20 dic 2017

CHUSHINGURA, UCHIIRI DEI 47 RONIN

Quando arriva il 14 Dicembre, dicevamo "Oggi è il giorno di Uchiiri (incursione dei 47 ronin).
Una volta quando è arrivato Dicembre, sicuramente sono mandati in onda i teledrammi e i film di Chushingura (I 47 ronin) e avevamo tante occasioni di conoscere questa storia. Ma di recente non vengono trasmessi più, e temo che ora sia dimenticato quel giorno…
Hokusai
La storia di Chushingura che noi giapponesi amiamo sempre è un programma "Kanadehon chushingura" del Ningyo joruri (teatro dei burattini) o di Kabuki (teatro tradizionale) che fu scritto basandosi su una faccenda realmente accaduta nei primi anni del ⅩⅧ secolo. A partire dalla prima rappresentazione del 1748 ad Osaka che ebbe un grande successo, è stato continuato a essere messo in scena o in onda in tutte le forme di spettacolo fino al nostro tempo. Forse sarebbe il massimo capolavoro tra le storie di vendetta.

La storia inizia con un incidente in cui il signore feudatario di Ako (provincia di Hyogo), Asano Takuminokami tentò di accoltellare con la spada il vassallo diretto dello shogun, Kira Kozukenosuke nel grande corridoio (di pini) del castello di Edo (attuale Tokyo, dello shogun) il 14 marzo del 1701. In realtà lo ferì solo leggermente il fronte ma Asano fu immediatamente condannato a seppuku (squarciarsi il ventre) per questo tentato omicidio mentre Kira, considerato come la vittima, fu dichiarato innocente.

I sudditi di Asano trovarono questo verdetto ingiusto e inaccettabile, e tra loro i 47 sudditi, con Oishi Kuranosuke in testa detti "i quarantasette ronin di Ako", dopo molte peripezie fecero irruzione con le armi in mano nella dimora di Kira (a Tokyo) e lo uccisero il 14 dicembre del 1702. Nella storia viene narrata una serie di faccende fino ai seppuku dei 47 ronin.

Non è chiaro il vero motivo per cui Asano assalì Kira, ma l'ipotesi probabile è che Asano era molestato e vessato da Kira perché ebbe rifiutato di dargli una bustarella.

Dopo il seppuku di Asano dello stesso giorno dell'incidente, il feudo di Asano fu confiscato e la sua casata fu diseredata. E di seguito tutti i suoi uomini diventarono ronin (disoccupati senza padrone).
E quegli ex sudditi cercavano di risollevare la casata, ma la loro petizione non fu accolta. Così decisero definitivamente di vendicarsi dell'onore del loro padrone, e pianificando la vendetta aspettarono per un anno e nove mesi. Per ingannare tutti e fargli credere che ormai la voglia di vendicarsi fu passata, si sciolsero e ognuno andò per la propria strada ma segretamente si tenevano in contatto tra loro per prepararsi per la vendetta. Per un anno e nove mesi, questi ronin vivessero camuffando la propria identità. Qualcuno diventò il cuoco, altro l'artigiano o l'ambulante. Oishi divorziò la moglie e finse di essere ridotto a grande bevitore e giocatore d'azzardo a Ghion di Kyoto.
L'ochaya (luogo di ristoro e trattenimento) di Gion che Oishi frequentò a Kyoto.

E così raccolsero le informazioni e gli armi, e intanto decisero di eseguire la vendetta il 14 dicembre.

Quella notte, irruppero nella dimora di Kira e gli tagliarono la testa con la spada che Asano si era squarciato la pancia. Compirono la vendetta alla grande.

Da piccola mi piaceva una scena in cui i 47 ronin che hanno compiuto la vendetta con successo marciano in fila per andare al tempio Sengakuji dove avrebbero offerto la testa di Kira alla tomba di Asano. Tutti sfilano trionfalmente e i cittadini li accorgono con un applauso. Tra questi cittadini i loro famigliari e le loro fidanzate aspettano ansiosi di vedere i propri cari anche solo per un momento. E i ronin trovando i propri cari fra la gente, gli fanno un cenno con gli occhi. Tutti sanno che quei ronin sarebbero arrestati e condannati a fare seppuku (squarciarsi la pancia), quindi sanno che questa è l'ultima occasione di vedersi.
Pur essendo piccola, questa scena era commovente e languida e ogni volta che l'ho vista, mi sono venute le lacrime agli occhi.

Visto che in epoca di Edo (1603-1867), era vietato rappresentare faccende dei samurai (guerrieri) nelle opere letterarie né teatrali, anche questa storia era ambientata in un'altra epoca e i protagonisti erano raffigurati negli altri personaggi storici. Solo dopo il restauro di Meiji (1867), finalmente è diventato possibile rappresentare questa storia citando i veri nomi dei protagonisti.

Poi subito dopo la seconda guerra mondiale, sotto occupazione degli Alleati, era limitata severamente la libertà di parola e di pensiero. Per evitare la tendenza alla vendetta, anche le opere di Chushingura erano vietate di rappresentare né di pubblicare.

