29 gen 2016

MONTE KOYA 2

L'entrata principale dell'Okunoin, Ichinohashi.

Il luogo più sacro di Monte Koya è l'Okunoin dove si trova il mausoleo di Kukai, il monaco buddista che fondò questa città religiosa.
Oltrepassata l'entrata Ichinohashi questo sentiero di circa 2 chilometri ci conduce al mausoleo. A tutti e due i lati, si estende il cimitero immenso dove si trovano circa le 200 mila tombe.
Invece dall'altra entrata Nakanohashi, il mausoleo distante 1 chilometro.
Tra le tombe ci sono tantissime dei personaggi storici, si dice che qui ci sono le tombe del 60% degli signori feudatari. Tutti costruirono le tombe monumentali qui rivaleggiando. La sacralità particolare di questo posto li averebbe attirati qui...? 
Nonostante che ci siano le tombe dappertutto, tra gli alberi secolari regna la serenità.
Lungo il sentiero c'è anche il monumento di Matsuo Basyo (1644-1694), un grande poeta,e il monumento di Shiba Ryotaro (1923-1996), un grande scrittore.
Qui c'è un piccolo ponte Gobyonohashi. Prima di attraversarlo, si deve aggiustarsi i vestiti, fare un inchino e mettere piede nel luogo sacro con serenità. E al di là di questo ponte è vietato fotografare, bere, mangiare e fumare.

In fondo si trova il mausoleo di Kukai, si crede, in meditazione eterna dal 21 marzo del 835. Per cui ogni giorno per due volte viene offerto il pasto. E' stato continuato a portare dai monaci addetti a questo servizio per tutti i 1200 anni.
In questa città ci sono 117 templi e monasteri di cui 53 offrono l'alloggio ai pellegrini e anche ai turisti. E questi templi monastici si chiamano Syukubo. Dormire in un monastero è una esperienza unica e speciale.
La stanza. 
Il cortile.
Il giardino.
Le stanze con le bellissime porte scorrevoli. 
I pasti sono serviti dai monaci apprendisti. Nel Syukubo, i pasti sono vegetariani.
La cena vegetariana. Tutti i piatti sono preparati con cura.
Dopo la cena e il bagno, si può provare a ricopiare un sutra. Non è facile, i miei caratteri sono brutti, ma l'ho fatto concentrandomi...
Poi i monaci apprendisti vengono a preparare i futon (i letti).
Nel Syukubo la giornata inizia molto presto. Dalle 6 e mezza di mattina, siamo invitati a partecipare alle preghiere mattutine. Le voci dei monaci suonano divini in questa bellissima stanza per le cerimonie. Con l'aria gelida e limpida di mattina e il profumo di incensi, questo posto è magico e spirituale.
Quando torniamo alla camera, la colazione è già quasi pronta. Pure la colazione è vegetariana.
Sono affezionata a questo posto, ogni volta che ci arrivo mi sento serena, rilassata e purificata...

Tutti i conti tornano. Dopo l'autunno e l'inverno insolitamente caldo, è arrivato il gran freddo, il freddo che non avevamo mai provato. Per fortuna se n'è già andato, spero che non torni più... non vedo l'ora proprio che arrivi presto la primavera...

L'AMANTE GIAPPONESE

A dire il vero non mi aspettavo molto. Non sapevo quest'autrice peruviana. Solamente attirata dal titolo ho preso questo romanzo.

Ma è stato molto interessante.
All'inizio mi sono annoiata un po', ma man mano che andavo avanti, la storia si muoveva con sempre più slancio.

E la storia dell'amore di Alma che è ottantenne e sta trascorrendo gli ultimi anni della sua vita in una residenza per gli anziani facoltosi. E racconta al suo nipote Seth e alla badante moldava di questa struttura Irina, il suo amore segreto, ardente ma nascosto per tanto tempo con un giardiniere giapponese Ichi. 
In questa storia si intrecciano vari avvenimenti tragici e argomenti difficili, come i nazisti, i campi di concentramento statunitensi in cui gli immigrati giapponesi erano stati deportati durante la guerra seconda mondiale, la povertà con cui viveva la gente di Moldavia, l'omosessualità e la pedofilia.
Per me è un po' troppo, ma la bravura della scrittrice mi ha spinto ad andare aventi e sono stata coinvolta totalmente.

