18 lug 2019

ISCHIA, SORRENTO E NAPOLI

Ancora è un posto per ripensare alle nostre vacanze di maggio
Ad Ischia abbiamo passato una giornata alle bellissime terme.
In questo parco termale ci sono più di 20 vasche, tra cui tre sono con l'acqua di mare.
Naturalmente abbiamo provato "il bagno giapponese". Non sapendo perché si chiama così, ne eravamo curiosi. La vasca è disseminata di ciottoli su cui si cammina.
A dire il vero, per evitare di abbronzarmi, ero rimasta nell'ombra per quasi tutta la giornata, ma mio marito si è divertito pienamente a provare varie vasche e le saune.
A Sant'Angelo, ci siamo persi a sazietà per i vicoli simili al labirinto.
Abbiamo visitato anche il castello aragonese.
Era un posto bello, ma sono rimasta sorpresa per la notizia recente del sequestro.
A Sorrento mi è piaciuto questo sentiero che ci porta alla Marina Grande.
Diversamente dal centro della città, questa zona è tranquilla e mi sono trovata bene...
La grotta dello smeraldo era chiusa...
A Positano abbiamo trovato un meraviglioso panorama.
A Napoli per la prima volta abbiamo visitato il museo archeologico.
Era impressionante questa opera di Caravaggio "Le sette opere delle misericordia" al Pio Monte della Misericordia.
La luce che esaltava le opere al buio della cappella aveva un buon effetto.
Ma ammirarla dal finestrino della Sala del Corretto che si trova al primo piano era eccezionale.
Quest'anno il clima è anomalo e qui ad Osaka la stagione delle piogge è arrivata in grande ritardo. In genere dovrebbe arrivare nei primi giorni di giugno, ma quest'anno l'arrivo è stato annunciato ufficialmente il 26 giugno. Questo ritardo è un record da quando hanno avuto inizio le rivelazioni.
Nelle altre regioni hanno piovuto tantissimo, purtroppo provocando i danni, da noi, anche dopo l'annuncio dell'arrivo, piove poco e qualche volta ho pensato che fosse già arrivata l'estate.

Ora sta arrivando un tifone che porterà le precipitazioni abbondanti. Spero che non provochi i danni... ma quando arriverà l'estate vera e propria?

La bomba d'acqua, i tifoni sempre più potenti e anticipi, le temperature anomale... mi sa che di anno in anno il clima diventi sempre più irregolare...

2 lug 2019

DIETRO LA PORTA A VETRI

È l'ultima raccolta di saggi di Soseki, pubblicata a puntate sul giornale nel 1915, un anno prima della sua morte.

Scrive di se stesso, dei ricordi e delle cose accadute quotidianamente. In quel periodo era in convalescenza ed in cura a casa, e attraverso le conversazioni con le persone che vennero a trovarlo, si possono intravedere la sua natura brusca ma onesta e i suoi sentimenti delicati.

Il stile di Soseki è bellissimo. Ogni volta che leggo le sue opere, rimango meravigliata della sua abilità. Anche in questo libro, gli avvenimenti quotidiani e banali sono descritti in modo bellissimo. E non solo gli avvenimenti piacevoli ma anche quelli incresciosi, raccontati attraverso la penna di Soseki, appaiono belli ai nostri occhi, come se fossero avvenuti realmente davanti ai nostri occhi. Anche i pensieri e i moti d'animo dei personaggi ci arrivano direttamente come se leggessimo nel loro cuore.

Sopratutto anche gli episodi di quando era bambino sono raccontati in modo semplice e un po' distaccato, ma mi sembra che siano più belli e più commoventi. Sopratutto mi piace quel capitolo in cui scrive di sua madre.
In un periodo noioso di convalescenza in cui non stava molto bene, e forse consapevole della morte non molto lontana, spesso gli tornarono in mente la sua famiglia, la casa dove abitava da bambino, gli amici, i vicini di casa...?

