26 feb 2015

1615 UN GIAPPONESE IN VIAGGIO VERSO ROMA

E' un libro molto interessante, scritto su Hasekura Tsunenaga (1571-1622), un samurai giapponese ed servitore di Date Masamune, il signore feudale di Sendai. E fu il primo ufficiale giapponese mandato in Europa. 

All'epoca vi furono due "ambascerie" giapponesi al Papa, una che raggiunse Roma nel 1585, ricevuta da papa Gregorio XIII e da Sisto V; una nel 1615, ricevuti da Paolo V. E il delegato della seconda fu Hasekura.

Quando Date fece costruire una nave di 500 tonnellate chiamata San Juan Baptista, e decise di inviare l'ambasciata in Europa, Hasekura fu designato il delegato e insieme ad un missionario francescano Luis Sotelo e altri membri partì per Roma nel 1612.

L'obiettivo di quest'ambasciata era discutere gli accordi commerciali con la corona spagnola a Madrid, e di incontrare il Papa a Roma. 

La nave che partì il 28 Ottobre del 1613 con circa 180 persone a bordo, tra cui 10 samurai dello shogun, 12 samurai di Date, 120 commercianti giapponesi, marinai, e servitori, e circa 40 spagnoli e portoghesi, raggiunse prima Acapulco il 25 gennaio del 1614, dopo tre mesi di navigazione.

Poi si diresse verso Veracurz via terra da dove partì per la Spagna. Arrivò a Coria del Rìo in Andalusia e il 30 gennaio del 1615 incontrò il re Filippo III di Madrid. Poi sbarcò a Civitavecchia e raggiunse Roma il 3 novembre del 1615 e fu ricevuto dal Papa Paolo V.

Sia in Spagna che a Roma ebbe una favorevole accoglienza con la parata. Come fu accolto dalla gente a Roma cito un passo dal libro.

La sfilata capeggiata dalla cavalleria leggera al suon di tromba, seguivano altri cinquanta cavalieri, i vassalli del Cardinale, gli ambasciatori ed i nobili. A coppie avanzarono la nobiltà romana, quella francese, e quella spagnola, indossando meravigliosi costumi. Un gruppo di quattrodici suonatori di tamburo precedette la nobiltà romana, poco più avanti cinque trombettieri a cavallo rallegravano con a musica gli animi della gente in festa, quindi, gli aristocratici, le persone celebri ed i cavalieri che sfoggiavano splendidi costumi. E i membri della missione fecero il loro ingresso per una volta, su cavalli bianchi, accompagnati da due nobili romani. Sette di loro portavano il pugnale wakizashi e la spada katana. Una di loro portava un vestito con abbondanti decorazioni, mentre altri indossavano un abito nero, con sotto un indumento lungo fino ai piedi, sopra una tunica di seta lunga fino alle ginocchia e sul capo tenevano un cappuccio nero, simile a quello dei monaci buddisti, da cui sporgevano due angoli a forma di un portafoglio. Hasekura fu accompagnato dalle guardie svizzere del Vaticano e i cavalieri. Infine seguirono i preti francescani e Sotelo. Il corteo attraversò maestosamente la piazza di San Pietro e il Papa lo osservò dalla finestra del Vaticano...

Poi c'è un altro episodio interessante, una lettera scritta dalla moglie di un signore di Sant-Trioez.

I giapponesi custodivano nel kimono della carta giapponese grande una lettera d’amore. Ogni volta che la gettavano via dopo essersi soffiati il naso, il popolo si azzuffava per contendersi il ricordo. Si legge perfino che la carta di Hasekura era la preferita. (Si ricorda che ciò avvenne anche a Roma, alcuni fogli di carta buttati erano stati esposti al Museo Antropologico di Roma, ma dopo il trasferimento dello stesso all'Eur, risultano dispersi).

Poi tornato in Spagna, continuò la trattativa con il re Filippo III che tuttavia declinò l'offerta di un trattato commerciale. Nonostante lo sforzo di Hasekura in Europa, in Giappone, fu già cominciata la persecuzione della fede cristiana con un editto nel gennaio del 1614 che ordinava l'espulsione di tutti i missionari dal Giappone. Anche per questo la trattativa non ebbe successo.

L'ambasceria lasciò Siviglia per il Messico nel giugno del 1617 dopo un periodo di due anni in Europa. Alcuni dei giapponesi restarono in Spagna, più precisamente in un villaggio vicino a Siviglia (Coria del Río), dove i loro discendenti oggi sono riconoscibili dall'uso del cognome Japón.

Hasekura ritornò in Giappone nell'agosto del 1620. E si accorse che il Giappone era cambiato drasticamente e morì profondamente avvilito due anni dopo, nel 1622. Forse non c'era niente da fare in un'epoca in cui la missione era il pretesto dell'invasione. Penso che la decisione dei capi giapponesi di non permettere ai missionari di propagare la fede non erano sbagliate. Ma mi dispiace per Hasekura e tanti altri fedeli che erano sballottato dal destino. Era la vittima di una epoca movimentata. Ma in Europa, lasciò sicuramente le sue tracce.