Nonostante molte vicissitudini, questa storia è sopravvissuta ed anche adesso continua a commuoverci. Perché in questa storia ci sono tanti elementi che piacciono ai giapponesi, come l'incitamento alle virtù e punizione del vizio, l'estetica di chi muore, la lealtà, la devozione, e la simpatia per il perdente.
Da tanto tempo non mi è capitata di vedere questo film né dramma, ma arrivato il 14 dicembre, anche questo anno ci ho pensato…
Dopo che sono spariti i colori appariscenti d'autunno, anche il fiume Kamo di Kyoto ha assunto l'aspetto completamente invernale.
Su quel fiume Kamo ci sono tanti ponti, ma sicuramente il Sanjo Ohashi è più famoso perché era il punto di partenza o il termine della via Tokaido che collegava Kyoto e Tokyo. Anche alcuni di quei 47 ronin partirono per Tokyo da qui?
Vicino al ponte Sanjo Ohashi, c'è una coppia di statue di Yaji e Kita. 
Sono i due protagonisti del famoso romanzo di Jippensha Ikku, Tokaidochu Hizakurige. Vanno in pellegrinaggio al santuario Ise, e visitano anche Kyoto e Osaka. Partendo da Tokyo e risalendo la via Tokaido, arrivano a qui Kyoto. Durante il viaggio fanno gli scherzi e scatenano disordini dovunque.

Dopodomani il 22 dicembre è il giorno di solstizio d'inverno. E' il giorno più corto dell'anno, e infatti ora si fa buio molto presto.

Quel giorno in Giappone mangiamo le zucche e mettiamo nella vasca da bagno i yuzu (bergamotto giapponese che ha un profumo molto buono e forte).
I yuzu che mi ha regalato l'amico di mio papà. Sono state coltivate senza pesticidi. 
A noi giapponesi piace molto il suo profumo. Viene utilizzato per la cucina e i dolci.
Ho trovato anche un dolce a forma di yuzu...

Poi arriva il Natale e arriva il capodanno. E' incredibile che mancano solo 11 giorni al 2018!

13 commenti:

SimonaEmme ha detto...

Qursto post è bellissimo! Emozionante! Colmo di storia, cultura, tradizione, tragedia e lealtà. Bellissimo davvero! E la teadizione di Yuzu/bergamotto mi affascina!

Semplicemente Io Shane ha detto...

Buongiorno, grazie per questo bellissimo e interessante post.
Non so come mai non riesci a diventare mio lettore fisso...ma ti da errore? A presto...un caro saluto!

Mirtillo14 ha detto...

Che bel post, fatto di foto, narrazioni, tradizioni a me completamente sconosciute !!!
Grazie di tutto ciò, è sempre interessante venire a conoscenza di ciò che accade fuori dal nostro mondo. Ricambio gli auguri di buone feste, con un abbraccio. Ciaoooo

Ariano Geta ha detto...

Conoscevo la storia dei 47 ronin in modo generico, è interessante sentirla raccontare in modo più completo.
E conoscevo anche Jippensha Ikku, che è protagonista di uno dei miei racconti di "Hiroshi Miura" ;-)
Se non ci sentiamo prima, auguri di buone feste a te e a tutta la tua famiglia!

Nyu Egawa ha detto...

Ho vagamente conosciuto la storia dei 47 ronin tramirte un film che però romanzava e fantasticava davvero molto la vera storia.

AnnMeri ha detto...

Anch'io ho sentito parlare della storia dei 47 ronin grazie ad un film di un po' di tempo fa.

vanessa varini ha detto...

Ciao 👋 innanzitutto bellissimo post, io ho visto il film 47 Ronin e la storia in parte la conoscevo già, ma non conoscevo le tradizioni giapponesi come mangiare la zucca e mettere nella vasca da bagno il bergamotto giapponese. Grazie per il commento sul mio blog, per iscriverti come mia lettrice fissa non serve iscriversi su google +, quando apri Blogger vai su Elenco di lettura e clicchi sul simbolo della matita dove c'è scritto blog che segui. Poi aggiungi il link del mio blog ➡ http://gattaracinefila.blogspot.it/
Comunque se non riesci non ti preoccupare.😘 Buone feste!🎄

Monica ha detto...

Bellissimo post come sempre! E' un piacere leggerti... interessante quel frutto, deve essere molto buono!

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Costantino ha detto...

Non conoscevo questa vicenda / leggenda, che affonda le sue radici nella tradizione, e in un Giappone che custodisce gelosamente il passato come un grande valore da tramandare.
Buon 2018 dal Piemonte, dove la pioggia ha appena liberato le strade ed i campi dalla neve di questo rigido inverno.

White Blossom✿ ha detto...

Titti, ho visto il film dei 47 ronin poco tempo fa in televisione. La scena di quando ritornano tutti insieme e salutano con lo sguardo i loro familiari è davvero commovente. Alla fine avrei voluto che dopo tante peripezie non facessero seppuku. Ma quando il giovane figlio di Kita si è salvato, ero contenta!!
Ho già visto i bellissimi templi qui vicino a Yokohama, ma a Tokyo non siamo ancora andati..
Auguro con affetto un buon 2018 a te e alla tua famiglia!!

Carlo ha detto...

Come sempre le tue descrizioni sono impeccabili ,Grazie. Saluti toscani
ps: Ti ho inviato una e-mail

Luisa Napolitano ha detto...

interessate questo post!

Titti ha detto...

@ SimonaEmme,
grazie!

@ Semplicemente lo Shane,
grazie, poi lo riproverò dopo.

@ Mirtillo14,
grazie!

@ Ariano Geta,
ma non lo sapevo!

@ Nyu,
è una storia molto commovente...

@ AnnMeri,
ma anche tu!

@ vanessa varini,
grazie per le istruzioni, dopo lo riproverò.

@ Monica,
grazie, ti piacerà sicuramente!

@ Costantino,
grazie, spero che il freddo non sia molto intenso...

@ White Blossom,
spero che stai godendo le vacanze in Giappone...

@ Carlo,
grazie.

@ Luisa Napolitano,
grazie!