06 mar 2017

MUSEO DI RAMEN ISTANTANEO

In periferia di Osaka c'è un museo un po' originale che è dedicato alla storia dei spaghetti istantanei e anche al suo ideatore Momofuku Ando.
Momfuku Ando(1910-2007) inventò il primo ramen istantaneo nel 1958.
Nel 1945, immediatamente dopo la Seconda Guerra Mondiale era difficile procurarsi il cibo. Ad Osaka completamente rasa al suolo Momofuku vide la gente malnutrita che faceva la fila per una ciotola di spaghetti in brodo e pensò: "Se si potesse mangiare a sazietà, si sazierebbe anche l'anima". Cioè volle creare qualcosa che potesse sfamare la gente rapidamente e facilmente.

Così nella capanna costruita nel giardino della casa, iniziò a realizzare il ramen istantaneo e provando i vari modi di giorno in giorno, alla fine inventò il primo ramen istantaneo nel 1958, cioè quel mitico "chiken ramen".
Basta metterlo nella ciotola, versarci l'acqua bollente e aspettare 3 minuti.

Mio padre diceva che era davvero impressionante l'avvento di questo prodotto. E anche adesso a volte lo prende con una certa nostalgia nonostante che ci sono tanti altri ramen più buoni.
Nel museo viene ricostruita fedelmente la bottega di Momofuku.
Si esprime che anche se non avessi gli attrezzi speciali, ma una buona idea, solo con gli utensili banali potresti inventare qualcosa di nuovo, anche a livello mondiale.
All'inizio questo chiken ramen veniva prodotto quasi a mano. Ma poi acquistò una enorme popolarità e fu costruita una fabbrica mirata a produzione in serie. E quando la televisione fu diffusa, iniziò a trasmettere gli spot pubblicitari.
E negli anni 60 iniziarono ad apparire i supermercati che rivoluzionarono il sistema della distribuzione, e i chiken ramen confezionati in sacchetto di plastica erano adatti per vendere nei supermercati.
Iniziarono una ricerca per inventare un ramen istantaneo che si può mangiare anche all'estero dove non c'è l'abitudine di mangiare con le bacchette e la ciotola e nel 1971 commercializzò il cupnoodles, cioè il ramen istantaneo in coppetta di polistirolo che si può mangiare "in qualunque momento e dovunque". Basta versarci l'acqua bollente e aspettare 3 minuti. Non c'è bisogno ormai della ciotola.
E l'incidente del monte Asama aumentò la vendita dei cupnoodles drasticamente. Ogni giorno veniva trasmessa in diretta l'immagine dei membri della polizia antisommossa che mangiarono i cupnoodles in piedi durante l'accerchiamento della baita ai piedi del monte Asama, dove la Rengō-sekigun (United Red Army) si trincerò con una donna in ostaggio dal 19 al 28 febbraio del 1972 e questo cupnoodles attirò l'interesse della gente.
Negli anni 80, con i ramen istantanei iniziò a contribuire agli aiuti alimentari nelle aree colpite dalla carestia, dai disastri come i terremoti o dalle guerre.
Poi questo ramen istantaneo è arrivato anche nello spazio nel 2005 con lo space shuttle Discovery. Si chiama "Space ram" e viene esposto qui.
Quello che è stato inventato per sfamare la gente ora è arrivato nello spazio...
In fondo del museo c'è My Cup Noodle Factory dove si può creare il proprio ramen scegliendo il tipo di brodo e gli ingredienti e anche decorando la propria coppetta.
Si compra una coppa dal distributore automatico.
E si disinfettano le mani.
Si decora la coppa.
Poi si mette una porzione di ramen nella coppa.
Poi scegliamo 4 tra 20 ingredienti.
Poi facendo passare la coppa nelle varie macchine, viene coperchiata e coperta dal cellofan.
Eccolo, nella borsetta per portare via.
C'è anche uno spazio per provare a mangiare i vari prodotti.
L'albero che è stato piantato dall'astronauta Soichi Noguchi con cui arrivò nello spazio lo Space ram. Lui è il sesto astronauta giapponese e anche dal 2009 al 2010 ha partecipato alle missioni di 6 mesi sulla stazione spaziale internazionale.
Qui sono esposti dei prodotti cronologicamente.
Invece qui è ospitata una vasta collezione del ramen istantaneo venduto nel corso dei secoli e in tutto il mondo.
Il ramen istantaneo che nacque in Giappone, ora in un anno si mangiano circa 100 miliardi di porzione nel mondo. E i cupnoodls sono in vendita in più di 80 paesi del mondo. Purtroppo in Italia non si vendono, ma "Saikebon" che sono realizzati in collaborazione con un'altra azienda giapponese.

E' bello poter mangiare rapidamente e facilmente, sopratutto è gradito agli studenti che studiano fino a notte fonda o alle persone che non hanno tanto tempo.
A dire il vero, non mi piace molto questo tipo di prodotti, ma mi ricordo bene di quando ero piccola e salivo su una montagna (non molto alta ma comunque innevata) con mio padre in inverno, portavamo questi cupnoodles e l'acqua bollente nel thermos in zaino e raggiunta la cima lo mangiavamo per riscaldarci. Era molto ma molto buono...

