Hiroshima il 27 maggio.
Dopo essere stato accolto dal premier giapponese Abe al Parco della pace, ha visitato il Museo del Parco dove sono conservati ed esposti i drammatici reperti del bombardamento atomico che non posso guardare in faccia. 
E qui ha lasciato un paio di gru di origami. Quando il premier Abe gli ha chiesto, "chi li ha fatti?", ha risposto, "li ho fatti io, anche se mi hanno aiutato".  
E ha depositato la corona di fiori al monumento e ha tenuto il discorso che mi ha suonato troppo vacuo e superficiale. Ha parlato il suo ideale, ma è assolutamente irrealizzabile, mi sembra.
Dice di lavorare per realizzare un mondo senza più l'atomica.
Ma ovunque egli vada, lo segue quella famigerata "valigetta nera" che contiene un dispositivo per ordinare l'uso di armi nucleari con la codice segreta.

Ora che in tutto il mondo esistono più di 20.000 testate nucleari, il suo mondo ideale non realizzerà mai. 
Ci sono i paesi che li possiedono e quelli che non sono permessi di possederli. E' pieno di ingiustizia, il nostro mondo. Noi, il Giappone, perdente della guerra (anche dopo 70 anni), non ne potrà mai armarsi, anche se ne è capace tecnicamente e economicamente. Nonostante che le testate nucleari della Cina e della Corea del Nord puntano contro di noi.
Dopo il suo discorso che è durato per circa 17 minuti, si è intrattenuto per qualche minuto con i due sopravvissuti alla bomba atomica.

Né la sua visita né il suo discorso non mi hanno lasciato nessuna impressione, ma il modo con cui hanno accolto Obama quei due sopravvissuti anziani mi ha commosso.
Vivi e vegeti, sorridenti e sereni, l'hanno salutato solennemente.

Video di pochi minuti che mi commuove anche adesso.

Uno di questi, Sunao Tsuboi, 91 anni, ha scherzato pure e ha fatto ridere Obama e Abe. E racconta, "Non voglio le scuse di Obama, solo stringergli la mano, senza odio…"

Anch'io penso che le scuse non hanno senso. Ho trovato strano che sui giornali stranieri, si parlava molto delle scuse. 
L'altro, Shigeaki Mori, 79 anni, commosso, è stato abbracciato da Obama.

Ma quanti pensieri e sentimenti accumulati negli anni hanno in cuore, ma senza dimostrarli per niente hanno parlato con Obama. Questi due anziani, mi hanno dato il coraggio.
Prima del suo arrivo a Hiroshima, pensavo che la sua visita non avesse nessun senso. Non volevo che questa città fosse utilizzata per i suoi meriti della fase terminale del suo mandato. Non mi piace la strumentalizzazione, né l'ipocrisia.

Ma secondo i sondaggi, la popolazione di Hiroshima è stata abbastanza contenta della sua visita. Forse la generosità ha prevalso sul rancore. E ne sono contenta.

Non so se la sua visita sia stata realizzata solamente dalla sua ambizione politica o in essa nasconde la sua sincerità seppur minima. Ma questo avvenimento mi ha fatto riconoscere quanto è orribile la guerra e quanto è prezioso la pace.

Tutte le foto postate qui sono state copiate dai vari siti dei giornali.

15 mag 2016

AOMOMIJI ACERO VERDE

Gli aceri che in autunno diventano rossi o gialli e ci rallegrano la vista, ora sono verdi freschi e bellissimi ugualmente.
Dappertutto si sprigionano la vitalità e l'energia e mi sembra un po' soffocata e un po' ravvivata quando respiro profondamente.
Le foglie che in autunno erano gialle e rosse e sono cadute tutte, ora sono rispuntate e verdeggiano così vigorosamente. La legge della natura è meravigliosa.
I fiori degli aceri sono così carini.
Sono volate via le vacanze attesissime "Golden Week" (qui in Giappone abbiamo tanti giorni festivi dal 29 aprile al 5 maggio, quest'anno era più lungo fino al 8), ed mi è già tornata la vita frenetica.
In questi giorni fa molto caldo e per rinfrescarmi ho preso un dolce freddo, la gelatina con la marmellata di fagioli rossi e la salsa del tè verde zuccherato.
Sono ancora molto impegnata e ho poco tempo per me stessa. Ora voglio cambiare il ritmo...

IL GIOCO DELLE TRE CARTE

E' uno della serie mia preferita di Marco Malvaldi. Non solo dei personaggi amabili, ma anche dei giapponesi che in questa storia figurano me ne sono divertita.

Stavolta la storia inizia con un personaggio giapponese che è appena arrivato in Italia per una conferenza. Durante questa conferenza internazionale, uno dei professori conferenzieri, il chimico giapponese viene assassinato e il protagonista di questa serie, Massimo viene coinvolto come sempre...

La trama non è molto complicata per cui scorre bene, ma io che sono scettica, sospettavo che un'altra persone fosse il colpevole fino all'ultimo momento.
Comunque è un libro divertente, leggero e proprio da passatempo.

Di questa serie ci saranno altri due libri che non ho ancora letto. Non vedo l'ora di leggerli...
Al caffè mio preferito...