Il mio amico Ariano Geta mi ha scattato le bellissime foto a Civitavecchia dove Hasekura sbarcò per arrivare a Roma.
La statua di Hasekura a Civitavecchia.
La chiesa di Santi Martiri Giapponesi a Civitavecchia.
Gli affreschi di Luca Hasegawa.

Ringrazio Ariano Geta . Un giorno vorrei visitarla e vedere questi affreschi di persona...

L'evangelizzazione del Giappone ebbe inizio nel 1549 con il gesuita san Francesco Saverio che arrivò nell'arcipelago e fondò la prima comunità cristiana. Poi ai gesuiti seguirono i frati francescani.
La comunità cristiana crebbe ed ebbe successo sopratutto nell'isola di Kyushu, anche perché i nuovi arrivati portarono un ricco commercio con le altre colonie asiatiche in cui si erano stabiliti come Filippine e Macao, ma lo scambio avveniva anche con prodotti arrivati dalla lontana Europa, come le armi da fuoco.

Questo periodo terminato al 1639, anno di completa chiusura del paese a europei che non fossero olandesi, è indicato con termine Nanban (barbari del sud) poiché gli stranieri furono considerati persone rozze e poco colte, per il semplice fatto di non praticare le usanze e i costumi del paese. 
Il monumento di Francesco Saverio (Francesco de Xavier in spagnolo), un gesuita e missionario spagnolo che arrivò e introdusse il cattolicesimo in Giappone nel 1549 a Kagoshima. 
La Cattedrale di San Francesco Saverio e la sua statua.

Ho scattato queste foto in grande fretta, quando ho visitato Kagoshima a Gennaio.

Non sapevo che esisteva la conflittualità tra i due ordini, rese gli esiti di questa missione meno positivi di quanto avrebbero potuto essere, e contribuì alla decisione del shogun Tokugawa di chiudere le porte del paese agli stranieri. 

In questo libro sottolinea che nell'ambito dei riferimenti storici, la repressione fu organizzata da potenze europee ostili. In particolare il forte attacco al Cristianesimo cattolico da parte dell'Inghilterra e dell'Olanda esercitò una decisiva influenza sui Tokugawa. 
Quindi giudicare gli avvenimenti tragici legati al Cristianesimo, ignorando il confronto internazionale fra Olanda e Spagna, e l'antagonismo tra gesuiti e francescani, significa avere una visione parziale. Le valutazioni assumono aspetti radicalmente diversi a seconda dello schieramento: "missione riuscita" o "missione sfortunata". 

Fino a quando leggo questo libro, pensavo che la missione di Hasekura fosse "sfortunata, come tanti altri giapponesi lo pensano, ma leggendo tanti documenti e lettere citati in questo libro, e considerando la situazione di allora, ho capito che fosse non solo sfortunata ma anche in parte 
riuscita.

E non posso contenere la commozione se penso alla fatica con cui viaggiò per Roma in quell'epoca, attraversando l'Oceano Pacifico e l'Oceano Atlantico e l'emozione che provò quando videro per la prima volta i paesi occidentali e furono accolti calorosamente dalla gente con la parata…  
Ritratto di Hasekura in preghiera, esposto nel Museo civico di Sendai.
Ritratto di Hasekura , opera di Deruet, attualmente esposto a Roma nel Palazzo Borghese.
L'ho visto a Kyoto in una mostra speciale qualche anno fa...
Sono rimasta meravigliata dalla bellezza e dalla particolarità dei motivi del suo kimono...
Affresco, Il seguito di Hasekura custodito nel Salone dei Corazzieri nel Palazzo del Quirinale a Roma. Il kimono di Hasekura è uguale di quel ritratto sopra.

Ora i raggi del sole si sono schiariti molto ma la stagione va avanti e indietro... manca ancora un po' per la primavera...  

14 commenti:

Nyu Egawa ha detto...

Questi libri storici sono molto interessanti.
Ho visto alcuni film su quel periodo storico.. deve essere stato molto difficile per il Giappone perchè in molti desideravano imporre le proprie idee e cambiarlo.

Ariano Geta ha detto...

Sono molto onorato di aver dato un piccolo contributo a un post così dettagliato e pieno di particolari.
A volte mi chiedo: cosa sarebbe successo se lo shogun non avesse ordinato persecuzioni contro i cristiani e soprattutto se non avesse ordinato l'isolamento? Forse viaggi come quelli di Tsunenaga sarebbero stati più frequenti e il Giappone avrebbe avuto contatti con l'occidente molto più estesi già nel XVII secolo, e la storia del Giappone sarebbe stata diversa, chissà.

Monica ha detto...

Devo davvero decidermi a leggere qualche libro sulla storia giapponese... ne sono troppo affascinata!

L’angolo della casalinga, ricette veloci e facili

Luigi ha detto...