Visitando questo museo e ricordando quel ramen mangiato in cima della montagna innevata, dopo tanto tempo mi è venuta voglia di prenderlo...

16 commenti:

Mirtillo14 ha detto...

Ma che cosa curiosa la storia di questi ramen. Se ho capito bene , sono simili agli spaghetti ma, invece di farli cuocere una decina di minuti, qui basta versarci sopra l'acqua bollente e aspettare tre minuti e sono pronti !!! Un post molto interessante su argomento del quale ignoravo tutto. Un saluto

Ariano Geta ha detto...

Pensavo che il ramen istantaneo fosse più "antico", non immaginavo che si trattasse di una variante recente del piatto tipico. Comunque originale il museo, sicuramente io andrei all'ultima sala e mi creerei subito un barattolo di ramen personalizzato :-D

edvige ha detto...

Conosco i ramen ed anche quelle confezioni che sono in vendita nei supermercati ma decisamente almeno quelli che trovo qui lasciano molto a desiderare.
Preferisco acquista i noodles e poi fare l'insieme. Certe confezioni originali li trovo in Austria qui almeno Trieste non se ne trovano ma adesso ha preso piene queste confezioni che butti l'acqua bollente ecc. speriamo che arrivino anche quelli buoni.
Grazie delle informazioni non sapevo tutta la storia. Buona serata.

Simona [Ciccola] ha detto...

Fantastico! Io adoro il ramen, ogni tanto prendo quelli istantanei e me li porto a lavoro per la pausa pranzo.

Nyu Egawa ha detto...

Esiste un museo del ramen istantaneo????? Che meravigliaaaaa.. che buonooooo!

AnnMeri ha detto...

Vorrei proprio creare e decorare il mio ramen! Che bel museo!!

stefanover ha detto...

ma sai che mi hai fatto voglia di provarlo, spero di trovarne uno senza animali, dato che rispetto la vita altrui, comunque complimenti per il resoconto, interessante e storicamente completo.

Ely Volpe Artica ha detto...

non pensavo che dietro ai semplici ramen istantanei si celasse una storia così interessante...non sono un'appassionata, ma potrei provare quelli saikebon per rendere onore all'inventore!

Costantino ha detto...

se non sbaglio c'è un supermercato qui vicino che vende il Saikebon. Se così è,lo compro.
Una bella vicenda di fame, di cibo, di cucina che unisce forse Italia e Giappone.
Ed è importante scoprire delle affinità tra due mondi così apparentemente diversi,

White Blossom✿ ha detto...

La prima volta che ho sentito parlare dei ramen è stato quando mio figlio mi ha chiesto se avrebbe potuto trovarli qui a Genova. Ed era qualche anno fa. Ora possiamo mangiarli facilmente comprando "Saikebon" o nei ristoranti cinesi-giapponesi che adesso si possono trovare più numerosi.
Interessante il museo e non sapevo che il ramen istantaneo risalisse al 1958!
A presto...

Monica ha detto...

Oh ma dai, persino un museo! Anche da noi si trovano del ramen istantaneo, ma credo sia molto diverso dal vostro. Qui, è più che altro una porcheria incolore-inodore-insapore resa "appetitosa" da coloranti ed aromi industriali di ogni tipo! Spero prima o poi di poter venire in Giappone per poter gustare del VERO ramen, istantaneo e non!

L'angolo della casalinga, ricette veloci e facili

Carlo ha detto...

Ora mi sento un erudito del ramen istantaneo. Saluti toscani

Titti ha detto...

@ Mirtillo 14,
con questi prodotti almeno si può mangiare facilmente e velocemente...

@ Ariano Geta,
vorrei vedere come tu decori questa coppa...

@ edvige,
ma comunque queste cose sono per chi non ha tempo e vuole mangiare velocemente, quindi non sono molto buoni rispetto ai ramen veri (non istantanei). Ma comunque spero che ti piaccia...

@ Ciccola,
ma li mangi in ufficio! Sei come giapponese!

@ Nyu,
è molto originale, no?

@ AnnMeri,
sarà fantastica la tazza decorata da te!

@ stefanover,
spero che possa trovarli vegetariani...

@ Ely Volpe Artica,
spero che ti piaccia...

@ Costantino,
infatti, alla fine non siamo così diversi...

@ White Blossom,
ma vi piacciono i ramen! Forse tuo figlio ha mangiato tanti ramen buoni a Tokyo...

@ Monica,
infatti, questi prodotti sono completamente diversi da quelli veri ramen, ma per chi non ha tempo ma vuole mangiare qualcosa velocemente e facilmente è molto utili...

@ Carlo
Spero che ti piaccia...

Lunaria ha detto...

Buono ...mangio spesso il ramen istantaneo!

Titti ha detto...

@ Lunaria,
ma ti piace!
Come stai?
Grazie per avermi lasciato il messaggio...

Titti ha detto...

@ Lunaria,
ma ti piace!
Come stai?
Grazie per avermi lasciato il messaggio...