2 ago 2013

IL SIGNORINO

Prima della partenza per Matsuyama, una cittadina in Provincia di Ehime, ho ricordato che ci fosse "Il signorino" di Soseki Natsume tra i libri che avevo comprato in Italia, a maggio.
E subito l'ho letto, per ricordare bene i dettagli della storia.
Ma ho goduto moltissimo della lettura come l'avevo letto quando ero bambina.
E' un romanzo davvero divertente.

A dire il vero, volevo "Sanshiro" dello stesso autore, ma non l'ho potuto trovare né a Firenze né a Roma. In compenso ho comprato questo "Il signorino" che ho trovato per caso.
Che coincidenza, allora non pensavo che mi sarebbe capitato di visitare Matsuyama in cui quella storia si svolge.

"Il signorino" ovvero "Bocchan" è un romanzo scritto nel 1905 da Soseki Natsume, un grande scrittore giapponese ed è uno dei romanzi più popolari e più letti in Giappone.

E questa storia è basata all'esperienza personale dell'autore che si trasferì a Matsuyama come l'insegnante d'inglese.
Il protagonista, Bocchan appena laureato a Tokyo dove fu nato e cresciuto, arrivò ad un liceo di Matsuyama come il nuovo insegnante di matematica.
E lì trovò vari problemi, dalle monellerie dei bulli, il preside conformistico e indeciso, un collega astuto che pensava solo ai sui interessi, i lustrascarpe, le risse, agli intrichi d'amore dei colleghi. Ma per la sua temerarietà e ingenuità Bocchan li affrontò con determinazioni.

Innanzitutto i caratteri dei personaggi sono molto divertenti e i nomignoli che Bocchan gli affibbia sono spiritosi. Poi lo stile di questo romanzo è più popolare degli altri romanzi di Soseki. In più si sente molto l'aria dell'epoca di modernizzazione. Senz'altro è il più letto e amato romanzo di quest'autore.
La carrozza del tram che correva dal 1888 per 50 anni. Anche Soseki e un grande poeta Shiki Masaoka lo prendevano.
Anche nella storia è apparsa.
 "Trovai subito la stazione. Anche comprare il biglietto fu presto fatto. Salii su un trenino i cui vagoni mi parvero come le scatole di fiammiferi.... "
Il manoscritto (purtroppo fotocopiato) di questo romanzo.
Che commozione, si vede quel famosissimo brano iniziale, "Oyayuzuri no muteppo de kodomo no koro kara son bakari shiteiru... (Fin da quando ero bambino, il temperamento irriflessivo che ho ereditato dai miei genitori mi ha causato un sacco di guai....)".
La stazione termale storica che Soseki e vari personaggi frequentavano. Fu costruito nel 1894.
Anche nella storia Bocchan frequentò con l'asciugamano rosso sulla spalla.
E' un palazzo caratteristico e bellissimo.
La camera dove Soseki si riposava rimane intatta.
I Dango (dolce) che Bocchan ne ha mangiato due e viene preso in giro dagli studenti.
In seguito, a Bocchan fu vietato mangiarli dal preside.
Erano buonissimi. E' più che naturale che Bocchan ne mangiò due...
Ne abbiamo una scatola e li abbiamo divorati.

5 commenti:

Ariano Geta ha detto...

"Sanshiro" l'ho letto, nell'edizione della Marsilio. É uno dei romanzi di letteratura giapponese che mi è piaciuto di più.
"Bocchan" mi manca, e questo post mi hai incuriosito...

Nyu Sumeragi ha detto...

Quel libro l'ho visto in libreria, la copertina aveva attirato la mia attenzione ma non ero andata lì per comprare quindi non l'ho preso. Magari la prossima volta lo compro! :)

Pupottina ha detto...

povero Bocchan! come si fa a proibire i dango? sono così invitanti ^___^
è un libro che non ho letto.
anche tu leggi tanto come me ;-)

Lunaria ha detto...

Potresti consigliarmi qualche scrittore giapponese che viene tradotto in italiano? Grazie mille

Titti ha detto...

@ Ariano Geta,
ma l'hai letto! Anche a me piace molto "Sanshiro. Ora devo trovarlo, nell'edizione della Marsilio...

@ Nyu,
è una storia divertente, ti piacerà...

@ Pupottina,
infatti! Al posto suo non potrò farmela...

@ Lunaria,
Prima di tutto, ti consiglio Mishima Yukio. Poi anche questo Natsume Soseki e Tanisaki Junichiro mi piacciono... comunque ti scriverò con calma...