è una storia bellissima Titti: quindi Hasekura si convertì al cattolicesimo, perché uno dei quadri lo riproduce inginocchiato davanti alla croce.

Volpe Artica ha detto...

ragazzi, sia i quadri che la cattedrale sono davvero belli :)! ma per le decorazioni del kimono ci sono delle formalità da rispettare ( ho notato che negli yukata per le ragazze si usa molto il motivo con le ipomee!)oppure è libera interpretazione di chi li ricama?

Giulia Pulerà ( GIULYBLADER ) ha detto...

bello il ritratto!
e interessante la storia! :)

Beatris ha detto...

Hai raccontato una storia bellissima, interessante!
Bellissime immagini!
Un abbraccio e buona giornata da Beatris

White Blossom✿ ha detto...

Titti, grazie per questo post dettagliato e ben raccontato. Troppe volte la chiesa ha voluto imporre la fede cattolica calpestando i diritti dei popoli, invadendoli e imponendo il suo potere in nome di un Dio che di certo ciò non avrebbe tollerato.
Ed è anche vero che dietro Paesi in guerra ci sono interessi di altri Paesi stranieri.
Chissà se i discendenti dei giapponesi di Coria del Rio avranno conservato qualche tratto asiatico!
È strano vedere i bei dipinti sulla volta delle chiese con i kanji intorno!
Anche qui l'aria si è fatta più tiepida...
Patri

White Blossom✿ ha detto...

Grazie Ariano per le tue foto!
Patri

White Blossom✿ ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
White Blossom✿ ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
edvige ha detto...

Ciaooo cara molto bello questo che ci racconti e volevo dirti che se passi da me ho fatto un post oggi 3 marzo festa delle bambine parlando di te. Mi farebbe piacere la tua opinione. Come vedi non sono spesso con i commenti qui ma non ti ho mai dimenticata.
Buona serata

lella ha detto...

Buongiorno, Titti!
Sono arrivata al tuo blog attraverso un link della nostra amica Edvige del blog "Memento Solonico" che ne dà un giudizio molto positivo. Così, poiché la curiosità è donna, sono venuta a visitare il tuo spazio e mi è molto piaciuto.
Edvige parlava della vostra "Festa delle Bambole": anch'io, come lei, ne ho appena letto su una rivista (forse la stessa che ha letto lei); questa festività mi ha molto colpita perché mi pare un bel segno d'affetto verso le bambine.

Per quanto riguarda questo tuo ultimo post, mi ha molto meravigliato sapere di questa visita di un giapponese in Europa in quell'epoca! Non avrei mai immaginato...nella mia ignoranza ero convinta che il Giappone in passato fosse sempre stato chiuso verso i paesi stranieri, soprattutto occidentali.

Chiedo scusa per la lunghezza del commento e ti mando un saluto con simpatia.

Titti ha detto...

@ Nyu,
infatti il nostro paese è sempre stato minacciato dai pericoli, ma per fortuna è riuscito a cavarsela abbastanza...

@ Ariano Geta,
grazie ancora. Da quando mi hai mandato queste bellissime foto, volevo presentarle, e finalmente mi è capitata l'occasione. Mi dispiace per i fedeli, ma grazie per la scelta saggia dello shogun, la nostra cultura si è sviluppata così... è chiaro se vedi gli altri paesi asiatici colonizzati...

@ Monica,
spero che ti piaccia...

@ Luigi,
proprio per questo fu scelto per l'ambasciata.
in un breve periodo c'erano cattolici giapponesi, ma poi si riconvertirono o si nascondevano...

@ Volpe Artica,
infatti sono rimasta meravigliata dai motivi del suo kimono.

Le ipomee sono uno dei motivi classici e popolari dello yukata (i motivi classici sono foglie di lino, onde, fuochi d'artificio, pesciolini rossi...) ma ora ci sono tanti motivi... se ti interessa, vedete questo sito http://www.yukatayasan.com/series100/petitretro.html

@ Giulia Pulerà,
grazie!

@ Beatris,
grazie!

@ White Blossom,
i discendenti li ho visti in qualche programma televisivo, ma purtroppo non hanno il nostro tratto ma solo il cognome Hapon...
Meno male che da te sta arrivando la primavera, qui il freddo è ritornato...

@ edvige,
grazie, ti visiterò...

@ lella,
ti ringrazio per avermi visitato e avere l'interesse verso la nostra cultura.
La festa delle bambole è una delle feste mie preferite, in passato ci ho dedicato qualche posto, se ti interessa,

http://imonologhi.blogspot.jp/2013/02/festa-delle-bambole.html

http://imonologhi.blogspot.jp/2012/03/hinamatsuri.html

http://imonologhi.blogspot.jp/2011/03/le-feste-delle-bambole.html

http://imonologhi.blogspot.jp/2009/03/festa-delle-bambine.html

Il Giappone era chiuso dal 1639 al 1854, ma nel periodo precedente di questa fase, aveva i contatti anche con i paesi occidentali...