E penso che l'ultimo capitolo è più bello.
Inizia con la descrizione di una domenica mattina serena e ordinaria. Poi nella casa deserta Soseki inizia a rimuginare quelli che ha scritto nelle puntate precedenti. Gli sembrano inutili, si pente di averli scritti, vuole ridere la propria stupidità e disprezza se stesso. È impressionante il contrasto tra la serenità quotidiana e i conflitti nel suo cuore. Ma poi finisce in modo sereno e bellissimo.

"Ora che sia la casa che il mio cuore sono immersi nel silenzio, spalancherò la porta a vetri e finirò a scrivere questo manoscritto, estasiato ed avvolto dalla serena luce primaverile. Dopo di ciò, voglio fare un sonnellino appoggiandomi un po' con i gomiti sull'engawa (veranda al pianoterra che da sul giardino)"

Queste ultime righe mi fanno venire le lacrime agli occhi.
Ma che bellissime frase, che bellissime espressioni e che bellissimo stile.

Quando ero giovane preferivo Mishima Yukio e Tanisaki Junichiro. Ma con gli anni adoro sempre di più Natsume Soseki. E leggo i suoi romanzi immedesimandomi nei suoi personaggi, come Shirai Doya di "Raffiche d'autunno", Sunaga Ichizo di "Fino a dopo l'equinozio", il giovane artista di "Guanciale d'erba", il maestro di "Il cuore delle cose" e tanti altri. E con questi saggi, mi sono immedesimata in Soseki stesso.

Mi dispiace solo che questa versione, secondo me, non è da pubblicare. Purtroppo non c'è nemmeno una pagina in cui non ci sono errori. I nomi propri scambiati i nomi comuni e tradotti in modo strano, le cose avvenute non sono avvenute o le cose non avvenute sono avvenute in questa versione (molto spesso), gli aggettivi per descrivere il tempo scambiati quelli per descrivere il luogo... Quando ho iniziato a leggere, subito mi sono accorta che qualcosa non andava bene. Ho pensato: "Questo non è quello che conosco". E ho tirato fuori la versione originale in giapponese dal mio scaffale e ho letto ogni paragrafo alternativamente in entrambe le versioni. Naturalmente se si tratta della traduzione, spetta al traduttore scegliere le espressioni, le frase, le parole liberamente. Ma se il contenuto è cambiato, mi sembra che ci sia problema...

Comunque questi saggi sono bellissimi, li rileggerò ripetutamente....
In centro di Osaka le automobili sono sparite. Non si vedrà più questa vista.
Alle stazioni le pattumiere e gli armadietti con chiave erano inutilizzati.
Per ospitare il G20, per 4 giorni ad Osaka sono stati introdotti vari provvedimenti sulla sicurezza, sopratutto le severe restrizioni al traffico stradale. Ci aspettavamo di trovarci a disagio con la congestione del traffico, di conseguenza per esempio con le consegne a domicilio con il ritardo, ma invece tutti si sono astenuti dal prendere l'automobile e le strade erano piuttosto deserte. A casa mia i servizi di consegna a domicilio sono arrivati puntualmente.
Comunque, ora finalmente è tornata la normalità. Meno male...

15 giu 2019

FORIO

I giorni passano a velocità incredibile e le mie vacanze in Italia sono diventate sempre più lontane. Ora vorrei rievocarle, prima che sbiadiscano.
Ad Ischia ci siamo fermati a Forio. Da Ischia Porto dove siamo arrivati con l'aliscafo, abbiamo preso l'autobus per circa 20 minuti.
La via principale è animata con tanti negozi di souvenir e bar.
All'estremità della via principale, a picco sul male sorge la chiesa del Soccorso. Avevo visto la sua foto da qualche parte, ma era molto carina e romantica.
La causa più grande per cui avevo deciso di soggiornare qui anziché ad Ischia Porto era stata questa chiesa.
Purtroppo era in restauro ed era coperta dall'impalcatura... ma qui ho assistito a un bellissimo tramonto.
Dalla via principale si diramano le strette vie in tutte le direzioni.
Mi piace perdermi per le vie come fossi nel labirinto, ma ho fatto fatica di frenare le mie gambe che non volevano fermarsi. Non so fino a che punto potrei inoltrarmi nelle zone residenziali dove la gente vive tranquillamente. Penso che i turisti non devono disturbare la vita della gente...
Se potessi, vorrei passeggiare ogni giorno per la via come questa, sotto l'albero del limone...
Allontanandosi un po' dalla via principale, si arriva alla zona dove ci sono le campagne.
A Forio ci sono tante torri di avvistamento, costruiti dai saraceni.
La più grande è il Torrione. Dentro c'è il Museo Civico.
Quando ero giovane, in Italia correvo sempre. Volevo vedere tante cose, volevo visitare tanti posti, volevo fare tante cose... ma con gli anni ho perso le forze fisiche e in questi anni il nostro stile di viaggiare è molto cambiato... 
Stavolta non abbiamo fatto niente di speciale, abbiamo trascorso tanto tempo a guardare il mare da questa terrazza o passeggiare.

