10 ott 2019

Il DIARIO DELLA BICICLETTA E ALTRI RACCONTI

In questo libro di Natsume Soseki, sono racchiusi tre piccoli racconti, meno conosciuti rispetto ai suoi capolavori come "Anima" e "Il signorino".

"Il diario della bicicletta" è un saggio in cui viene raccontata un'esperienza di aver imparato a prendere la bicicletta a Londra, dove studiò a spese dello Stato dal 1900 al 1902 finché non rientrò in Giappone a causa dell'aggravante esaurimento nervoso.

Durante il soggiorno a Londra, per la difficoltà di stabilire i rapporti con gli inglesi, o di abituarsi alla vita e cultura molto diverse da quelle giapponesi, soffrì dell'esaurimento nervoso. Mentre si aggravava la crisi psichica, consigliato dalla padrone della pensione, decise di imparare a prendere la bicicletta, per uscire fuori e muoversi un po'. 
Ma cadde ripetutamente, si scontrò con gli altri, fu calciato dal cavallo ed fu deriso dai curiosi... Soseki narra la sua fatica fisica e psichica in modo autolesionistico e umoristico.

Questo racconto, scritto dopo il rientro in Giappone fu dedicato ad un'amicizia con Masaoka Shiki, un poeta e giornalista molto famoso.
Da Londora Soseki scrisse al suo intimo amico Shiki tante lettere in cui raccontò la sua vita a Londora, e che consolarono molto Shiki che era costretto a letto ammalato.

Un giorno Shiki che sentiva che la sua fine era prossima, scrisse a Soseki una lettera in cui chiese: "Se è possibile, scrivimi ancora un'altra lettera finché io sia in vita".
Ma Soseki che soffriva dell'esaurimento nervoso, non riuscì a scrivergliela e Shiki morì a 34 anni senza ricevere la risposta.

Tormentato dal fatto di non aver potuto esaudire l'ultima richiesta dell'amico, dopo il rientro in Giappone scrisse questo "Il diario della bicicletta", anche se non c'era più Shiki. 

Leggo questo "Il diario della bicicletta", mi sento oppressa dalla malinconia di cui Soseki soffrì a Londora nella solitudine, ma ancora più commossa dalla loro amicizia.

In autunno del 1902, ogni giorno Soseki faceva esercizi di bicicletta a Londra, quindi quando Shiki esalò l'ultimo respiro il 19 settembre, Soseki era alle prese con la bicicletta cadendo ripetutamente, senza saperne nulla della morte dell'amico.

Quando ricevette la notizia per posta alla fine di novembre, erano già passati due mesi. La notte fonda compose i cinque versi dedicati a lui di cui ne cito uno qui.

"Tamukubeki/senko mo nakute/kure no aki (Non ho gli incensi da offrirgli alla fine d'autunno)".
Inaspettatamente commossa, con il tè e i dolci miei preferiti ho indugiato nei vari pensieri...

5 commenti:

Nyu Egawa ha detto...

Questo libro è molto famoso ma non sapevo che nascondesse una storia così triste e commovente.
Penso proprio che lo comprerò, credo che sia un bellissimo inno all'amicizia e certamente merita di essere letto e ricordato.

fulvio ha detto...

Ciao Titti,sono un appassionato lettore ma non conoscevo questo autore.Ottima la tua recensione.

Grande Carofiglio,di lui ho letto tutto.
Ciao.fulvio

Mirtillo14 ha detto...

Non conosco questo autore ma mi ha conquistata questa storia di amicizia, tanto intensa quanto triste. Una bellissima recensione. SAluti.

Ariano Geta ha detto...

Non sapevo di questa amicizia così profonda tra Natsume Soseki e Masaoka Shiki. Mi incuriosisce leggere questo racconto.

Giancarlo ha detto...

Non sono un appassionato lettore, quindi non conosco questo scrittore. La tua recensione come sempre è molto bella.
Buon pomeriggio.