17/nov/2014

PAESAGGI AUTUNNALI

In campagna di Okayama, ho trovato tanti paesaggi autunnali...
Le risaie.
Da questa parte il riso è già stato raccolto e in fondo ancora.
I kaki maturati sui rami... mi fanno venire l'acquolina in bocca...
I campi circondati dalle montagne...
Probabilmente fin dalla antichità questa vista non è cambiata...
Le foglie di ciliegi.
Le arance sono ancora acerbe.
Gli alberi "rossi" si susseguono lungo le rotaie...
Anche vicino a casa mia gli alberi di ciliegi hanno già iniziato a cambiare colore...
L'altro giorno mi è capitato di raccogliere delle patate dolci!
Da tanto tempo non l'avevo fatto, ma era divertente...
Le ho arrostite nel forno, era dolcissime...

Ora l'autunno così bello sta per andarsene...

L'ATELIER DEI MIRACOLI

Millie che ha 23 anni, vive da sola, ha una vita piatta e priva di amici, e i legami deboli con la famiglia, salta giù dalla finestra quando le fiamme di un tremendo incendio si insinuano nel suo appartamento.
Mariette che ha 40 anni e una vita apparentemente perfetta, una bella casa, un marito ai vertici della politica cittadina, due figli adolescenti, e una cattedra di Storia e Geografia in una scuola superiore, non sopporta più i suoi studenti né il preside, né suo marito, perde la pazienza e colpisce brutalmente lo studente che continua a burlarla…
Il signor Mike che è un barbone di mezza età, alcolista, ex militare dell'esercito ma un leader nel quartiere, un giorno viene aggredito…
Tre vite diverse, tutte sull'orlo della crisi che non avrebbero dovuto nemmeno sfiorarsi se non ci fosse stato l'atelier dei miracoli, un'organizzazione che prende in cario le persone in difficoltà sul piano morale e materiale e le aiuta a reinserirsi nel tessuto sociale, si incrociano e superando i dilemmi, i sospetti e l’angoscia, cercano a risollevarsi e riprendere in mano la propria vita.

L'idea è bello, ma per me la storia si svolge male soprattutto nella seconda metà… mi aspettavo di più, volevo che fosse scritto più accuratamente come sono andate le cose dopo che tre sono stati usciti dall'atelier dei miracoli…

Ad Osaka si è tenuta una mostra delle pitture originali di Thermeae Romae.
Non solo le pitture originali, ma c'erano i piccoli attrezzi per la scenografia del film...

06/nov/2014

PER TROVARE I COLORI AUTUNNALI A OKAYAMA

Siamo stati ad Okayama per una piccola vacanza.
E' il capoluogo dell'omonima provincia, situata a circa 180 km da Osaka.
Da Osaka ci si arriva in 45 minuti con lo shinkansen, il super-rapido che  ha appena compiuto 50 anni al primo ottobre.
La città di Okayama vanta il giardino Korakuen, uno dei tre più famosi giardini del Giappone.
In fondo, si vede il castello di Okayama.
Il giardino che fu creato nel 1700 misura 13 ettari. 
Una volta c'erano più risaie e campi, ma adesso rimane solo questo quadrato di risaie (il riso è già raccolto) e in fondo il campo di tè.
E' molto grande ed era una bella passeggiata.
Alcuni aceri hanno già cambiato colore.
Mi piace questa tonalità, mista di rosso, verde e giallo... un momento prima che tutte le foglie cambino colore...
Questo è un posto di riposo al cui centro scorre un corso d'acqua.
Non ho mai visto questo tipo di costruzione.
Dai palazzi si godevano la bellissima vista...
Poi attraversando il fiume ci si arriva al castello.
E' stato ricostruito dopo che era stato bombardato durante la guerra seconda mondiale.
Dal suo colore nero, si chiama anche "castello del Corvo".
Mamma mia... appena finito l'Halloween, sono già apparsi gli alberi natalizi e le illuminazioni e in un momento la città ha cambiato colore, dall'arancione al rosso e verde... ma ora l'autunno è al culmine, vorrei ancora godermi i colori autunnali...

LE LUCI NELLE CASE DEGLI ALTRI

E' un romanzo molto originale. 
Mandorla è la bambina di una madre piena di fantasia che lavora come amministratrice condominiale. Ma un giorno mamma muore cadendo dal motorino e lascia una lettera in cui rivela che la piccola Mandorla è stata concepita nel luogo comune del condominio dove si tiene la riunione condominiale che lei dirige e il suo padre è uno dei abitanti. 
Lei con tutti sapeva instaurare un legame intenso, ma nessun uomo non si costituisce, e i condomini, le cinque famiglie decidono di non rivolgersi al test di DNA, perché le conseguenze dell’esame potrebbero distruggere una delle famiglie, ma di crescere Mandorla tutti assieme. 

Mandorla, trasferendosi da un piano all'altro ogni due anni, cresce imparando tante cose dalle famiglie, sentendosi diversa dagli altri di sua età, e sperando di sapere chi sia il suo padre. 
E quel suo desiderio è straziato, disperato e molto triste… mi stringe il cuore davvero.