Gli abitanti di Forio sono molto simpatici e mi hanno parlato molto spesso. I piatti a base di pesce erano squisiti. Nonostante la chiesa in restauro e il mal di mare all'andata e al ritorno, mi sono trovata benissimo a Forio...

29 mag 2019

FINO A DOPO L'EQUINOZIO

È un romanzo di Soseki pubblicato nel 1912.
È composto di alcuni brevi racconti che apparentemente ognuno sono indipendenti ma sono collegati da alcuni protagonisti. Ogni capitolo ha uno stile proprio e un punto di vista proprio e come un romanzo sembra non essere ben organizzato, ma in tutta l'opera insegue coerentemente l'egoismo umano e la solitudine come negli altri suoi romanzi.

Dall'incontro tra Keitaro, un giovane appena laureato, romantico e insofferente alla mediocrità e un uomo misterioso ma ricco di esperienze della vita, alla vicenda amorosa tra Sunaga (l'amico di Keitaro) e la sua cugina Chiyoko, poi al segreto della nascita di Sunaga, tutto scorre bene.

Questo romanzo fu scritto in un'epoca in cui la situazione mondiale era sempre più confusa e anche il Giappone iniziò a essere coinvolto nelle circostanze cariche di tensione che trascinarono il mondo alla guerra mondiale. E in questa opera sono descritte anche queste circostanze.
Ma come Soseki scrisse nella premessa, "Non mi piace neppure decantare la modernità delle mie opere. A mio parere coloro che smodatamente desiderano oggetti all'ultima moda si trovano solo nei negozi Mitsukoshi (grande magazzino), tra gli yankee, e tra alcuni scrittori e critici dei salotti letterari. Non voglio connotare le mie opere prendendo a prestito tutti i vuoti vocaboli alla moda di cui si abusa nei circoli letterari", è una opera che non perde la brillantezza anche dopo più di 100 anni.
In questo mese continua a far bel tempo e far caldo come se siamo in estate. Stiamo già soffrendo il caldo ma dappertutto è pieno di verde ed è veramente rilassante vedere la luce del sole brillare sulle foglie degli alberi...

14 mag 2019

FUGA DALLA REALTÀ

Il tempo vola e la stagione è cambiata ancora mentre me ne accorgevo...
Dopo la caduta dei fiori di ciliegio, le foglie tenere che erano spuntate sui rami sono diventate sempre più scure e rigogliose.

In questo periodo sono stata molto occupata e non avevo tempo per dedicarmi a me stessa... ma per fortuna alla fine d'aprile ho potuto prendere le vacanze e siamo partiti per l'Italia, stavolta per Ischia.
Visto che ero troppo stanca fisicamente e mentalmente, non avevo potuto informarmi sui posti dove avremmo visitato, né programmare l'itinerario né prepararmi...
Ma appena arrivati ad Ischia, ci è piaciuta subito questa isola e ci siamo trovati benissimo.
Non abbiamo fatto quasi niente, ma abbiamo trascorso ore e ore solo guardando il mare alle spiagge, al bar, alla terrazza della camera dell'albergo e anche alle terme...
I paesaggi meravigliosi, l'atmosfera tranquilla e la gente accogliente e simpatica piano piano mi hanno smaltito tutta la stanchezza...
Ci sono arrivata esausta ma ne sono ripartita rinvigorita. ringrazio di tutto cuore questa bellissima isola...