E' la storia dell'amore ma anche la storia di un'epoca sfortunata e difficile in cui la gente ce l'ha messa tutta per vivere.
Dopo la lettura ho preso questo dolce a forma di camelia, pensando al giardino curato dal giardiniere Ichi...


20 gen 2016

MONTE KOYA 1

Il portare Daimon dell'entrata della città.

Il monte Koya è uno dei luoghi più sacri del Giappone e si trova nella prefettura di Wakayama, a sud di Osaka, a circa 800 metri di altitudine.
E' una cittadina religiosa circondata dalle 8 montagne e fondata circa 1200 anni fa dal monaco buddista Kukai (774-835), col tempo è diventato un centro per gli studi e le pratiche del buddismo esoterico, ed è la sede principale della setta buddista giapponese Shingon.

Oltrepassato il portale Daimon la città si estende per 6 km da est a ovest e per 3 km da nord a sud e ospita non solo 117 templi e monasteri ma anche le case, i negozi, i ristoranti e le scuole (dall'asilo nido all'Università), comunque c'è tutto, non manca niente.
La zona centrale della città.

In città ci sono 117 templi monastici di cui 53 offrono alloggio ai pellegrini e ai visitatori.
In centro della città si trova il grande complesso Danjo Garan che è costituito da circa 20 diversi templi e proprio qui Kukai iniziò a fondare la città 1200 anni fa. 

Il Kondo è sede di importanti cerimonie religiosi. Nel tempo più volte fu vittima di incendi e la costruzione attuale è la settima ricostruzione dell'originale.
Il Konpon Daito fu costruito dal 816 al 877 come il simbolo del centro per gli studi. E' la prima pagoda costruita in stile Tahoutou in Giappone.
All'interno ci sono le bellissime colonne decorate.
All'interno del Danjo Garan ci sono tante bellissime costruzioni. L'ultima è il Fudodo ed è il tesoro nazionale.
Dentro il complesso c'è anche un tempio scintoista dedicato alle divinità scintoiste. Quando Kukai iniziò a costruire questo complesso dei templi buddisti, ne chiese il permesso alle divinità autoctone del luogo.
Il monaco buddista Kukai rispettò queste divinità autoctone (scintoiste) come i protettori e innanzitutto costruì questo tempietto in un posto più alto della zona e lo dedicò a loro. E in ogni epoca, per tutti i 1200 anni, i monaci buddisti hanno sempre venerato queste divinità autoctone.

Il scintoismo è la religione autoctona che fu nata in Giappone circa 2600 anni fa mentre il buddismo fu arrivato circa 1450 anni fa.
In Giappone queste due religioni, a volte sposandosi, a volte separandosi, hanno sempre convissuto e convivono anche adesso.
Il ciliegio che fu piantato da un poeta Saigyo (1118-1190).
Vicino al Danjo Garan si trova il tempio principale del buddismo Shingon, Kongobuji. All'interno sono conservati tante porte scorrevoli decorate da Kano Tanyu (1602-1674).
E' famoso anche per il più grande giardino secco, Banryutei, con 140 rocce che rappresentano una coppia di draghi che riemergono dalle nuvole per proteggere il tempio.

All'estremità della città c'è un altro tempio Kongosanmaiin che è un posto mio preferito.
Qui mi sembra che il tempo si fermasse...
La pagoda che fu costruita nel 1223 è la costruzione più antica tutt'ora esistente del monte Koya.
E' un luogo tranquillo dove non si accorge del tempo che passa...
Al monte Koya ci sono 7 entrate.
Alle donne era severamente vietato entrare in questa città sacra fino a quando è stato tolto questo divieto nel 1872. In compenso ad ogni porta della città c'era un tempietto per le donne. Questo è unico rimasto intatto, Nyonindo.
Ma quante donne salivano la montagna fino a qui e pregavano in questo tempietto senza potere raggiungere la città sacra...

*Le foto sono scattate da me a novembre scorso.