Il trama, di per sé è inconcepibile, ma è interessante sbirciare la vita quotidiana degli abitanti, ricchi di varietà - una zitella, una coppia di gay, una coppia che continua a litigarsi, gli sposi mal assortiti, e una famiglia apparentemente perfetta - attraverso lo sguardo di Mandorla. 
In ogni famiglia, anche se sembra bella e perfetta ci sono i mali e tutti ne soffrono ma fanno finta di nulla per non affrontare la realtà. 
Le luci nelle case degli altri, quindi non sono sempre calde da invidiare… e noi dobbiamo “inventarsi un destino anziché copiare quello di qualcun altro”…
E' sempre il dolce che accompagna piacevolmente la mia lettura... stavolta ho scelto la torta di fichi...

30/ott/2014

GIORNI LONTANISSIMI

Un po’ prima mi è capitato di visitare il liceo dove avevo studiato.
Mi aspettavo che la nostalgia mi assalisse mettendo piede negli edifici scolastici che avevo frequentato per tre anni, più di 20 anni fa. Ma niente.
Gli edifici che conoscevo non c'erano più ma in compenso quelli nuovi che sono stati costruiti 18 anni fa in occasione del centesimo anniversario della fondazione della scuola.
Per fortuna è rimasto intatto il monumento commemorativo di Shinobu Origuchi, un famoso etnologo, linguista e letterato che studiò in questo liceo dal 1899 al 1905.
Pure il cortile dove chiacchieravo con le amiche per ore e ore dopo le lezione ha cambiato l'aspetto.
Al contrario del silenzio regnato negli edifici scolastici (era domenica), era animato il campo dove i ragazzi, membri dei club di vari sport si allenavano.
Nel cortile i ragazzi si esercitavano nel tennis a palla morbida.
All'interno della palestra per gli arti marziali,
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si allenavano a Kendo.
Sulla bacheca per i club ci sono tantissimi messaggi... ci sono tanti club... di baseball, rugby, calcio, nuoto, sci, pallacanestro, pallavolo, tennis da tavolo, judo, kendo...
Anche i circoli culturali sono vari, teatrale, letterario, di chimica, di biologia, di matematica, di scacchi giapponesi, musicale,  di cerimonia del tè, di calligrafia...

A dire il vero, non ero studentessa attiva.
Non ero appartenuta a nessun club né sportivo né culturale. Non ho studiato seriamente. Non ho quasi cari ricordi, mi ricordo solo che leggevo i romanzi nascosti sotto il banco durante le lezioni, quasi per tutta la giornata…

Guardando quei ragazzi che si impegnano nei vari sport e nelle attività culturali, mi sono chiesta se mi fossi dedicata a qualcosa con passione e avessi avuto un'altra gioventù, adesso come sarei stata…?
Sono passati tanti ma tanti anni da quel giorno in cui proprio qui avevo trovato il mio numero nell'elenco dei promossi agli esami d'ammissione affisso al recinto...
La visita breve della mia vecchia scuola mi ha fatto pensare a tante cose...
In questi giorni la temperatura è scesa in picchiata e l'autunno si è inoltrato ancora...
Il dolce di questo periodo, il kurimushi yokan (marmellata di fagioli rossi con le castagne avvolta nella corteccia di bambù a vapore) accompagna una tazza ti tè fumante...

20/ott/2014

TEMPIO DI IMAMIYA E I DOLCI ANTICHI

Il tempio scintoista Imamiya si trova a nord della città di Kyoto.
Fu fondata nel 994, ed è molto popolare tra le ragazze nubili che vogliono sposare un uomo ricchissimo.
Si crede che questo tempio esaudisce questo tipo di desiderio.
L'origine di questa credenza è questa donna, Otama detto Keishoin(1627-1705). 
Nacque come figlia di un erbivendolo di questa zona, ma il terzo shogun Iemitsu Tokugawa si innamorò di lei, e lei diventò la sua concubina.
E partorì Tsunayoshi che sarebbe diventato il quinto shogun e come madre dello shogun, ascese al più alto rango.
Ma lei non dimenticava mai il suo paese natio, e contribuì alla ricostruzione di questo tempio che allora andava in rovina… 

Ora le ragazze vogliono avere un po' della sua fortuna visitando questo tempio che ha un legame con lei.
Nel tempio regnava il silenzio ed era piacevole passeggiare...
Ma il mio vero motivo della visita di questo tempio si trova oltre questa porta laterale...
Ecco, il mio vero motivo della visita è questi dolci, l'aburimochi. 
Gli spiedini di piccoli mochi (pasta di riso cotto a vapore e pestato) coperti di farina di soia tostata,
e arrostiti alla brace e spalmati di salsa dolce di miso (pasta di soia fermentata) bianco. 
La ricetta veniva tramandata di generazione in generazione gelosamente in famiglia. 

Davanti al tempio ci sono due locali che si trovano uno di fronte all'altro.
Uno fu fondato circa mille anni fa. 
E l'altro ha una storia di circa 400 anni.
E' difficile sceglierne uno, ma i dolci sono uguali.
Erano semplici, ma buonissimi…e sopratutto per me era straordinario assaggiare i dolci identici di quelli di 1000 anni fa...